Code fuori dal padiglione dell’Azerbaijan
Code fuori dal padiglione dell’Azerbaijan

Milano, 7 luglio 2015 - A due mesi dall’inizio dell’Esposizione universale di Milano già si pensa a come smantellare i padiglioni. Il dossier è aperto da settimane sulle scrivanie dei dirigenti di Expo spa: molte pagine, tuttavia, sono ancora bianche, a cominciare da quelle sul futuro dell’area da 1,1 milioni di metri quadri, da cui dipende anche il programma di demolizioni. I tempi, tuttavia, stringono. Che farne, ad esempio, dei padiglioni offerti in eredità a Milano? «Alcuni Paesi si sono detti anche disponibili a lasciarli – osserva il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala – ma va deciso e comunicato loro in tempo. Per questo il tema è urgente». In via Rovello stanno tracciando i primi piani di intervento. «Stiamo macinando», commenta Alessandro Molaioni, responsabile lavori di Expo spa. La società deve chiudere la partita entro giugno 2016, quando cesserà le sue funzioni. Per la fine del mese via Rovello potrebbe formalizzare ufficialmente l’investitura di Metropolitana milanese, già alla regia delle costruzioni con Infrastrutture lombarde prima e Italferr poi, alla direzione lavori delle demolizioni. I canali, almeno in via ufficiosa, sono già aperti.

Lo smantellamento del sito di Rho-Pero si prospetta un’operazione complessa tanto quanto l’edificazione. «Sarà altrettanto delicata», riconosce lo stesso Sala. «Bisogna ragionare sullo smontaggio – avverte Marina Della Foglia, responsabile prevenzione e sicurezza sull’ambiente di lavoro di Asl Milano 1 –, non vorrei assomigliasse troppo agli ultimi mesi del 2015», quando il traffico sul sito ha sfiorato le 10mila persone presenti in contemporanea. I dati di Metropolitana milanese descrivono l’accelerata di un cantiere avviato nel 2011, dove «hanno lavorato 9.500 imprese», precisa il direttore generale Stefano Cetti, e «dai 2.400 operai in media di gennaio 2014 siamo passati ai 6.200 di aprile», aggiunge il responsabile sicurezza, Matteo Colombo.

Gli infortuni sono stati 89 sul sito, non mortali e con prognosi entro i 20 giorni, 132 se si considerano anche gli incidenti nei cantieri esterni collegati a Expo. I riflettori dell’Asl sono accesi anche nei sei mesi di attività del sito, tuttavia, a differenza del cantiere, manca una cabina di regia. E i dati scarseggiano. Per Susanna Cantoni, direttore responsabile prevenzione di Asl Milano, «bisogna rimettere in pista il meccanismo di controllo sui padiglioni nel periodo espositivo, perché vorremmo registrare i dati anche sui piccoli infortuni». Nel frattempo, Silvana Carcano, consigliere regionale in quota Movimento 5 Stelle, ha depositato «una richiesta per un’audizione con il commissario Sala in commissione Territorio per capire costi, modalità e tempi dello smantellamento del sito». La data va ancora fissata, se ne parla a settembre.

luca.zorloni@ilgiorno.net

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