Milano, 14 aprile 2021 - Vaccini, l'Europa prepara la svolta: ovvero l'addio ai vaccini a vettore virale come AstraZeneca e Johnson&Johnson (che di fatto deve ancora debuttare in zona Ue) dopo gli allarmi sui casi, rarissimi e la cui correlazione è da dimostrare, di trombosi rilevati e che stanno costringendo Ema, l'Agenzia del farmaco europea, a continue revisioni. La Commissione Europea punterà a questo punto sui vaccini con Rna messaggero come sono quelli di Pfizer/BioNTech, Moderna e il CureVac che attende ancora il via libera: nel 2022 non rinnoverà i contratti con AstraZeneca e Johnson & Johnson (la decisione Usa è arrivata in seguito alle segnalazioni di casi di trombosi inusuali, gravi e rarissime, 6 casi riferiti su circa 7 milioni di somministrazioni), che invece sono vaccini con un adenovirus vettore. Ad annunciare la scelta strategica a Bruxelles è stata la presidente Ursula von der Leyen.

Nello scenario evidenziato da von der Leyen la questione immunità potrebbe non ridursi alla questione delle due dosi di prammatica, in Europa serviranno "richiami" per rafforzare la protezione dei vaccinati. E, se si svilupperanno "varianti resistenti" ai vaccini, "dovremo sviluppare vaccini adattati" alle nuove mutazioni, "presto e in quantità sufficienti. Tenendo questo a mente, dobbiamo focalizzarci sulle tecnologie che hanno dimostrato il loro valore: i vaccini a Rna messaggero sono un caso chiaro".  La  Commissione, dunque, "sta entrando in un negoziato con Pfizer/BioNTech per un terzo contratto", che prevedrà "la consegna di 1,8 miliardi di dosi nel corso del periodo 2021-2023". Il contratto prevederà la produzione nei territori Ue dei vaccini e dei componenti di base.  

D'altra parte i vaccini a m-Rna vedono in campo almeno due aziende europee (tedesche) e si tratta di BioNTech, che lavora con Pfizer, e di CureVac: unquestione non di poco conto, come ha insegnato la fortunata campagna di vaccinazione britannica che ha potuto contare su un AstraZeneca nato "in casa" e con il vaccino studiato dalla francese Sanofi con Gsk che ancora non è disponibile.  

Intanto oggi sono state annunciate 50 milioni di dosi aggiuntive Pfizer/BioNTech da distribuire "in base alla popolazione" (così von der Leyen) degli Stati Ue, ha precisato von der Leyen, un quantitativo più o meno  uguale a quello che Johnson & Johnson doveva garantire nel secondo trimestre.