Milano, 30 novembre 2020 - Dopo un primo assaggio domenica, la Lombardia saluta definitivamente la zona rossa e inizia una nuova settimana in zona arancione. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha parlato  di "passaggio importante" e di "dimostrazione di fiducia nei confronti dei nostri cittadini", ma ha sottolineato: "Ripagatela. State attenti, non assembratevi troppo, tenete sempre la mascherina e lavatevi le mani. Non si devono diffondere errate convinzioni che sia finito tutto. Non abbiamo ancora superato il momento difficile. Finché il vaccino non sarà dato a tutti i cittadini, dobbiamo convivere con il virus".

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Dpcm Natale, sale l'attesa

Nel frattempo, continua la trattativa sul Dpcm di Natale, quello che dovrebbe arrivare entro venerdì 4 dicembre (giorno dell'entrata in vigore). Oggi vertice straordinario dei presidenti di Regione, per cercare una linea comune in vista del confronto col Governo sul prossimo provvedimento anti-Covid: l'intesa andrà trovata in particolare su spostamenti e orari dei locali. L'intenzione del governo è di mantenere il coprifuoco; di tenere chiusi tutti i ristoranti a Natale, Santo Stefano, San Silvestro, Capodanno, Epifania; di non consentire il turno serale neppure nelle zone gialle per tutto il mese di dicembre; di lasciare più spazio solo allo shopping prenatalizio. Il dilemma ristoranti andrà sciolto contemporaneamente agli altri nodi delle festività: mobilità tra regioni e spostamento congiunti. Le ultime indiscrezioni parlano di un blocco degli spostamenti tra regioni dal 20 dicembre fino all'Epifania. Occhi puntati però sulle possibili deroghe: il governo, domani, dovrà decidere le modalità con le quali concedere l'eventuale ritorno a casa dai genitori anziani. Per quanto riguarda i coniugi dovrebbe essere concesso il ricongiungimento, esteso anche alle coppie conviventi. La mancata apertura degli impianti per le festività natalizie, pare ormai cosa certa. Un tema molto sentito in Lombardia, dove il Natale senza lo sci rischia di costare caro: 700 milioni dei circa 10 miliardi di fatturato generato a livello nazionale dal turismo invernale legato alla neve - secondo le stime diffuse da Confindustria e Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) - arrivano dalla Valtellina e dalla province di Bergamo, Brescia, Lecco, Como. Due terzi dei ricavi si concentrano in un mese, dall’8 dicembre - la festa dell’Immacolata che coincide con l’apertura della stagione sciistica - all’Epifania. 

Per approfondire - Dpcm Natale, quali ipotesi del Governo?

Milano, folla per lo shoppingi di Natale: è polemica

Le decisioni da prendere non sono per nulla facili, soprattutto dopo la domenica pre-natalizia di ritrovato shopping nelle ex zone rosse del Covid, che ha subito messo in allerta governo, regioni ed esperti. Sarà la voglia di normalità, l'esasperazione per le restrizioni, il sogno di tornare allo struscio in centro: fatto sta che a Milano si è assistito a un 'liberi tutti' che spaventa, con folle in strada e assembramenti davanti ai negozi riaperti. "E' sconcertante che le persone stentino a comprendere la gravità della situazione e che molto dipenda dai nostri comportamenti che devono essere virtuosi", attacca la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, a 24Mattino su Radio 24. "Capisco che devi fare compere - ha proseguito - ma se vedi che la situazione è così, forse cambi giorno o zona, forse torni a casa. Questo non è un buon segnale, non conforta" ha concluso. Cauto l'infettivologo dell'ospedale Sacco-università degli Studi di Milano Massimo Galli, intervenuto ad 'Agorà' su Rai3: "E' evidente che, se non si mantengono le precauzioni" necessarie a limitare la diffusione dei contagi da Sars-CoV-2, "non potremo che rivedere una situazione simile a quella che abbiamo già vissuto", arrivando cioè a una terza ondata di Covid-19. Commentando gli assembramenti visti in molte città per lo shopping natalizio, l'esperto ha avvertito che "abbiamo ancora moltissimo virus che circola". Troppo, in tutto il Paese, "per pensare di tornare a un liberi tutti appena avuto un accenno di risultato" dalle restrizioni disposte contro la seconda ondata. Più comprensivo il ministro Francesco Boccia: "E' inevitabile che quando si riaprono attività commerciali ci sia la voglia di tornare in giro, è naturale la reazione, ma quello che non può essere naturale è non rispettare le regole"

Covid in Lombardia, spiragli di luce

Nella regione più colpita dall'emergenza Covid-19, i numeri, seppure in contrazione, sono ancora alti. Calano i ricoverati sia nei reparti (-216) sia nelle terapie intensive (-12), dove comunque si trovano ancora in cura 907 pazienti. In calo anche il rapporto nuovi positivi/tamponi che scende a 11,2% (sabato era 12,3%). I decessi registrati in un giorno nella regione sono stati 135 portando il totale, dall’inizio della pandemia, a 21.647. I guariti sono complessivamente 251.588 (+756), di cui 6.604 dimessi e 244.984 guariti. I nuovi casi suddivisi per provincia vedono Milano a quota 973 (di cui 386 a Milano città), Bergamo a 138, Brescia a 322, Como a 215, Cremona a 72, Lecco a 84, Lodi a 58, Mantova a 121, Monza e Brianza a 649, Pavia a 167, Sondrio a 174, Varese a 152. Il trend lombardo è in linea con quanto accade nel resto d’Italia, dove la velocità di crescita dei contagi si è raffreddata o ha rallentato molto. Il Paese tuttavia non si trova ancora in una zona di sicurezza: le prossime settimane, almeno fino a fine dicembre, saranno quindi decisive.