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15 feb 2022

Scuola, l’abbandono è questione di famiglia

Pavia, Bergamo e Brescia maglie nere. I ragazzi non completano gli studi nelle aree in cui vivono più adulti senza un diploma

federica pacella
Cronaca
scuola
Un'aula

Brescia - La dispersione scolastica non è solo questione di impegno degli studenti e capacità delle scuole di trattenere i ragazzi in classe, ma anche di famiglia. Dove, infatti, il contesto familiare e sociale è caratterizzato dalla presenza di adulti senza diploma, è molto più probabile che gli studenti si ‘perdano’ per strada. Lo rileva una ricerca pubblicata da Openpolis, che ha evidenziato una correlazione tra tasso di abbandono scolastico precoce da parte degli studenti e adulti con basso titolo di studio. In media, nei Paesi Ocse, nel 42% dei casi i figli di chi non ha il diploma non si diplomano a loro volta. In Italia, tale percentuale è del 64%, al secondo posto dopo la Turchia (72%), segno che la scuola fatica a fungere da ascensore sociale, innescando una dinamica negativa: proprio chi viene dalle famiglie più svantaggiate a lasciare la scuola prima del tempo è il fattore che rafforza, e rende ereditaria, una condizione di deprivazione.

L’analisi a livello dei singoli Comuni conferma questo trend: a percentuali minori di diplomati corrispondono tassi più elevati di abbandono scolastico. In Lombardia, la provincia col percentuale maggiore di abbandoni precoci è quella di Pavia (18,9%), seguita da Bergamo (17,8%), Mantova, Brescia e Como con il 16%. Se guardiamo alle percentuali di diplomati, quelle più basse si registrano proprio in queste province, seppur in ordine diverso: Bergamo, Brescia, Mantova, Como, Pavia, con Lodi e Lecco. Al contrario, Milano e Monza, che hanno il tasso minore di dispersione scolastica (rispettivamente 12,3% e 11%) sono anche le province col maggior numero di adulti diplomati (oltre il 62%). La correlazione regge in quasi tutti i capoluoghi lombardi dove si registra che con soglie di adulti diplomati sopra il 70%, gli abbandoni precoci degli studenti si fermano al 10%: a Bergamo, ad esempio, la dispersione è al 9,3% (73,98% gli adulti diplomati), a Milano è al 10,6% (75,9% i diplomati), a Monza l’8% (73,26% gli adulti con un diploma), a Lodi è il 9,9% (73,23% i diplomati), a Sondrio all’8% (70,85% adulti con diploma).

Tra i capoluoghi meno virtuosi per continuità negli studi ci sono Varese (13,6% abbandoni precoci, 69% adulti diplomati), Brescia (12,5% di ragazzi che interrompono gli studi, 67,31% gli adulti con diploma), Cremona (12,2% abbandoni, 70% diplomati), Lecco (12% di dispersione, 68,3% diplomati tra gli adulti), Como (11,5% di studenti che lasciano la scuola precocemente, a fronte del 69% di adulti diplomati). Fanno eccezione Mantova e Pavia che, pur avendo più del 70% diplomati superano l’11% di abbandoni precoci del mondo della scuola. Ovviamente il fenomeno della dispersione scolastica è complesso e non può essere spiegato con una sola variabile, qual è il titolo di studio dei genitori; i dati inoltre sono pre-Covid, per cui non tengono conto degli effetti della pandemia. Il dato è, tuttavia, interessante, per le politiche di contrasto alla povertà culturale che la comunità può mettere in campo per intercettare le fasce più a rischio di abbandono precoce e attivarsi di conseguenza.
 

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