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6 ott 2021

Discoteche aperte al 35% della capienza: "Così meglio non riaprire, vogliamo l'80%"

Via libera del Cts, ma per Conflavoro Pmi i costi di gestione rischiano di essre superiori ai ricavi. "E la differenza con il 50% dei locali all'aperto creerà il caos"

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Una discoteca

Milano - Discoteche aperte ma al 35% della capienza? Il via libera arrivato dal Cts dopo il lunghissimo tira e mola sull'opportunità di una riapertura non soddisfa comunque i diretti interessati, i gestori dei club. Dopo 20 mesi di serrata - era marzo 2020 l'ultima volta che si è ballato al chiuso, in mezzo la successiva estate delle polemiche con le discoteche all'aperto e la seconda ondata di contagi e i mesi recenti con le multe ai trasgressori delle regole anti Covid- si potrà ricominciare a lavorare se la riapertura venisse inserita, come immaginabile, nel prossimo decreto che amplierà le percentuali di capienza di teatri, cinema, stadi. Ma ad alzare più di un sopracciglio sono i rappresentanti delle piccole imprese della notte.

"Il mondo degli eventi notturni - dice Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi - non esiste più, spazzato via anche perché, purtroppo, gli aiuti a sostegno dei gestori delle discoteche non sono lontanamente sufficienti a evitare le tante chiusure già definitive di queste attività. Parzialmente positiva, ora, la notizia delle riaperture, perché se scendiamo nel dettaglio, scopriamo facilmente che molte realtà continueranno, per forza di cose, a restare chiuse o si vedranno costrette ad aumentare a dismisura i prezzi dei propri servizi o a ridurre drasticamente il personale. Il motivo è lampante: a queste condizioni i costi per i gestori saranno insostenibili".

 Conflavoro Pm è scettica sulle regole relative alla capienza. "In CdM arriveranno raccomandazioni molto stringenti. Si punta a riaprire, stando al Cts, al 35% della capienza massima al chiuso, oltretutto compreso il personale dipendente. La quantità della clientela ammessa, quindi, è oggettivamente irrisoria, se paragonata ai costi da affrontare. La capienza al 50% all'aperto - afferma Roberto Capobianco - oltretutto rischia paradossalmente di creare altro caos: in inverno e le discoteche all'aperto esistono solo in modo molto sporadico, specie in alcune località di mare, le quali optano per far coesistere l'ibrido aperto-chiuso, il che creerebbe anche una certa confusione nella gestione della serata".

La richiesta resta quella di un confronto- "Quello che chiediamo al governo - conclude il presidente di Capobianco - è di riflettere sulle nuove modalità di riapertura proposte dal Cts e di dare ai gestori delle discoteche la possibilità di riaprire in percentuali molte più alte, fino all'80%. La disponibilità  alla riapertura in sicurezza è sempre stata massima anche da parte di queste imprese. Ma riaprire al 35%, anzi effettivamente molto meno, non dà vera speranza al settore. Rischia piuttosto di creare  importanti difficoltà e oneri di gestione insostenibili". 

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