La fiaccolata "Insieme per Denise",  organizzata dal Comune di Mazara
La fiaccolata "Insieme per Denise", organizzata dal Comune di Mazara

Trapani, 5 maggio - Non ci sono tracce della piccola Denise Pipitone nella palazzina di via Pirandello a Mazara del Vallo, nel Trapanese. E' questo l'esito della lunga ispezione eseguita oggi pomeriggio nell'edificio che ospitò fino a pochi anni fa Anna Corona, la madre della sorellastra di Denise Pipitone, la bimba scomparsa il 1° settembre del 2004. I Vigili del fuoco e i Carabinieri del Ris sono stati al lavoro fino a pochi minuti fa nella palazzina, cercando anche con le carte del catasto alla mano, eventuali tracce di lavori di muratura fatti negli ultimi anni. Controlli anche nel garage e in una botola, con un pozzo, ma come si apprende anche qui l'esito è stato negativo. Era stata una segnalazione, non anonima, a indicare agli investigatori alcune notizie ritenute "molto interessanti".

L'appartamento in passato è stato abitato da Anna Corona, l'ex moglie di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise. Corona è la madre di Jessica Pulizzi, la ragazza finita sotto processo per il sequestro della sorellastra Denise ma poi assolta. Il sopralluogo è stato disposto dalla Procura di Marsala che nei giorni scorsi ha riaperto l'indagine dopo le rivelazioni dell'ex pm Maria Angioni che all'epoca indagò sul caso.

L'appartamento, che i carabinieri stanno passando al setaccio dalle 12.30, è disabitato da circa un anno. "I proprietari della casa sono in Svizzera, io ho solo portato le chiavi della palazzina ai carabinieri che me le hanno chieste" ha detto la custode della palazzina. La donna ha anche riferito che recente non sarebbero stati fatti dei lavori di ristrutturazione nella palazzina "solo piccoli lavori". Sul posto sono poi arrivati anche i vigili del fuoco. 

La manifestazione a Mazara del Vallo

Abbattere il muro di omertà 

Intanto a Mazara del Vallo si è svolta l'iniziativa "Insieme per Denise" per chiedere verita' su quanto accaduto 17 anni fa. La tramissione "Chi l'ha visto?" sta seguendo in diretta il raduto organizzato dal Comune in piazza della Repubblica. Ai microfoni di Rai3 anche Piera Maggio, madre di Denise. "Siamo qui per chiedere verità", ha aggiunto la donna in piazza con il marito e padre naturale di Denise, Piero Pulizzi. E in merito agli accertamenti scattati oggi da parte dei carabinieri ha aggiunto: "Qualcuno, forse, sta rispondendo delle non verità dette in questi anni". E ancora: "Quella casa, la ex casa di Anna Corona, non è stata mai visitata come oggi, dopo 17 anni finalmente si arriva lì'". Alla manifestazione sono presenti anche il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, il vescovo, monsignor Domenico Mogavero, e l'avvocato Giacomo Frazzitta, storico legale di Piera Maggio. "Non sappiamo chi ha preso Denise - ha affermato Frazzitta - ma non è un extraterrestre. Si tratta di un "umano", anche se ha fatto un gesto inumano, ed è mazarese". "L'ispezione di oggi e' stato un intervento mirato, si sta sgretolando il muro di omertà", ha detto Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo, mentre il vescovo, monsignor Mogavero ha fatto un appello: "Questa piazza così piena stasera vuole dire che è ora di finirla. Chi ha rubato Denise si ricordi che sono uomini e donne. Se hanno un cuore diano finalmente pace ai genitori e a tutta l'Italia intera. Rompano il silenzio", ha detto.

 

La segnalazione anonima e l'ispezione

Secondo quanto si apprende, gli inquirenti cercano di capire se sono stati fatti dei lavori edili in quell'abitazione di via Pirandello. Secondo una fonte anonima i lavori sarebbero stati eseguiti dopo la sparizione della piccola. Smentita la notizia ininzialmente trapelata, e cioè che dietro l'ispezione ci sia una ''macabra segnalazione'', riguardante la presenza del cadavere della piccola Denise. Nell'appartamento, che da anni non rientra più nella disponibilità della Corona, ed è stata acquistata da una famiglia che vive all'estero, sarebbero stati realizzati lavori in muratura sospetti. L'obiettivo dei militari dell'Arma è anche iscontrare l'esistenza di una botola che porterebbe a uno scantinato nell'appartamento in questione, che non sarebbe mai stata ispezionata secondo quanto riferito da alcuni media. Oltre ai vigili del fuoco del distaccamento di Mazara del Vallo, nell'ex casa di Anna Corona sta operando anche un'altra squadra del Saf, il gruppo Speleo Alpino Fluviale provinciale. I pompieri hanno portato bombole di ossigeno, torce e scale per poter ispezionare un pozzo che sarebbe stato localizzato sotto una botola del garage. Proprio per ispezionare il pozzo è stata montata una pompa idrovora all'interno del garage dell'abitazione.

La stanza segreta

La stanza in cui potrebbe essere stata nascosta la piccola Denise Pipitone: è quanto stanno cercando gli investigatori che indagano sulla scomparsa della bambina. Sulla base di alcune segnalazioni - negli ultimi giorni in Procura ne sono arrivate diverse - gli inquirenti stanno verificando se nella casa dell'ex moglie del padre naturale di Denise siano stati fatti lavori edilizi. Piantine catastali alla mano, i carabinieri perlustrano l'appartamento per capire se su un muro ci siano segni di intonaco più recente o tracce di una stanza murata dove qualcuno ha potuto tenere nascosto la bambina.

Lo choc di Piera Maggio

"Sono choccata: ho saputo questa notizia dai giornali. Non sapevo nulla di questo accertamento: so che gli accertamenti devono essere fatti ma non immaginavo che si parlasse di un "cadavere" di Denise. Avrei voluto un minimo di delicatezza e avrei voluto che mi fosse stata data notizia di questo accertamento attraverso il mio legale" afferma Piera Maggio, madre di Denise Pipitone. "La riservatezza era dovuta - aggiunge - Ho sempre detto che fino a prova contraria Denise va cercata. Se mi dimostrano il contrario mi fermo, ma devono dimostrarmelo e non devono dirmelo attraverso i giornali".

Il pozzo

"Ognuna delle case che sono state costruite in questa zona è stata dotata di un pozzo, perché quando abbiamo costruito le abitazioni la zona non era servita dalle rete idrica di acqua potabile" affermano alcuni vicina di casa di via Pirandello 55 a Mazara del Vallo.

Colpi di scena e depistaggi

L'ispezione e la segnalazione anonima sono soltanto l'ultimo dei colpi di scena che nelle ultime settimane hanno riacceso i riflettori sulla scomparsa di Denise: dall'appello sulla tv russa di Olesya Rostova, rapita da bambina e straordinariamente somigliante a Piera Maggio (mamma di Denise) fino alle dichiarazioni choc dell'ex pm Maria Angioni: "Abbiamo avuto grossi problemi. Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo". Angioni ha detto al programma ‘Ore 14’ su Rai 2: "A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile". La Angioni è stata ascoltata nei giorni scorsi come persona informata sui fatti per capire se ci siano stati depistaggi o errori nell'inchiesta. 

Il flop della pista russa

A riaccendere le speranze di trovare Denise è stata una giovane russa, Olesya Rostova, che in televisione aveva diffuso il proprio appello per cercare la madre naturale. Un appello che conteneva alcuni dettagli che hanno subito fatto pensare a una correlazione con la storia della Pipitone: anche la Rostova, come si sospetta sia avvenuto per la piccola di Mazara del Vallo, era stata rapita da bambina e ricorda di aver chiesto l'elemosina in tenera età. Due particolari che corrisponderebbero con alcuni avvistamenti della bimba di Mazara del Vallo avvenuti oltre un decennio fa. A segnalare l'appello era stata una cittadina russa residente nella Bergamasca che, avendo visto il programma televisivo, ha allertato la trasmissione italiana "Chi l'ha visto?". Dopo giorni di frenetica attesa, l'ennesima doccia fredda. Olesya Rostova non è Denise Pipitone. Ad affermarlo era stato Giacomo Frazzitta, avvocato di Piera Maggio, intervenuto in collegamento con il programma della tv russa. 

La scomparsa di Denise sotto casa

E' l'1 settembre 2004, quando la piccola Denise Pipitone scompare a soli quattro anni mentre si trova davanti a casa della nonna, intenta ai fornelli. Sono da poco passate le 12 e Denise rincorre un cuginetto, fa pochi metri, imbocca una traversa e sparisce nel nulla. Come inghiottita dalla terra. Le ricerche partono immediatamente. Piera Maggio indirizza subito le indagini sulla pista della vendetta familiare: Denise non è figlia di Toni Pipitone (marito di Piera Maggio) ma di Piero Pulizzi, sposato con Anna Corona, con cui ha altre due figlie. Dopo lunghe indagini la posizione della Corona viene archiviata, anche perché ha un alibi (era al lavoro al momento della scomparsa di Denise), mentre Jessica Pulizzi viene accusata del rapimento, rinviata a giudizio e sempre assolta. Parallelamente al fronte processuale si susseguono gli avvistamenti, in Italia e non solo, e ad ogni segnalazione si riaccende la speranza di trovare Denise.

Quando Danaa fu avvistata a Milano

Il più importante avvistamento il 18 ottobre 2004 a Milano, quando la guardia giurata Felice Grieco nota una bambina straordinariamente somigliante alla piccola Denise e cerca di avvicinarla. Ma una donna, forse una rom, la chiama: "Danaa" e la porta via. Prima di allontanarsi la bimba chiede "Dove mi porti?". Quelle immagini e quella voce con un'inflessione meridionale, analizzati più e più volte fanno ritenere che si tratti proprio di Denise. Seguono anni di appelli e ricerche nei campi rom di tutta Italia, ma senza esito. Nessuno, come ha più volte ribadito Piera Maggio, ritiene che la piccola sia stata portata via dai rom. Secondo la mamma di Denise la bimba sarebbe stata prelevata da qualcuno sotto casa e poi consegnata ad altre persone. Ed è per questo che la Maggio ha lanciato negli anni ripetuti appelli perché "chi sa parli".

Il processo alla sorellastra: assolta

Ad aprile 2017 la Corte di Cassazione ha assolto in via definitiva Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, accusata del sequestro della bambina. I due processi precedenti a suo carico si erano già conclusi con una assoluzione. Secondo il Pg non c’erano elementi per dimostrare “che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia compiuto”. Il 27 giugno 2014, il Tribunale di Marsala ha assolto Jessica Pulizzi dall’accusa di concorso nel sequestro della piccola Denise Pipitone, per mancanza di prove e per non aver commesso il fatto. La Corte d’Appello di Palermo, in data 12 ottobre 2015, ha confermato l’assoluzione. Erano stati chiesti 15 anni di reclusione. Il 19 aprile 2017 la definitiva assoluzione dall’accusa di aver rapito la sorellastra.