Milano, 26 gennaio 2021 - Giornata di bagarre nell’aula del Consiglio Regionale della Lombardia. La seduta, incentrata sul caso della “zona rossa per errore”, è stata sospesa più volte. Le proteste sono iniziate stamattina quando, subito dopo Fontana, ha preso la parola il consigliere di +Europa, Michele Usuelli, che ha chiesto che vengano resi pubblici tutti i dati disaggregati. Usuelli si è quindi inginocchiato davanti ai banchi della giunta e, intanto, M5s e Pd hanno esposto cartelli con scritto: "Verità per la Lombardia", e "Ora basta". In risposta, dai banchi del centrodestra sono partite le urla: "A lavorare, andate a lavorare". Nel pomeriggio, poi, le opposizioni hanno lasciato l’Aula e c'è stata l’espulsione di otto propri esponenti: oltre ad Usuelli, i pentastellati Nicola Di Marco, Dario Violi, Simone Verni, Dino Alberti, Luigi Piccirillo e Massimo De Rosa, e il consigliere del Pd Pietro Bussolati. Quando Fontana è tornato nell'aula del Consiglio regionale, ha incassato il pieno sostegno della maggioranza di centrodestra. 

Fontana difende la Regione sulla 'zona rossa'

La seduta del Consiglio, si è aperta con l'intervento di Fontana, che ha difeso a spada tratta l'operato della Regione. "E' - ha attaccato - una vergogna quello che sta succedendo, non lo dico per la mia giunta, ma per i lombardi che sono stufi di essere umiliati".  Per il presidente "la misura alla quale questo Consiglio regionale e' giunto e' colma, la mancanza di rispetto ai lombardi e' andata oltre i limiti del consentito". I flussi di dati sul covid forniti dalla Lombardia "sono sempre stati inviati correttamente, come validato sempre dall'ISS ogni settimana. I nostri dati sono sempre stati coerenti con i flussi provenienti dai sistemi informativi delle ATS, mantenendo anche le eventuali incompletezze senza interventi forzati da parte di Regione. I nostri tecnici non hanno mai inserito in modo artificioso dati: a noi interessa una valorizzazione realistica della pandemia, non forzare una lettura semplificatrice". Secondo Fontana "non e' corretto che il destino di una regione possa essere legato ad un indicatore esile come RT Sintomi; non e' possibile che i destini di milioni di persone siano affidati a dati esili, convenzionali e facoltativi". Il governatore ha quindi confermato che il ricorso al Tar sulla zona rossa "prosegue nel merito e verra' implementato questa settimana con l'impugnazione dei verbali della Cabina di Regia e del CTS, nonche' della parte dell'ordinanza del Ministero che fa riferimento ai quei verbali". E ha definito una "falsa notizia" la "mancata registrazione dei guariti".

Cartelli, fischietti e un pallottoliere. Usuelli in ginocchio, espulso

Subito dopo Fontana, ha preso la parola il consigliere lombardo di +Europa, Michele Usuelli, che ha chiesto che vengano resi pubblici tutti i dati di disaggregati dell'epidemia di covid. Usuelli si è quindi alzato dal suo banco, andandosi ad inginocchiare davanti a Fontana e alla vicepresidente Letizia Moratti. Nel frattempo, M5s e Pd hanno tirato fuori cartelli con scritto "Verita' per la Lombardia", "Basta bugie" e "Ora basta". Ma ci sono state anche contestazioni con urla, fischietti e persino un pallottoliere, recapitato al presidente dal consigliere dem, Pietro Bussolati: "per evitare che ci mandi ancora in zona rossa per sbaglio". 

Il consigliere Pd Bussolati consegna un pallottoliere al governatore

In risposta, dai banchi del centrodestra e' partito il coro "a lavorare, andate a lavorare". Il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi, è stato costretto a sospendere la seduta, dopo avere prima censurato e poi espulso dall'aula Usuelli che e' rimasto per circa un quarto d'ora in ginocchio. Il consigliere di +Europa si e' alzato ed e' uscito dall'aula, quando sono arrivati degli agenti della Digos. La seduta del Consiglio regionale e' ripresa dopo una sospensione di mezz'ora, ma Fermi e' stato costretto a sospendere di nuovo i lavori dopo una manciata di minuti e questa volta la sospensione e' stata decretata fino alle ore 14. Una volta fuori dall'aula, il consigliere Usuelli ha raccontato la sua versione dei fatti: "Non si e' avvicinato nessuno della giunta, si sono avvicinati dei consiglieri della Lega a darmi delle monetine, quella di piu' grande valore era di 20 centesimi. Si sono messi a fare uno schermo per impedire alla stampa di filmare il mio atto di disobbedienza civile". Il consigliere di +Europa ha sostenuto che "e' da giugno che la Lombardia dava all'Iss dati sbagliati per compilare l'Rt, l'ho segnalato gia' allora in un'interrogazione scritta. Tutte le regioni compilano i campi in modo giusto, tranne la Regione Lombardia".

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Nuove proteste, 8 consiglieri espulsi

Alla ripresa delle 14, pero', le cose non sono andate meglio. Le minoranze sono tornate a chiedere alla Regione di fornire i "dati disaggregati e trasparenti a disposizione di tutti, immediatamente". "Quest'aula altrimenti - ha detto il consigliere M5s, Dino Alberti - non puo' andare avanti". A queste dichiarazioni e' seguito un intervento, per motivi personali, del consigliere Pd Pietro Bussolati, che ha nuovamente infiammato gli animi. Sono tornati fuori i cartelli delle opposizioni e del centrodestra. Alla fine il presidente dell'aula Fermi, ha prima censurato e poi espulso i consiglieri  pentastellati (Simone Verni, Dario Violi, Massimo De Rosa, Dino Alberti, e Nicola Di Marco) e un dem (Pietro Bussolati.

 Dopo aver abbandonato i lavori, i consiglieri delle opposizioni al Pirellone continueranno la protesta anche in Commissione sanità dove, da domani, parteciperanno ai soli lavori che riguarderanno l'emergenza covid e la riforma della sanità.  "Le minoranze Prendendo la parola, il capogruppo del Pd, Fabio Pizzul, ha constatato "l'oggettiva impossibilita' di continuare i lavori di questa seduta. Continuiamo ad essere privati della possibilita' di conoscere i dati che tutti i cittadini dovrebbero conoscere, non possiamo continuare con i lavori di questa seduta, quindi come Pd usciremo dall'aula". Assieme al Partito democratico sono usciti M5s, Azione, Lombardi civici europeisti). Unica eccezione la consigliera di minoranza Patrizia Baffi (Gruppo misto), che e' rimasta al suo posto.  Pizzul ha spiegato cosi' la scelta delle opposizioni: "D'ora in poi in commissione Sanita', come minoranze, parteciperemo esclusivamente ai lavori quando si parlera' di revisione della legge del sistema socio-sanitario e quando si toccheranno temi che hanno a che fare con la pandemia".

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Applausi per Fontana, centrodestra attacca la minoranza assente

Nel pomeriggio, il governatore lombardo, Attilio Fontana, e' tornato nell'aula del Consiglio regionale e ha incassato il pieno sostegno della maggioranza di centrodestra. Il capogruppo della Lega, Roberto Anelli, ha sottolineato che il suo partito "e' pienamente soddisfatto dalle dichiarazioni del presidente Fontana di questa mattina. Auguriamo buon lavoro". Sulla stessa linea il suo collega, Gianluca Comazzi: "Ringraziamo il presidente Fontana per la disponibilita' che ha dato all'aula. Oggi abbiamo assistito a una delle pagine piu' brutte e vergognose degli ultimi anni di Regione Lombardia, con una minoranza che non e' stata in grado di affermare le proprie ragioni, tenendole sul piano politico ma semplicemente ha fatto ostruzionismo in aula". Al fianco del governatore anche i gruppi di Fratelli d'Italia, Polo di Lombardia e Noi con l'Italia.

Fontana: il ricorso al Tar va avanti

Ma facciamo un passo indietro. Fin dall'inizio si capisce che non sarà una seduta come le altre. Il governatore Attilio Fontana esordisce in modo durissimo: "La misura è colma perchè la mancanza di rispetto nei confronti dei lombardi e della Lombardia è andata oltre il limite consentito. La Regione Lombardia invia tutti i giorni i dati certificati in modo corretto così come attestato dall'Iss", assicura il presidente lombardo, che annuncia come il ricorso presentato al Tar vada avanti. "Prosegue nel merito - annuncia Fontana - e verrà implementato questa settimana con l'impugnazione dei verbali della cabina di regia e del Cts nonché di una parte dell'ordinanza del ministero che fa riferimento a questi due verbali". Fontana specifica che la Regione "è disponibile come sempre ad una leale collaborazione istituzionale  E ad un confronto tecnico" per studiare "strumenti adeguati a definire un quadro epidemiologico e assumere provvedimenti appropriati", ma non accetta "che la Lombardia venga calunniata con mistificazioni della realtà. È una vergogna quello che sta succedendo, e non lo dico per me o per la mia giunta ma lo dico per i lombardi, stufi di essere umiliati".

Smentita l'ipotesi della rettifica dei dati

In particolare la tesi della giunta smentisce l'ipotesi della rettifica, così come emerso nelle scorse ore. La mancata registrazione dei guariti, stando alla ricostruzione di Fontana, "è una falsa notizia, come si evince dai flussi pubblici come quello della Protezione civile che registra quotidianamente i casi di guariti e decessi. La componente tecnica dell'assessorato si è confrontata con l'Iss, ed è emerso che il picco Rt sintomi era dovuta a una criticità correlata con il percorso di estrapolazione di dati da parte dell'Iss". Dopodiché, secondo quanto riferito dal gopvernatore in aula, la Regione ha chiesto "di procedere alle verifiche dell'Rt sintomi del report 35, per recepire le modifiche tecniche senza alcun rinvio dei dati del 13 gennaio", ma "il giorno successivo ci è stato detto che non era possibile modificare questo meccanismo". Tuttavia, prosegue Fontana, "ci è stato chiesto di inserire un
valore convenzionale in un campo facoltativo, per superare la difficoltà del percorso di estrapolazione perché senza questa operazione l'Iss non avrebbe calcolato in modo corretto il nostro Rt sintomi. Per superare l'impasse ci siamo adeguati trasmettendo il 20 gennaio un flusso identico a quello della settimana precedente con l'integrazione di quelle informazioni convenzionali richieste dall'Iss. Abbiamo manifestato le nostre perplessità sul metodo e abbiamo chiesto di trovare una via strutturata di risoluzione del problema, come dimostra una mail del 21 di gennaio".

L'inghippo sui numeri

Ma l'inghippo matura nei due giorni successivi, come sostenuto da Fontana: "Abbiamo chiesto di verificare anche l'Rt sintomi del report 35 ma ci è stato risposto di dichiarare che tale richiesta doveva essere considerata una rettifica del nostro flusso, e in caso contrario non avessimo acconsentito a una rettifica dei dati pur conoscendo il valore Rt della settimana precedente, l'Iss ci ha comunicato che non avrebbe formalizzato il nostro valore permettendoci così di entrare in zona arancione: questo - sottolinea il governatore - mi sembra abbastanza grave. ll resto è storia dei giorni scorsi, con il botta e risposta tra Regione e Governo e il rimpallo di responsabilità. "Il cast e la cabina di regia hanno scritto nei loro verbali che la rivalutazione del nostro Rt era frutto di una nostra rettifica ma questo - afferma Fontana - non corrisponde al vero: nessuna rettifica, ma una integrazione di dati richiesto da Iss". Il governatore evidenzia che "i flussi regionali sono sempre stati inviati correttamente ogni settimana e coerenti con i flussi provenienti dai sistemi informativi delle Ats", e soprattutto "mantenendo anche eventuali incompletezze e senza interventi forzati da parte della Regione: i nostri tecnici non hanno mai inserito artificiosamente dati - ribadisce - a noi interessa una valorizzazione realistica della pandemia, non forzare lettura senplificatrice".