Milano, 9 febbraio 2021 – Dall'inizio della pandemia i bambini italiani hanno perso finora 65 giorni di scuola, contro una media di 27 giorni in altri Paesi ricchi. Potenzialmente un disastro per un'intera generazione, tanto è vero che tra i primi punti del costituendo Governo Draghi c'è proprio la revisione dei calendari scolastici per recuperare il terreno perso. E d'altra parte la Didattica a distanza, se è vero che ha tamponato la situazione, certo non è riuscita a sostituirsi a quella in presenza. Se ne sono accorte le famiglie, alle prese con ore di lezioni al computer in coincidenza con l'orario di lavoro. Lo conferma uno studio di Unicef con Università Cattolica. 

Il rapporto Unicef

Lo studio "La didattica a distanza durante l'emergenza Covid-19: l'esperienza italiana", si è basato sulla somministrazione di questionari a 1.028 famiglie in tutta Italia. Ebbene, circa il 27% di queste ha riferito di non aver posseduto tecnologie adeguate durante il lockdown, mentre il 30% dei genitori ha riportato di non avere avuto tempo a sufficienza per sostenere i propri figli con la didattica a distanza. Il 6% dei bambini dello stesso campione non ha potuto partecipare alla didattica a distanza organizzata dalle scuole a causa di problemi di connettività o per la mancanza di dispositivi.  

 Emerge quindi ciò che da mesi era apparso evidente: per una Dad che funzioni è fondamentale avere accesso a una connessione Internet stabile e a buon mercato, così come a dispositivi digitali di alta qualità che supportino le videochiamate e le piattaforme educative digitali, affinché tutti i bambini possano beneficiare della didattica a distanza.  

C'è poi l'aspetto non secondario del tempo speso davanti a uno schermo: secondo lo studio i piccoli hanno passato 4-5 ore al giorno in più di fronte a un device. 

"L'accesso a Internet e a dispositivi di qualità è stato necessario per la partecipazione dei bambini e dei ragazzi alla didattica a distanza, ma nonostante l'Italia sia un Paese con una connessione a internet diffusa, molte famiglie hanno incontrato difficoltà", commenta Daniel Kardefelt – Winther, responsabile della ricerca su bambini e Internet di Unicef Innocenti. "Le famiglie più numerose hanno incontrato difficoltà a tenere il passo con la crescente domanda di dispositivi per ognuno dei loro bambini che frequenta la scuola. Queste famiglie dovrebbero beneficiare di un ulteriore sostegno finanziario se la didattica a distanza dovesse rimanere una strategia a lungo termine". 

L'impegno di scuola e istituzioni 

Il Governo italiano ha immesso una quantità sostanziale di risorse per sostenere la didattica a distanza durante il lockdown; il 46% delle famiglie intervistate ha ricevuto nuovi dispositivi digitali dagli istituti scolastici frequentati dai loro bambini e una famiglia su quattro ha ricevuto un abbonamento a internet per accedere alla didattica a distanza.  

 "I nostri dati sono incoraggianti perché mostrano che la maggior parte dei bambini erano motivati a partecipare alla didattica a distanza. Inoltre, i genitori hanno notato risultati positivi della didattica a distanza sui loro figli, come una maggiore autonomia nell'uso delle tecnologie digitali per i compiti a casa e una maggiore indipendenza nella gestione delle attività scolastiche. Tuttavia, non possiamo sottovalutare le disuguaglianze che esistono anche tra le famiglie con connessione a internet, né possiamo ignorare i bambini, anche se pochi, che hanno abbandonato la scuola con il passaggio alla didattica a distanza" ha aggiunto Giovanna Mascheroni, Professore Associato di Sociologia dei Media all'Università Cattolica, ricercatrice nel campo di bambini e internet dal 2007. 

I genitori intervistati hanno anche auspicato un maggiore sostegno da parte delle scuole frequentate dai loro figli. L'82% degli intervistati desidera che le scuole integrino più attività educative che favoriscono una maggiore interazione tra gli studenti, così come maggiori linee guida su come sostenere l’apprendimento a distanza e il benessere psicologico dei bambini. 

Le raccomandazioni per l'Italia 

 Per il presente e il futuro, ecco cosa l'Italia e tutti i Paesi che si trovano a gestire la didattica a distanza dovrebbero attuare: 

Fornire alle famiglie risorse aggiuntive e una migliore connettività per garantire che l'apprendimento digitale a distanza sia accessibile a tutti i bambini, specialmente quelli provenienti da famiglie povere ed emarginate.  

 - Garantire l'accesso ai dispositivi digitali, in particolare per le famiglie più numerose che tendono ad avere meno dispositivi digitali per ogni bambino.  

 - Il governo italiano dovrebbe valutare il livello di apprendimento raggiunto dagli studenti, identificando le aree di maggiore perdita, per adattare il supporto agli studenti e alle materie più colpite, e per migliorare l'erogazione della didattica a distanza in futuro.   

Incoraggiare gli insegnanti e gli assistenti a fornire ai bambini più piccoli, che tendono ad avere competenze digitali meno sviluppate, un maggiore sostegno per beneficiare pienamente dell'apprendimento digitale a distanza.  

 - Fornire ai genitori gli strumenti e il tempo per sostenere l'apprendimento a distanza dei loro figli. Gli strumenti includono risorse fornite dalla scuola e linee guida per supportare al meglio l'apprendimento dei bambini, oltre alla disponibilità offerta dai datori di lavoro a stabilire accordi di lavoro flessibili e giornate lavorative più brevi, se necessario. 

 -  Sviluppare strategie per migliorare le componenti di socialità ed extrascolastiche della didattica a distanza.