Nuovo colpo di scena nella ricerca delle origini del SarsCov2: un ricercatore americano, Jesse Bloom del Fred Hutchinson Cancer Research Center, ha identificato dei dati che contengono sequenze del virus SarsCov2 risalenti all'inizio dell'epidemia a Wuhan, rimosse deliberatamente dall'archivio delle sequenze del National Institute of Health americano. Il ricercatore, come si legge su Biorxiv (che raccoglie gli articoli non ancora vagliati dalla comunità scientifica) e anche sul sito della rivista Science, ha recuperato i file cancellati da Google Cloud e ricostruito le sequenze parziali di 13 virus dei primi tempi dell'epidemia. Questa nuova rivelazione arriva a qualche settimana dallo scoop di Sky News Australia che in un video girato all’interno dell’Istituto di virologia di Wuhan, la città dove si ritiene abbia avuto origine il Covid, aveva mostrato pipistrelli vivi in gabbia. Quelle immagini sembrano smentire la versione dell’Oms (l'Organizzazione mondiale della Sanità) che aveva bollato come “complottistica” l’ipotesi di una fuga del virus dal laboratorio. Il filmato, realizzato dall’Accademia cinese delle scienze in occasione dell’avvio del nuovo laboratorio di biosicurezza di livello 4, è stato registrato nel maggio del 2017 e fa rifermento alle misure di sicurezza attuate in caso di “incidente”. Nelle immagini si vedono i pipistrelli tenuti in una gabbia nell’Istituto di virologia di Wuhan e uno scienziato che dà da mangiare un verme a uno degli animali.

Secondo Bloom, che è uno dei 18 scienziati firmatari di un documento molto duro nei confronti dell'Oms,  un gruppo di ricercatori cinesi avrebbe raccolto campioni di virus dai primi malati di Covid a Wuhan, pubblicato le sequenze virali sulla bancadati americana Sequence Read Archive, poi rimosse qualche mese dopo "per oscurarne l'esistenza". Bloom dice di aver chiesto ai ricercatori cinesi dell'ospedale universitario Renmin di Wuhan il perché della rimozione dei dati dal database americano, senza però ottenere risposta, mentre il Nih ha appena pubblicato una dichiarazione in cui spiega che le sequenze sono state rimosse su richiesta del ricercatore cinese, che aveva spiegato che le informazioni sulle sequenze erano state aggiornate e sarebbero state pubblicate su un'altra banca dati. Per alcuni ricercatori, si legge sul sito di Science, queste affermazioni rinforzano i sospetti sul fatto che la Cina abbia qualcosa da nascondere sulle origini della pandemia, mentre per molti altri fanno molto rumore per nulla, perché i ricercatori cinesi hanno pubblicato piú tardi le informazioni sul virus in una forma diversa, e le sequenze di virus ora recuperate aggiungono ben poco a ciò che giá si sa sulle origini di questo coronavirus. Lo stesso Bloom ammette che queste nuove sequenze virali sono un piccolo tassello di un puzzle molto piú grande ancora non terminato, ma senz'altro aggiungono "prove ulteriori che il virus sta circolando a Wuhan prima di dicembre 2020".