Vaccini per anziani
Vaccini per anziani

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Negli ultimi sei mesi oltre 2.100 ultrasessantenni, di cui 1.701 sono ultraottantenni, non sono morti in Lombardia, 308 non sono finiti in rianimazione per il Covid e quasi cinquemila (4.944) neanche in ospedale; più di diecimila over 60 nemmeno l’hanno preso, il coronavirus, grazia alla campagna vaccinale. L’ha calcolato uno studio dell’università Bicocca, che sarà sottoposto alla rivista scientifica Lancet insieme alla piattaforma messa a punto dal gruppo del docente di Statistica medica Giovanni Corrao insieme alla Direzione Welfare della Regione per monitorare "l’andamento e l’impatto" del "più grande intervento di sanità pubblica mai fatto in Italia e forse in Europa", sottolinea il coordinatore della campagna antiCovid lombarda Guido Bertolaso. In Lombardia ma, in prospettiva, anche nel resto d’Italia, sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare Letizia Moratti spiegando che il progetto è già stato presentato all’Istat, all’Istituto superiore di sanità, al Ministero della Salute e all’Agenas, l’agenzia per i servizi sanitari regionali, che "ha dato la sua disponibilità" per estendere il prototipo alle altre regioni.

La piattaforma è stata sviluppata da febbraio ma a partire dai dati dei primi vaccinati il 27 dicembre 2020, e la platea, dopo l’autorizzazione di Pfizer per i 12-15enni, è stata allargata a 9.013.717 lombardi attualmente vaccinabili. "Record individuali" che vengono aggiornati su tre direttrici, spiega Corrao: la vaccinazione, gli esiti che questa dovrebbe evitare (tamponi positivi, ricoveri in reparto o in terapia intensiva, mortalità), e le eventuali reazioni avverse. Per misurare gli effetti della campagna (e in futuro anche quelli del richiamo “eterologo”), oltre che valutarne l’andamento rispetto al quale la Lombardia, "che all’inizio ha avuto delle difficoltà anche in ragione della sua complessità", da maggio ha spinto l’acceleratore "da poco meno di 600 a oltre mille vaccinazioni ogni centomila abitanti al giorno", accumulando un vantaggio rispetto alle altre regioni, spiega il professore: il 34% degli over 12 ha avuto un’iniezione antiCovid (un altro 28% è completamente immunizzato), contro il 31% nel resto d’Italia, ma soprattutto i lombardi sono più coperti tra gli over 30. Dei tre milioni 78.901 ultrasessantenni l’86% ha aderito alla campagna e l’85% ha avuto la prima iniezione, senza contare i "23.424 che non possono averla" perché hanno fatto il Covid di recente, sottolineano dalla Regione, assicurando che si stanno valutando "azioni per stimolare" i 415 mila che non hanno voluto il vaccino. "Sull’impatto non pesa solo quanti vaccini si fanno ma a chi", chiarisce Corrao, e in Lombardia il 94% della popolazione delle Rsa ha avuto una dose di antivirus e l’89% due, la copertura è al 78% e al 55% rispettivamente tra gli "estremamente vulnerabili" e all’88% e al 52% tra i più vulnerabili al Covid per la loro patologia.
Il professore spiega che proprio grazie a questa copertura dei più fragili nella prima metà del 2021 sono morti in Lombardia 4.799 ultraottantenni anziché 6.500, evitando oltre un quarto dei decessi attesi (il 26,2%) tra i grandi anziani. Quanto alle reazioni avverse, "eventi molto rari", "noi abbiamo osservato che nelle donne under 50" che hanno avuto AstraZeneca "i benefici superano di sei volte i rischi", chiarisce lo statistico osservando che la nuova indicazione del Governo di non iniettarlo agli under 60 è legata a una situazione attuale dell’epidemia "diversa da quella di marzo-maggio".

L'ultimo bollettino

Ieri in Lombardia sono stati scoperti 131 contagi con 32.980 tamponi, e questi numeri, chiarisce la vicepresidente Moratti, consentono già di genotipizzare tutti i test positivi; per questo è rivista al rialzo, rispetto alla settimana scorsa, la presenza della variante ex indiana al 3,2% nella versione ribattezzata Delta dall’Oms e allo 0,8% nella versione Kappa, seguita dalla Beta (già sudafricana) al 2% e dalla Gamma (ex brasiliana) all’1%. Resta prevalente la mutazione Alpha (ex inglese) al 64%, e i vaccini restano "la nostra arma più efficace" contro le varianti. Quanto al confronto con le altre regioni, "non è una gara" dice Bertolaso, ma sottolinea che anche martedì la Lombardia, dove vive il 16,6% degli italiani, ha iniettato oltre 108 mila vaccini, il 19,7% cioè "uno su cinque" di quelli somministrati in Italia, e se la campagna nazionale rispetta i target "è anche grazie" alla regione più popolata d’Italia "che all’impianto organizzativo ha affiancato una componente scientifica facendosi guidare, senza iniziative estemporanee (come gli open day per i maturandi, ndr ). Abbiamo tenuto duro quando siamo stati sommersi dalle critiche e cambiato strategie soltanto su indicazione dell’Aifa". E scalato la classifica: oggi la Lombardia è prima col 96,5% dei vaccini somministrati rispetto a quelli consegnati. Una performance che tuttavia potrebbe esporla alla paventata riduzione delle consegne dei vaccini americani a mRna in Italia e in Europa a luglio, come le altre "regioni virtuose che hanno una pianificazione a medio-lungo termine – spiega Bertolaso –: abbiamo circa centomila prenotazioni al giorno fino al 4 agosto, abbiamo detto al Governo che sono sufficienti 300mila dosi di AstraZeneca per i richiami ma ce ne servono 2,8 milioni di Pfizer e Moderna. Se dovessimo riceverne meno ci saranno problemi ma abbiamo comunque un piano B", che consisterebbe nel rinviare alcune decine di migliaia di prime dosi.