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2 ott 2021
2 ott 2021

"A breve in Italia arriveremo a 80% vaccinati". Le tappe-chiave della lotta al Covid

La variante Delta ha innalzato l'asticella degli obiettivi della campagna vaccinale: ecco come e perché

2 ott 2021
© TVRG Presso il parcheggio Trenno di via Novara e' operativa una linea, in modalita' drive through, dedicata alle vacciazioni contro il Coronavirus Covid-19. Nella stessa area, allestita e gestita dall'Esercito Italiano in collaborazione con l'ASST Santi Paolo e Carlo, continuano a essere fatti i tamponi per la positivita' al virus sempre in modalita' drive through
nella foto il vaccino di AstraZeneca
Milano 15-03-2021
foto Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani sas
Vaccinazione
© TVRG Presso il parcheggio Trenno di via Novara e' operativa una linea, in modalita' drive through, dedicata alle vacciazioni contro il Coronavirus Covid-19. Nella stessa area, allestita e gestita dall'Esercito Italiano in collaborazione con l'ASST Santi Paolo e Carlo, continuano a essere fatti i tamponi per la positivita' al virus sempre in modalita' drive through
nella foto il vaccino di AstraZeneca
Milano 15-03-2021
foto Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani sas
Vaccinazione

Milano - In Italia (dati aggiornati alle 17 di oggi, sabato 2 ottobre) sono 85.035.806 le dosi di vaccino anti Covid somministrate. L'83,89 % della popolazione over 12 (quindi il target attualmente vaccinabile) ha ricevuto almeno una dose mentre è pari al 78,98 % la quota di popolazione over 12 che ha ultimato il ciclo vaccinale. Ovviamente ci sono differenze tra regione e regione. La Lombardia, ad esempio, ieri ha superato la sglia di 15 milioni di somministrazioni e una settimana fa ha tagliato il traguardo di 7,5 milioni i cittadini lombardi immunizzati (con ciclo vaccinale completato), l'83,3% dei vaccinabili. 

La campagna vaccinale si è dovuta adeguare al quadro epidemiologico del Paese. La variante Delta, ormai ampiamente dominante anche in Itaia, ha fatto innalzare all'80% il traguardo previsto per fine settembre. Un obiettivo ancora non raggiunto a livello nazionale, ma alla portata in tempi stretti. "A breve arriveremo all'80%" ha sottolineato il commissario per l'emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo ricordando che quando è stato nominato c'erano "4,5 milioni di somministrazioni" ora "siamo a oltre 85 milioni di somministrazioni. Abbiamo superato le 42 milioni e 650mila seconde dosi, e questo vuol dire, come ha detto Brusaferro, che abbiamo una curva dei contagi in discesa, un calo drastico delle ospedalizzazioni, delle terapie intensive e dei decessi e questo mi rincuora". 

"Stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel e la differenza la stanno facendo i vaccini" ha detto oggi il microbiologo Andrea Crisanti. "Siamo più fortunati rispetto ad Israele e Inghilterra - ha precisato Crisanti - perchè abbiamo vaccinato più tardi, quindi di fatto siamo ancora protetti. Questo ci dà la possibilità di programmare la terza dose in maniera razionale e in tempo". Alle persone che ancora non si sono vaccinate, soprattutto agli over 50, Crisanti ha voluto lanciare un appello dicendo che "queste persone si possono convincere in un solo modo, ossia devono capire che devono avere più paura del virus che non del vaccino". "E se pensano - ha concluso - che magari ce l'hanno fatta anche questa volta, devono sapere che al virus basta una sola volta per infettarli". 

Ma c'è una "soglia-chiave"? Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco "solo se dovessimo andare sopra il 90% di popolazione generalizzata", bambini compresi dunque, "coperta col vaccino, allora magari si arriverebbe a uno spegnimento del virus Sars-CoV-2. Ma senza quello no. E non credo che ci si arriverà a questi valori". "Ma considerando che il coronavirus di per sé addirittura ai guariti non garantisce un'immunità a lungo termine non si potrà arrivare a un'immunità di gregge intesa come risultato del modello teorico di elevata copertura - ha aggiunto -. Tra l'altro la variante Delta ha già spostato l'indice di contagio R0 da 2,5 a 7, quindi ha una maggiore capacità di contagio. Questo fa sì che si debbano raggiungere livelli maggiori di copertura che sfiorano l'80-90%" dell'intera popolazione. "In più ad oggi una quota rilevante delle persone più coinvolte dalla variante Delta, che sono i giovanissimi, non è pienamente coperta dal vaccino. Aggiungiamo i dubbi" di alcuni "rispetto alla voglia di vaccinare i più giovani a seguito di incongruenze e assurde paure rispetto al vaccino e il quadro è completo". Quello che vedremo, però, conclude Pregliasco, "è senz'altro il raggiungimento di un obiettivo di copertura. Il vaccino è fondamentale per raggiungere quella che si può definire 'convivenza civile'" con Sars-CoV-2. 

Per Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco Ema e consulente del commissario Francesco Figliuolo "il target iniziale era più basso. Era del 70%, poi alzato all'80% per l'arrivo della variante Delta che fa perdere un po' di potenza e copertura ai vaccini. E poi sono stati aggiunti 4-5 milioni di persone perché la vaccinazione è stata portata alla popolazione sopra i 12 anni".  Quindi, "rispetto al target iniziale, il traguardo è ampiamente superato - ha detto Rasi ad Adnkronos- e siamo quasi all'80% della popolazione più larga". Quale può essere la copertura essenziale per dirci al sicuro "è difficile dirlo - riflette l'esperto che è anche direttore scientifico di Consulcesi -. Con una variante come quella Delta e delle disomogeneità geografiche, purtroppo forse bisogna andare anche oltre l'80%".

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