Roma - "La seconda dose? Necessaria  per completare il ciclo di vaccinazione". Lo ha spiegato la Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco nel parere allegato a una nuova circolare del ministero della Salute sulla vaccinazione. La Cts fa una valutazione in merito alla "richiesta pervenuta dal Commissario straordinario (il generale Figliuolo) per l'emergenza Covid" sull'opportunità di allungare l'intervallo fra le due iniezioni scudo, tema sotto i riflettori in questi giorni in cui si discute di come ottimizzare al massimo le dosi disponibili per immunizzare il maggior numero di persone. Il panel di esperti sottolinea come l'ideale sia rispettare la distanza fra le due dosi, di 21 giorni per Pfizer e 28 per Moderna, come indicata nei riassunti delle caratteristiche di prodotto (Rcp). Ma se si rendesse necessario dilazionare, allora non vanno comunque superati i 42 giorni, arco di tempo massimo contemplato, secondo quanto scritto nei Rcp e secondo quanto dichiarato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità, per entrambi i vaccini a mRna. Fermo restando, ribadisce la Cts, che il ciclo vaccinale va completato con entrambe le dosi. 

Galli su AstraZeneca

Il professore Massimo Galli del Sacco

Decidere di somministrare un vaccino diverso a chi attende il richiamo anti-Covid dopo avere fatto la prima dose di AstraZeneca, "dal punto di vista tecnico è una prospettiva abbastanza orripilante e non ha senso. Chi non vuole fare la seconda dose del vaccino si tenga la sola prima dose e faccia l'esame anticorpale per vedere se c'è una risposta. Certo non è possibile fare dell'assurdo bricolage con i vaccini". Interviene così sul tema Massimo Galli, primario infettivologo all'ospedale Sacco di Milano e docente all'università Statale del capoluogo lombardo, in un'intervista a "Il Mattino".