Ristoranti chiusi: il settore chiede a Draghi un'accelerata sulle riaperture (Archivio)
Ristoranti chiusi: il settore chiede a Draghi un'accelerata sulle riaperture (Archivio)

Roma - La mazzata sui vaccini Johnson&Johnson. Le proteste di piazza e le polemiche sulle riaperture. Le regioni che scalpitano. Le prime due settimane di aprile stanno mettendo a dura prova la resistenza del Governo a guida Mario Draghi, che ora deve trovare nel cilindro nuove risposte da dare alla pandemia e alle sue conseguenze. Vaccini e riaperture, quindi, i temi sul tavolo.

Le speranze di Speranza

Domani governo e regioni si incontreranno per fare il punto sulla questione riaperture. Gli enti locali sono in pressing sull'esecutivo, trovano sponde anche nella maggioranza - Lega in primis - per chiedere certezze sulla possibilità di garantire a esercizi commerciali e locali una boccata d'aria. Roberto Speranza, il ministro della Sanità, considerato uno dei simboli dell'ala rigorista, ha voluto aprire uno spiraglio. "Lecito aspettarsi delle riaperture per maggio", ha detto in vista del confronto di domani fra governo e regioni. C'è l'ipotesi ristoranti aperti per cena, ma solo all'aperto. Il Consiglio dei ministri esaminerà oggi la richiesta al Parlamento del nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi per finanziare il decreto sostegni bis, che conterrà nuovi ristori a fondo perduto per due mensilità e fondi per opere prioritarie escluse dal Recovery. Slitta invece l'ok al Def. 

Rivedere i parametri

Il Senato ieri ha approvato con 213 voti favorevoli, 8 contrari e nessun astenuto, un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere il piano nazionale vaccinale. Con il documento, firmato da tutti i gruppi, si chiede tra l'altro di "rivedere il metodo di rilevazione dei dati epidemiologici sul coronavirus per avere informazioni aggiornate, semplificando il numero e il tipo dei parametri per l'attribuzione di colore e aggiornando il calcolo dell'indice Rt", ma anche di "prevedere un 'piano nazionale di sorveglianza attiva' con uno screening capillare e gratuito della popolazione, rivolto principalmente ai più giovani, sia nelle scuole, quanto nelle università, evitando che i costi dei tamponi acuiscano le diseguaglianze sociali". L'Odg, che ha ottenuto il parere favorevole del governo, impegna l'esecutivo anche "a indicare procedure chiare e trasparenti ai fini della validazione di ulteriori strumenti diagnostici del Covid, quali i tamponi salivari qualora ne sia comprovata l'efficacia, che possano essere utilizzati anche ai fini del 'piano nazionale di sorveglianza attiva'"; "a supportare un piano di monitoraggio delle varianti"; a implementare il piano Figliuolo "superando le differenze e discriminazioni che l'attuale assetto comporta tra le diverse Regioni"; "a garantire che, in concomitanza con la vaccinazione delle categorie a rischio, sia effettuata la vaccinazione anche dei loro conviventi e caregiver"; a "favorire la vaccinazione sui luoghi di lavoro".

Il Governo dovrà però anche  "organizzare una comunicazione istituzionale trasparente rispetto ai diversi tipi di vaccino da somministrare" anche "alla luce delle recenti vicende legate al ritiro, a scopo precauzionale da parte di Aifa, di una tipologia vaccinale". Impegno che assume una connotazione ancora più forte con il caso Johnson&Johnson apertosi oggi, con gli Stati Uniti che pensano di sospenderlo, di fatto, per valutare la correlazione con alcuni casi di trombosi, sei su 7 milioni di vaccinazioni. Il ministro Speranza prende tempo in attesa che anche Ema, che intanto annuncia verifiche, si esprima, ma la decisione delle agenzie sanitarie federali americane Fda e Cdc complica le cose. Entro fine giugno - ha spiegato il commissario all'Emergenza Figliuolo - l'Italia attende 45 milioni di dosi dei vari vaccini. Il timore tuttavia, considerato che l'azienda ha fatto sapere che a questo punto ci saranno dei ritardi e oggi le prime dosi sono rimaste bloccate a Pratica di Mare,  è di un'ulteriore frenata.

Il caso Speranza

Speranza peraltro si (ri)trova nel mirino della Lega,anche per le indagini della magistratura che coinvolgono il direttore vicario dell'Oms ed ex direttore generale della Prevenzione al Ministero della Salute Ranieri Guerra riguardo al mancato aggiornamento del piano pandemico. Speranza ha ribadito la sua totale "fiducia nella magistratura" e nei giorni scorsi il premier Draghi ha difeso l'operato del suo ministro dicendo "sono stato io a sceglierlo". Ma gli attacchi non finiscono e oggi il capogruppo di Leu al Senato De Petris ha detto di smetterla con "il tiro al bersaglio".

Le Regioni

Sui vaccini poi c'è la riottosità delle regioni a seguire il piano unico nazionale. Testa d'ariete, il governatore della Campania De Luca che hadetto di voler procedere con gli operatori economici. "La Campania è totalmente d'accordo sulla priorità da dare alle fasce di età, ultraottantenni e pazienti fragili. Ma siamo entrati in una fase diversa da un anno fa, ora abbiamo i vaccini e un'economia del Paese stremata, quindi riteniamo ragionevole muoversi su due piani: continuare la vaccinazione per fasce d'età e contemporaneamente dare una mano alle categorie economiche", ha detto ospite di Porta a Porta. I tempi per il comparto turismo "sono decisivi": "Se entro maggio non prendiamo misure conseguenti, pregiudicheremo la stagione turistica e regaleremo a Spagna, Grecia e Croazia milioni di turisti. Così per i ristoratori: possiamo aprire i ristoranti fino alle 23.30 ma il problema del contagio è la movida totalmente fuori controllo, il problema è delle forze dell'ordine e non dei ristoratori".  E i governatori giovedì nell'incontro con il Governo  chiederanno: ripartenza delle categorie nei locali all'aperto ma anche al chiuso, inserendo criteri stringenti sul distanziamento, sulla capienza e sull'uso obbligatorio delle mascherine. Bar e ristorant in primis, poi  le palestre e quinbdi teatri e cinema.  

Riaperture

Riaperture, la Lega è in pressing. Salvini ha invocato il 2 giugno per un liberi-tutti, e intanto attacca: ''La Lega ha chiesto che i presidenti di Regione possano allentare le restrizioni, nelle zone dove i contagi sono sotto controllo, visto che possono inasprirle in presenza di dati preoccupanti. È un principio di autonomia, buon senso e responsabilità, peraltro invocato anche da alcuni amministratori di centrosinistra. Purtroppo Pd e 5Stelle hanno bocciato il nostro emendamento". Sull'allentamento delle restrizioni il ministro Mariastella Gelmini (FI) guarda a maggio. "L'approccio per le riaperture deve essere nazionale, ogni ministero sta predisponendo protocolli per riaprire in sinergia con le Regioni. Sicuramente - ha detto al Tg2 - non sarà un liberi tutti, si procede guardando al calo dei contagi e si guarda all'andamento delle vaccinazioni. Tutti vogliamo aprire in sicurezza e sappiamo che servono risorse, per questo il Cdm approverà uno scostamento di bilancio poderoso". E se "aprile è stato il mese delle riaperture delle scuole, maggio sarà  il mese delle ripartenze delle attività economiche". Anche Speranza confida in maggio: "Dovremo programmare una gradualità di uscita dalle misure più restrittive. Abbiamo bisogno - ha detto a Porta a Porta - di essere prudenti, perché fare un passo più lungo può riportarci indietro. Ma la volontà del Governo va nella direzione di verificare settimana per settimana i dati del contagio, e di costruire una modalità che ci consenta di far ripartire una serie di attività, ma senza correre rischi. Ripartire in sicurezza". E ha ricordato "Il decreto vigente dura fino al 30 aprile, credo sia sicuramente lecito aspettarsele per maggio".