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Milano, 2 aprile 2021 - I lombardi dai 75 ai 79 anni sono 449.862 e saranno i primi a potersi prenotare direttamente la vaccinazione anti-Covid, senza il doppio passaggio adesione-telefonata o sms con l’appuntamento. Le prenotazioni per i nati dal 1942 al 1946 si aprono questa mattina alle 8 con il sistema di Poste italiane, che debutta con un giorno d’anticipo, e prevede quattro strade alternative. C’è il portale web della regione che una volta introdotti codice fiscale e tessera sanitaria propone quattro opzioni di appuntamento individuate da un algoritmo "per minimizzare la distanza; fatta la scelta, sul cellulare arriva un sms con un codice per confermare e ottenere il numero col quale presentarsi al centro vaccinale. La stessa procedura si può effettuare anche in uno dei 1.083 Postamat lombardi (stampando anche la ricevuta), o rivolgendosi a uno dei 4.100 postini, che procederanno col loro smartphone. C’è anche il telefono: un call center dedicato ( 800 894 545 ) da stamattina comincerà a raccogliere prenotazioni per i 75-79enni.
Dal 9 aprile il call center e tutti gli altri canali del sistema Poste si apriranno anche per gli "estremamente vulnerabili", i disabili e i loro caregiver. I "vulnerabili" individuati in base alle esenzioni per patologia e all’uso di farmaci specifici, spiega la vicepresidente al Welfare Letizia Moratti, sono 366.705, e 54.458 hanno già avuto una dose di vaccino (22.910 anche la seconda) dagli ospedali che li hanno in cura; ma potranno essere vaccinati (sempre con Pfizer o Moderna) anche dai medici di base e nei centri vaccinali, e lo stesso vale per i disabili (283mila censiti dall’Inps) e i caregiver che, se il disabile o il vulnerabile è un minore, coincidono con "l’intero nucleo familiare e gli assistenti che se ne prendono cura".
Intanto già da oggi gli over 80 che pur avendo già aderito col sistema precedente non hanno ancora ricevuto una telefonata o un sms di prenotazione possono contattare il numero verde di Poste (800 894 545) per ottenere un appuntamento.

Le vaccinazioni per i 75-79 enni infatti inizieranno il 12 aprile, appena concluso il giro delle prime dosi per gli ultraottantenni nei centri vaccinali (al netto delle iniezioni a domicilio per i non autonomi), con un rush finale da circa 386mila dosi (compresi i richiami) e quattro V-Day – domani, a Pasquetta e nel weekend conclusivo – grazie a una maxifornitura di Pfizer (171.990 dosi arrivate e altre 255.060 attese il 6 aprile). Qualcuno sarà vaccinato anche in seguito, avverte il coordinatore della campagna Guido Bertolaso, dato che "ci sono stati oltre seimila iscritti negli ultimi giorni" col sistema di Aria, arrivato a 611.078 adesioni ieri mattina. "Ci arriva il 16% dei vaccini distribuiti ma facciamo in media il 21% delle somministrazioni quotidiane in Italia, certi giorni anche un quarto", aggiunge, e spiega che i tecnici hanno lavorato un mese per mettere a punto la nuova piattaforma, "in grado di gestire i volumi di traffico" della Lombardia che "non ha eguali nel Paese", conferma Mirko Mischiatti, responsabile Digital Technology & Operation di Poste italiane.
Numeri incastrati in rigoroso ordine anagrafico nel piano Bertolaso, benedetto dal generale Figliuolo: il "modello misto" prevede, a regime, 144mila vaccinazioni quotidiane in 76 megacentri, con 450 linee fino a fine aprile e mille dal maggio, ciascuna da 12 iniezioni all’ora per 12 ore al giorno; più altre trentamila vaccinazioni quotidiane tra unità mobili per i paesi isolati, ospedali, farmacie, medici di base e aziende che potranno avere nei megahub delle linee aggiuntive senza interferire col ritmo. Bertolaso mostra un calendario in due ipotesi, a seconda delle forniture di vaccino che arriveranno. Nella peggiore, il ritmo di 35.340 prime dosi al giorno si protrae fino a metà maggio e aumenta a 65mila (50mila prime dosi e 15mila richiami) nei mesi successivi. Nell’ipotesi "ottimale", più accreditata "in base al confronto con la struttura del commissario", si arriva a 65mila già con l’ingresso, dal 27 aprile, dei 70-74enni (che sono 546.312) e si accelera a 144mila con i sessantenni (un milione 189.119) prima di metà maggio.
Nello scenario peggiore, entro il 10 giugno gli ultrasessantenni sarebbero coperti con una dose, "un’operazione tipo Israele, che permetterebbe comunque di ridurre drammaticamente le ospedalizzazioni"; nel migliore l’operazione si concluderebbe intorno al 20 maggio, e gli altri 5,6 milioni di lombardi dai 16 ai 59 anni sarebbero vaccinati intorno al 20 luglio. Nel peggiore, gli under 49 ci arriverebbero dopo metà ottobre.