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1 dic 2021

Ricoveri Covid: nelle terapie intensive +17% di No Vax, calano i vaccinati

Il report sui numeri degli ospedali sentinella della Fiaso. Aumentano anche gli under 18 ricoverati

Doctors and nurses wearing protective suits and masks at work inside the intensive care unit of the Bolognini hospital in Seriate, near Bergamo, northern Italy, 13 March 2021.ANSA/ FILIPPO VENEZIA
Un reparto di Terapia intensiva

Roma - "Nelle terapie intensive aumentano del 17% i pazienti non vaccinati mentre diminuiscono del 10% i vaccinati. La diminuzione dei vaccinati nelle intensive, nonostante l'aumento complessivo dei ricoverati, è un segnale positivo circa la protezione del vaccino dalle forme gravi": il dato emerge dalla rete degli ospedali sentinella costituita dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) sulla base secondo dei numeri relativi alla scorsa settimana con rilevazione al  30 novembre.

"Crescono i ricoveri di non vaccinati, diminuiscono quelli di vaccinati: i dati degli ospedali sentinella Fiaso relativi alle terapie intensive nell'ultima settimana - commenta il presidente Fiaso Giovanni Migliore - evidenziano come a subire le conseguenze peggiori del Covid siano essenzialmente i non vaccinati . Siamo fiduciosi che l'ampliamento della platea per la terza dose e l'ampia copertura dei fragili proteggerà i soggetti vaccinati dalle forme gravi della malattia. Occorre però - avverte - intraprendere la campagna vaccinale anche tra i bambini per bloccare la circolazione del virus e per proteggere i più fragili".

Il report Fiaso analizza anche i ricoveri degli under 18: "Il totale dei pazienti sotto i 18 anni ricoverati negli ospedali sentinella Fiaso è di 17, di cui 2 in terapia intensiva. Età media 4 anni. I due ricoverati in rianimazione hanno 14 e 11 anni e si trovano all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli e agli ospedali Riuniti di Ancona".  Sono in tutto 810 i pazienti monitorati dallo studio Fiaso al 30 novembre contro i 697 del 23 novembre.

''Nella quarta ondata pandemica stiamo assistendo a una crescita di bambini ricoverati per Covid e qualcuno manifesta anche la necessità di cure intensive. L'aggressività del virus non risparmia i più piccoli e, oltre a colpirli con la malattia, li rende potenziali vettori dell'infezione tra gli adulti: ecco perché è necessario procedere con la vaccinazione in età pediatrica. Serve a proteggere i nostri bambini, a frenare la circolazione del virus e anche garantire il diritto allo studio riducendo i contagi nelle scuole e assicurando la regolarità delle lezioni in presenza", commenta il direttore generale dell'ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon, Rodolfo Conenna.

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