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21 dic 2021
21 dic 2021

Covid, occupazione posti letto al 13%: aumento in 12 regioni. E la Lombardia?

Moratti: "Non è necessario riaprire l'ospedale in Fiera". Allarme nel Lazio: "150 operatori sanitari contagiati ogni giorno e ferie bloccate anche a Natale"

21 dic 2021

Il Covid non frena la sua corsa. Aumentano contagi e decessi ( 16.213 i nuovi casi e 137 i decessi nell 'ultimo bollettino Covid ) ma anche la pressione ospedaliera.  I posti letto nei reparti di area non critica salgono, a livello nazionale , al 13%  rispetto a quelli disponibili e la percentuale cresce in ben 12 regioni : in Basilicata salgono al 9%, in Calabria al 23%, in Emilia Romagna al 12%, in Friuli Venezia Giulia al 23%, nel Lazio al 14%, in Liguria al 22%, nelle Marche al 18%, nella PA di Bolzano 17%, nella PA di Trento 19%, in Piemonte al 13%, in Puglia al 6%, in Toscana al 7%. È quanto emerge dal monitoraggio quotidiano dell'Agenza Nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che confronta i dati di ieri, 20 dicembre, con quelli del giorno precedente (12%).

Lombardia, Moratti: "Non necessario riaprire l'ospedale in Fiera"

Situazione a parte per la Lombardia dove, secondo quanto afferma la vicepresidente Letizia Moratti c'è "una leggera diminuzione delle terapie intensive, per cui in questo momento non è necessario riattivare l'ospedale in Fiera. "La situazione - ha detto la vicepresidente e assessore alla sanità - vede la Lombardia in una zona ancora bianca,  con contagi che crescono, ma con i ricoveri che riusciamo a tenere sotto controllo. Comunque è un equilibrio difficile da raggiungere, quello tra accelerare sulle terze dosi e su chi non ha ancora completato il primo ciclo e nell'equilibrio non facile tra ricoveri Covid e non Covid".

Lazio, allarme Nursind: 150 operatori contagiati ogni giorno

Negli ospedali "c'è uno stato di allarme". Nel Lazio è stato deciso "un blocco delle ferie", ma il personale "è poco, stanco e necessita di un turnover". Intanto crescono i contagi tra gli operatori sanitari:  "Un tampone ogni 10 giorni non è sufficiente, ne serve almeno uno a settimana". Questo il quadro tratteggiato da Stefano Barone,  segretario del Nursind di Roma, intervenuto a "L'Italia s'è desta" su Radio Cusano Campus. Barone evidenzia la necessità di aumentare i controlli tramite tampone per tenere sotto controllo l'aumento dei contagi tra gli operatori sanitari che, secondo i dati dell'Istituto  Superiore di Sanità, hanno ormai superato i 150 casi al giorno. "Sono numeri in netta crescita. Come sappiamo il vaccino non esclude i contagi. Da tempo sottolineiamo uno scarso controllo del personale sanitario. Ad oggi si prevedevano tamponi ogni 15 giorni, ora la Regione Lazio è intervenuta e  saranno fatti ogni 10 giorni, che sono ancora pochi secondo noi". In merito alla situazione negli ospedali, Barone riferisce di "uno stato di allarme. Le aziende stanno provvedendo a riorganizzarsi per riaprire i posti letto , alcune l'hanno già fatto. Nel Lazio c'è stato un blocco delle ferie , quindi il personale che è stato spremuto finora , anche sotto le feste natalizie si vedrà negare le ferie". 

Covid, boom di contagi tra gli operatori sanitari: quasi 5mila in 30 giorni

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