Milano, 29 luglio 2021 Nuovi contagi, decessi e ricoveri: l'epidemia di Covid-19 in Italia è in una fase "delicata". La variante Delta del virus sta facendo crescere ancora una volta i numeri e la quarta ondata sembra sempre più realtà.  Per questo, il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito la necessità di mantenere una posizione di prudenza e cautela, mentre il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ha sottolineato che, in ogni caso, il verificarsi o meno nuovi positivi "dipende da noi" e dai nostri comportamenti. Un invito a tenere alta l'attenzione basato anche sui numeri quotidiani dell'epidemia, che si mantengono in generale pressochè stabili continuando a evidenziare un aumento dei contagi.

La risalita dei numeri è d'altronde confermata, ormai da alcune settimane, dai dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute. Sono 6.171 i positivi nelle ultime 24 ore rispetto ai 5.696 di ieri, e sono 19 le vittime in un giorno (ieri erano state 15). Il tasso di positività è del 2,7%, in aumento rispetto al 2,3% di ieri. Balzo anche per i ricoveri ospedalieri: sono 194 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 11 in più rispetto a ieri, mentre i ricoverati nei reparti ordinari sono 1.730, 45 in più del giorno precedente.

Covid, bollettino 29 luglio Italia e Lombardia

Gimbe: "Siamo entrati nella quarta ondata"

"Di fatto siamo entrati nella quarta ondata". Dopo 15 settimane di calo, tornano a salire le vittime: 111 nell'ultima settimana, sono state il 46% in più rispetto ai 76 della settimana precedente. Quasi raddoppiate. E' quanto ha rilevato il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe riguardante la settimana 21-27 luglio 2021, che vede un incremento settimanale del 64,8% di nuovi casi (31.963 rispetto 19.390), un aumento del 42,9% di persone in isolamento (68.510 rispetto a 47.951), un aumento del 34,9% di ricoveri con sintomi (1.611 rispetto a 1.194) e del 14,5% delle terapie intensive. Dopo i primi segnali di risalita registrati la scorsa settimana - ha spiegato Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - si conferma un lieve incremento dei ricoveri che documentano l'impatto ospedaliero dell'aumentata circolazione virale". Complessivamente, il numero di posti letto occupati da parte di pazienti Covid in area medica è passato dai 1.088 del 16 luglio ai 1.611 del 27 luglio e quello delle terapie intensive dai 151 del 14 luglio ai 189 del 27 luglio, anche se le percentuali rimangono molto basse: a livello nazionale 3% in area medica e 2% nelle terapie intensive, con tutte le Regioni che registrano valori nettamente inferiori al 15% per l'area medica e al 10% per l'area critica. "Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - ha aggiunto Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - continuano lentamente a crescere: la media mobile a 7 giorni è di 14 ingressi/die rispetto ai 10 della settimana precedente".

Pregliasco: "La situazione andrà a peggiorare"

"Di fatto siamo nella quarta ondata" di Covid-19. Lo ha detto a 'TimeLine' su Sky Tg24 il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano. "Possiamo parlare di colpo di coda, come dico io per essere un pochino più ottimista - ha precisato - rispetto a quella che potrebbe essere comunque una situazione che andrà a peggiorare con condizioni meteo meno favorenti, con la riapertura delle scuole e con l'accumulo dei casi, come abbiamo visto in Inghilterra dove sono più avanti perché hanno lasciato più tempo al virus per diffondersi". "Ricordiamolo - ha ammonito il medico - Ogni contatto interumano che noi abbiamo in questo momento noi lo dobbiamo considerare a rischio. Un piccolo rischio, con bassa probabilità. Però, se ne abbiamo tanti rispetto al lockdown, è chiaro che possiamo inciampare in quello sbagliato". Sempre Pregliasco, intervenuto ai microfoni della trasmissione ''Sfide quotidiane'' condotta da Roberta Sias su  Cusano Italia Tv, ha detto che "lo scenario che vedremo sarà lo stesso della Gran Bretagna". "Stiamo già vedendo crescere l'occupazione dei posti letto nei reparti e nelle terapie intensive - ha aggiunto - però abbiamo l'evidenza  anche in Italia dell'efficacia della vaccinazione nell'evitare  soprattutto le forme più gravi. Il 99% dei decessi da febbraio ad oggi sono di soggetti non vaccinati o vaccinati con una singola dose. Il  vaccino non copre completamente dall'infezione, solo nell'88%  garantisce di evitare l'infezione, che comunque nei vaccinati decorre  in maniera sostanzialmente asintomatica''. 

Bassetti: "Quarta ondata? Di tamponi, non ricoveri"

Parla di "quarta ondata"anche l'infettivologo Matteo Bassetti, professore Ordinario Malattie Infettive all'universita' di Genova e direttore Clinica Malattie Infettive del policlinico San Martino. "Ma non bisogna confonderla con le tre ondate precedenti. Gli ospedali oggi sono scarichi", ha precisato all'Agi.  Questo non significa che lo saranno anche a ottobre quando, insieme al Covid, potrebbe circolare anche l'influenza stagionale. "A ottobre non so cosa succederà", ha aggiunto Bassetti. "Al momento l' ondata e' di tamponi - ha insistito l'infettivologo -, ma non di ricoveri. Se un anno fa avessimo avuto questa ondata, gli spedali sarebbero scoppiati". Con una media di 35 mila casi settimanali, effettivamente, l'Italia, nelle precedenti ondate pandemiche, aveva avuto una pressione ospedaliera maggiore. Ma i numeri nei reparti ordinari sono comunque in crescita. "Come indicatore serve guardare l'alta intensita' e non la media intensita' - ha dteto l'esperto -. Sugli accessi che abbiamo come Covid noi conteggiamo anche persone con altri disturbi, ma che vengono contati Covid, perche' hanno un tampone positivo". Una situazione questa da chiarire, anche perche', sono proprio i dati dei ricoveri in ospedale, a far scattare i cambi di colore delle Regioni. "Dovremmo chiedere al ministero della Salute la differenziazione dei casi - ha affermato Bassetti -. Anche per misurare i colori delle Regioni sarebbe importante sapere chi viene ricoverato per polmonite interstiziale bilaterale da Covid-19 e chi e' li' per un problema diverso, ma risulta positivo a un tampone di controllo".

Galli: "Diversa pressione su ospedali"

Una quarta ondata di Covid-19 ci sara', a causa della contagiosissima variante Delta, ma non per questo rivivremo le terribili scene di Bergamo e dei lockdown nazionali. E' il pensiero dell'infettivologo Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive all'Università Statale di Milano e primario all'Ospedale Sacco che, in un'intervista all'Agi, ha affermato: "Ogni prevalenza di una nuova variante potrebbe rendersi responsabile di una nuova ondata pandemica. Ma e' l'entita' dell' ondata a essere fondamentale". "La variante Delta infetta alla grande giovani e bambini", ha spiegato Galli che ha aggiunto: "la differenza sara' nelle ospedalizzazioni che saranno contenute grazie alla campagna di vaccinazione". "Lo scorso autunno l' ondata fu terribile - ha ricordato Galli -. A ottobre prossimo avremo un'onda diversa, 'spuntata' dal punto di vista degli ospedali". Quindi, a parere di Galli, potrebbero non essere necessarie altre chiusure. "I lockdown sono il provvedimento che si fa quando non c'e' altra soluzione. Ora, grazie ai vaccini, si riduce in maniera drastica la possibilita' che gli ospedali vadano in difficolta'". E sul vaccino ai bambini, Galli è sicuro: "Sono per stendere la vaccinazione fino a dove si potra' farlo, a qualsiasi eta'. Perche' i rischi legati all'infezione sono piu'".

L'Italia resta bianca, ma regioni a rischio

I nuovi parametri delll'ultimo decreto Covid mettono al sicuro le regioni: l’Italia dovrebbe restare tutta in zona bianca anche la prossima settimana. Con i nuovi criteri è decisiva l’occupazione dei posti letto Covid nei reparti di area medica e in terapia intensiva e non solo l’incidenza settimanale. Il dato da teneresotto controllo è, comunque, sempre quello dei 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti, superata quella cifra il rischio è maggiore. Ma serve anche un’occupazione superiore al 10% dei posti letto in rianimazione e superiore al 15% nei reparti. Per ora, quindi, nessuna regione è a rischio: la media nazionale si attesta attualmente al 2% per le terapie intensive e al 3% per i reparti ordinari.

Colori regioni: cosa cambia con i nuovi parametri

Le regioni più traballanti si trovano al Sud e al Centro, dove si supera la media nazionale ferma al momento al 2%. Al primo posto c'è la Sardegna che, in una settimana, ha visto balzare la percentuale di occupazione dall'1% del 20 luglio al 5% di una settimana, secondo l'ultimo dato aggiornato dall'Agenzia per i servizi sanitari (Agenas). A seguire la Sicilia con il 4% (il 20 luglio era al 3%, il 25 è salita al 5% per poi scendere al 4%) e il Lazio, sempre al 4%, (percentuale che era rimasta stabile per molti giorni al 3%, cresciuta di un punto). Toscana e Calabria sono al 3% (la prima aveva avuto un piccolo ribasso al 2%, ma è tornata a salire al 3%, mentre la seconda ha mantenuto il dato stabile). Veneto, Lombardia e Campania sono in linea con la media nazionale del 2%, mentre nelle altre regioni e provincia autonome si registrano percentuali inferiori.