Un reparto Covid
Un reparto Covid

Milano, 21 ottobre 2021 - Da qualunque lato lo si prenda, il confronto tra il 2021 e il 2020 è impietoso. E per una volta si tratta di una buona notizia perché il paragone tra l’anno scorso e quello attuale avviene su tre indicatori centrali nella lotta al Coronavirus: l’andamento dei contagi, l’evoluzione del numero di ospedalizzati e, infine, dei ricoveri in terapia intensiva.

L’assessorato regionale al Welfare ha riportato e sintetizzato il trend dei tre indicatori su altrettanti piani cartesiani. Quello che salta all’occhio è la differenza tra quanto accadde nelle prime due settimane di ottobre del 2020 e quanto sta accadendo attualmente nelle stesse settimane. Allora le curve relative ai nuovi positivi, agli ospedalizzati e ai ricoverati in terapia intensiva risalirono vertiginosamente proprio con l’inizio di ottobre per il concorrere di più fattori: l’eredità dell’allentamento delle misure ristrettive avvenuto in estate, l’adozione a singhiozzo di zone gialle, arancioni o rosse e la conseguente altalena tra settimane di scuola da remoto e di scuola in presenza e, non ultima, una campagna vaccinale non ancora partita. Proprio quest’ultimo fattore è invece alla base del significativo rientro delle curva registrato in questi primi 15 giorni di ottobre.

Tradotto in numeri: i nuovi positivi sono l’82% in meno rispetto ad ottobre 2020, così come sono calati dell’82% anche gli ospedalizzati mentre i ricoveri in terapia intensiva sono oggi il 65% in meno di quanti se ne contassero ad ottobre scorso. Effetto vaccinazione, senza dubbio. Ma attenzione: gli stessi grafici evidenziano quanto l’estate e la sua eredità incidano sul trend degli indicatori Covid. In tutti e tre i casi a luglio, agosto e settembre 2021 si è infatti registrato un trend peggiore rispetto allo stesso trimestre del 2020. Un trend peggiore ma in decrescendo: percentuali più alte a luglio, meno ad agosto e ancora inferiori a settembre. Limitandosi a settembre i positivi sono aumentati del 95%, gli ospedalizzati del 17% e i ricoveri in terapia intensiva del 95%.

Riscontri che si spiegano con le minori restrizioni e la maggiore mobilità che hanno contraddistinto l’estate 2021 rispetto all’estate 2020 e con un ciclo vaccinale caratterizzato da un maggior numero di prime dosi a luglio e agosto 2021 rispetto a settembre ed ottobre dello stesso anno, quando sono aumentati i lombardi che si sono sottoposti anche alla seconda somministrazione. Altro dato: nelle settimana compresa tra l’11 e il 17 ottobre l’incidenza dei nuovi casi nelle scuole è diminuita rispetto alla settimana precedente in tutte le classi età eccezion fatta per quella che riunisce i bambini tra i 2 e i 5 anni: qui si è passati da 27 a 29 nuovi casi ogni centomila abitanti. "La battaglia contro il Covid sta dando ottimi frutti, ma non possiamo ancora abbassare la guardia" commenta Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare della Regione esortando in particolare chi non ha ancora aderito, vale a dire circa il 9% della popolazione over 12 vaccinabile e rivolgendosi anche a chi è interessato alla terza dose.

«Le analisi dei dati epidemiologici diffuse nei giorni scorsi dall’Istituto Superiore di Sanità – sottolinea – testimoniano l’importanza e la validità del vaccino. Con un’efficacia preventiva dell’89% nei confronti del pericolo di contagio, del 96% rispetto ad ospedalizzazioni e ai ricoveri in terapia intensiva, e del 99% rispetto ai decessi. Il grande senso civico dei lombardi ha portato sino ad oggi il 91% della popolazione vaccinabile ad aderire alla campagna".