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18 apr 2022

Covid, il virus corre: in Italia tasso positività al 17,6%. Il governo valuta restrizioni

Dopo le morti e i nuovi contagi in Cina il Coronavirus sembra più vivo che mai. Gli Stati Uniti convocano un vertice mondiale il 12 maggio

Come l'araba fenice, l’uccello mitologico che rinasce sulle proprie ceneri, o come i draghi nelle fantasie dei balbini, che riprendono vita anche dopo essere statui decapitati, il Covid sembra spesso Sull’orlo della sconfitta e poi torna ad attaccare. lo disono i numeri, dall’Italia a Shangai. tanto che gli Stati Uniti hanno deciso di organizzare, tra meno di un mese, il supervertice mondiale (e virtuale) per decidere una nuova strategia di lotta a questa infinita pandemia. Ma andiamo per ordine per per compartimenti stagni.

L’ITALIA 

Nuovi contagi sotto quota 20mila, con 18.380 casi rispetto ai 51.993 della vigilia. Ma era domenica. Nelle ultime 24 ore le vittime sono 79, in calo sulle 85 registrate ieri. Sale il tasso di positività al 17,4% (l’altroieri il 15%), aumentano i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 8 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite, e i ricoverati nei reparti ordinari sono 9.940, ovvero 182 in più rispetto a ieri. Questi i numeri del Covid in Italia per i giorni delle festività di Pasqua secondo il bollettino quotidiano del ministero della Salute. 

Dati che risentono però molto delle giornate di festa. Da rilevare infatti il crollo dei tamponi: 105.739 quelli molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore contro la quota già bassa di 334.224 di ieri. E solo fra due settimane si potrà stilare il bilancio di queste giornate, in termini di contagi, considerando anche il week end del 25 aprile e poi il primo maggio. Si guarda ai dati soprattutto per la mascherina al chiuso per la quale la fine dell’obbligo è fissata al 30 aprile prossimo e si attende una verifica ulteriore annunciata nei giorni scorsi. 

LE REAZIONI DEL GOVERNO

«In settimana - dice il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa - sicuramente ci si incontrerà e sulle mascherine verrà presa una decisione. Credo che la direzione sia quella che si passi a una raccomandazione perchè sono convinto che in questi due anni gli italiani abbiano preso una consapevolezza diversa, come per le mascherine all’aperto, vedo cittadini che le indossano ancora». Una riflessione, secondo Costa si può invece fare per i mezzi di trasporto. «Questa è la posizione che sostengo io e mi auguro che si possa arrivare a questa sintesi», dice. 

Come per le mascherina a scuola: «Soprattutto durante le ore di lezione, quando i bambini sono seduti al loro posto, penso che oggettivamente anche per loro si possa valutare di non metterle. Questa è la posizione di Noi con L’Italia». E sul fronte del Green pass: «Non è che sparisce, semplicemente non viene più richiesto e non viene più utilizzato. Ma i criteri sono sempre quelli», spiega Costa che preferisce parlare di richiamo annuale, anzichè di quarta o quinta dose, «sul quale si attendono quelle che saranno le indicazioni della comunità scientifica». E per l’estate, secondo il sottosegretario, se verrà confermato un quadro in miglioramento (9.195 persone attualmente positive in meno nelle ultime 24 ore) l’obiettivo di un’estate senza restrizioni «è sicuramente raggiungibile». 

LA CINA

Le prime tre vittime della variante Omicron in Cina fanno scattare un nuovo allarme Covid nel mondo. Negli Stati Uniti aumentano i casi e tornano alcune restrizioni che sembravano ormai superate, mentre la Casa Bianca annuncia per maggio un nuovo summit globale sulla pandemia. Avevano 89 e 91 anni e una serie di gravi problemi di salute le due donne e l’uomo morti a Shanghai. Ma la notizia arrivata dalla metropoli cinese crea preoccupazione anche per la velocità con cui la sottovariante si sta diffondendo. Ogni giorno, da marzo, a Shanghai si registrano oltre 25.000 nuovi casi nonostante i suoi 26 milioni di abitanti siano praticamente prigionieri nelle loro case, sottoposti a un durissimo lockdown che prevede persino la separazione dei bambini positivi dai genitori. 

Restrizioni in linea con la politica «zero Covid» lanciata da Pechino per fronteggiare la pandemia ma al limite della sopravvivenza per i residenti che combattono da settimane con carenza di cibo e beni di prima necessità. Intanto la Casa Bianca annuncia che il prossimo 12 maggio ospiteranno, in modo virtuale, il secondo vertice globale sul Covid. Un summit per intensificare gli sforzi «collettivi per mettere fine alla fase acuta del Covid e prepararsi alla prossima minaccia sanitaria» . 

GLI STATI UNITI

Sarà co-presieduto dagli Stati Uniti con i Paesi cui spetta la presidenza di turno dei principali forum internazionali: l’attuale presidente del G7, la Germania, quello del G20, l’Indonesia, e poi i presidenti dell’Unione africana, Senegal e Belize, e l’attuale presidenza del gruppo Caricom, i Caraibi. Anche negli Stati Uniti lo spettro del Covid torna a far paura. I casi stanno registrano una tendenza al rialzo in più della metà degli Stati, sebbene, con una media di circa 34.000 nuovi contagi al giorno, il tasso giornaliero rimanga uno dei più bassi da metà luglio. 

Molte città preferiscono tuttavia correre ai ripari prima che sia troppo tardi. A Filadelfia è tornato l’obbligo di mascherine in tutti i luoghi pubblici al chiuso. È la prima grande città degli Stati Uniti a imporre di nuovo la misura, già reintrodotta in alcune università tra le quali Georgetown, George Washington e Johns Hopkins nella capitale americana, e la Columbia a New York. Harvard ha invece deciso di lasciare libera scelta. Nella Grande Mela le autorità sanitarie si apprestano ad alzare il livello di allerta da «rischio basso» a «medio» già da questa settimana. 

Il commissario alla Salute, Ashwin Vasan, ha avvertito che in cinque quartieri i casi sono «in costante aumento» e ha consigliato ai newyorkesi di ricominciare ad usare le mascherine al chiuso. Il commissario ha inoltre raccomandato a chi è partito o ha visto la famiglia in queste vacanze di Pasqua di fare un test del coronavirus al rientro Secondo gli ultimi dati, che risalgono a mercoledì scorso, le due varianti di Omicron rappresentano l’80,6% dei nuovi casi registrati in tutto lo Stato di New York.

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