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16 feb 2022

Covid, l'ondata Omicron si sposta a Est: lo scenario che preoccupa l'Oms

La variante più contagiosa si sta diffondendo in Paesi dal basso tasso di vaccinazione. E dove la Delta, più letale, è ancora presente

michele mezzanzanica
Cronaca
epa09743553 Workers disinfect a tram car before it enters the route at the tram depot in St. Petersburg, Russia, 10 February 2022. As part of the ongoing efforts to slow the spread of SARS-CoV-2, all urban vehicles are washed with disinfectants several times a day. Russia reported a record number of over 197,000 new daily Covid-19 cases, according to the national coronavirus information center.  EPA/ANATOLY MALTSEV
Sanificazione di un tram a San Pietroburgo

La variante Omicron si sta muovendo verso oriente, nell'Europa dell'Est e in Asia, in Paesi dove il tasso di vaccinazione è ancora basso. E dove la variante Delta, meno contagiosa ma più aggressiva e potenzialmente letale, è ancora ampiamente diffusa.

Una congiuntura che preoccupa l'Oms, a maggior ragione in un clima di generale 'rilassamento' e allentamento delle misure di restrizione. "In tutta la regione europea - ricorda Hans Henri P. Kluge, direttore di Oms Europa -  abbiamo registrato oltre 165 milioni di casi di Covid-19. Questa rimane una malattia mortale, 1,8 milioni di persone hanno perso la vita a causa del virus, 25.000 solo nell'ultima settimana. I sistemi sanitari sono messi a dura prova, anche perché i casi tra gli operatori sanitari stanno aumentando".

Nelle ultime due settimane, i casi Covid sono più che raddoppiati in sei Paesi dell'Europa orientale - Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Russia  e Ucraina, confermando lo spostamento verso Est dell'ondata Omicron, rilevata per la prima volta in 10 diversi Stati della regione. Stati dove la copertura vaccinale è ancora piuttosto bassa, soprattutto nelle fasce di popolazione a rischio. Meno del 40% delle persone di età superiore ai 60 anni in Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Kirghizistan, Ucraina e Uzbekistan ha completato il ciclo vaccinale; inoltre, Bulgaria, Georgia e Macedonia del Nord sono anche tra quei Paesi in cui meno del 40% degli operatori sanitari ha ricevuto almeno una dose. 

Hans Henri P. Kluge lancia quindi un appello: "Invito i governi, le autorità sanitarie e gli addetti ai lavori a esaminare da vicino le ragioni locali che influenzano la minore domanda e accettazione di vaccini e a elaborare interventi su misura per aumentare urgentemente i tassi di vaccinazione, sulla base dell'evidenza specifica del contesto. Di fronte all'ondata Omicron e con Delta che circola ancora ampiamente a Est, questa situazione è preoccupante e non è il momento di revocare le misure che sappiamo funzionare per ridurre la diffusione del Covid-19".

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