Covid, il trend dei contagi (Fondazione Gimbe)
Covid, il trend dei contagi (Fondazione Gimbe)

Milano, 14 gennaio 2021 -   Nonostante l’apertura della crisi di governo da parte dei renziani, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto anti-Covid che fa da cornice alle regole che saranno in vigore a partire dal 16 gennaio. Con una novità: il provvedimento durerà più dei precedenti per dare maggiore continuità alla lotta alla pandemia. La scadenza è fissata per inizio marzo. Contestualmente il governo ha prorogato lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, così come anticipato dal ministro della Salute Roberto Speranza alle Camere. Oggi, dopo l'incontro con le Regioni, sarà firmato il nuovo Dpcm con le altre norme. La Lombardia rischia di lasciare la zona arancione e passare in quella rossa: dipende tutto dall'andamento della curva epidemiologica Covid. Per questo, gli occhi sono tutti puntati sui dati odierni del bollettino regionale: con 28.645 tamponi effettuati, si sono registrati 2.587 nuovi positivi, con un tasso di positività al 9%, in crescita rispetto a ieri. Il numero dei decessi è aumentato e anche quello dei ricoveri in terapia intenisva, mentre è sceso quello dei ricoveri negli altri reparti. 

Nuovo Dpcm, incontro Governo-Regioni: Lombardia in zona rossa o arancione? Cosa cambia

Sul fronte giudiziario, la Guardia di Finanza ha acquisito, in alcuni uffici del ministero della Salute, documenti e atti relativi al piano pandemico. Le acquisizioni rientrano nell'ambito dell'inchiesta della procura di Bergamo. Gli uomini delle Fiamme gialle hanno raccolto documenti anche nella sede dell'assessorato al Welfare della Regione Lombardia e in quella dell'Istituto Superiore della Sanità a Roma. I militari si sono fatti consegnare documentazione cartacea ed elettronica relativa al piano pandemico nazionale del 2017, che si ritiene sia il copia-incolla di quello del 2006.

Buone notizie per gli studenti che chiedono di rientrare in aula. In Lombardia i ragazzi delle superiori potranno tornare (parzialmente) in classe da lunedì prossimo. Il prefetto di Milano Renato Saccone e la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale Augusta Celada hanno inviato una lettera al presidente del Tar della Lombardia spiegando che questi sono i «tempi minimi insopprimibili» per dare attuazione al decreto con cui il Tribunale ha sospeso l'ordinanza regionale che imponeva fino al 24 gennaio la didattica a distanza al 100%.

Un memoriale per ricordare le vittime del Covid-19 sorgerà proprio nel luogo simbolo della pandemia in Italia: Codogno. L'iniziativa, presentata oggi dal sindaco della cittadina Francesco Passerini, prevede la realizzazione in via Collodi di un nuovo spazio contemplativo, al centro del quale sarà installato il memoriale, formato da tre piastre in acciaio a rappresentare Codogno e le sue due frazioni. 

Bollettino Covid Lombardia

Oggi, a fronte di 28.645 tamponi, sono stati accertati 2.587 casi, di cui 114 ‘debolmente positivi’, in tutta la Regione (342 in più rispetto a ieri); il rapporto fra tamponi effettuati e i nuovi positivi è del 9.03 %. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 72 decessi (ieri 51); il totale è arrivato a quota 26.026. Sul fronte ospedale, si registrano 26 nuovi accessi in terapia intensiva. Il totale dei letti di rianimazione occupati è aumentato di 6 unità rispetto a ieri; ora sono 468 le persone con gravi insufficienze respiratorie ricoverate nelle terapie intensive. In una sola giornata i posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono diminuiti di 37 unità per un totale di 3.614. Negli ospedali lombardi ci sono in tutto 4.082 persone affette da Covid (31 in meno rispetto a mercoledì). I guariti/dimessi sono 1.378, per un totale di 424.720, di cui 3.760 dimessi e 422.338 guariti.

Per quanto riguarda le province lombarde, Milano è ancora capolitsa con 638 nuovi casi di cui 275 in città (ieri rispettivamente + 544 e +215). Seguono Brescia con +365 (ieri +365), Varese con +315 (ieri +218), Pavia con +232 (ieri +206) , Como con +213 (ieri +121), Mantova con +212 (ieri +202) e Bergamo con +109 (ieri +118). Numeri a due cifre per Sondrio +97 (ieri +40), Cremona +72 (ieri +79) e Lodi +45 (ieri +60). 

Covid, i dati lombardi del 14 gennaio

Covid: il contagio in Italia / PDF

Sono 17.246 i nuovi casi da Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore a fronte di 160.585 tamponi analizzati.  Il dato è in calo rispetto a ieri, quando i test erano stati 175.429, per cui il tasso di positività registra una crescita passando dal 9% al 10,7%. Sono invece 522 i morti (ieri erano 507), che portano il totale delle vittime a 80.848 da inizio pandemia. Scendono i numeri delle terapie intensive, dove sono ora ricoverate 2.557 persone (-22 da ieri). In calo anche i ricoveri negli altri reparti (-415). I guariti totali sono 1.694.051, con un incremento di 20.115 unità, mentre gli attualmente positivi 561.380 (-3.394 da ieri). Le Regioni con più casi giornalieri sono Lombardia con 2.587 nuovi casi e Veneto con 2.076 nuovi casi.

In Lombardia quasi 120mila vaccinati: si prepara la fase 2

Nel frattempo, continua la campagna vaccinale anti-Covid. Martedì i 65 hub lombardi hanno iniettato 17.547 dosi di Pfizer in un giorno, superando quota centomila dall’inizio; precisamente 104.449 somministrazioni, contandone anche 644 dei giorni precedenti rendicontate l’altro ieri, che ieri sera, sul contatore ministeriale, erano salite a 118.794. Il governatore Attilio Fontana su Facebook, e dopo giorni a respingere accuse d’esser rimasti indietro, rivendica che "con ordine e senza assembramenti, in linea col piano regionale, da giorni siamo la prima regione sia per dato assoluto che per somministrazioni giornaliere". "Senza nuovi arrivi di dosi dal Governo, domenica la macchina sarà costretta a fermarsi", allunga Emanuele Monti, presidente leghista della commissione Sanità del Pirellone che ieri ha ascoltato in audizione il responsabile della campagna antiCovid in Lombardia Giacomo Lucchini.

Covid e scuola, un piano per il trasporto alunni

Non c’è pace intorno alla scuola. Il decreto del Tar ha riacceso lo scontro politico sulle modalità con le quali garantire il diritto all’istruzione in una fase tanto straordinaria della storia della Lombardia e del Paese ma anche portato alla ribalta la schizofrenia con la quale da Natale ad oggi si è affrontato il tema della riapertura delle aule. A risolvere – si fa per dire – la situazione sarà, con ogni probabilità, la riunione in programma stamattina tra il Governo e le Regioni e i contatti che ci saranno tra oggi e domani. Sì, perché la Lombardia è destinata a diventare zona rossa e, allora, il problema del decreto del Tar non si porrà perché in zona rossa le scuole devono stare chiuse a prescindere. Uno scenario sul quale il governatore Attilio Fontana si è espresso anche ieri sera a “Porta a Porta“:"I dati questa settimana stanno migliorando ma la scorsa settimana la situazione è andata meno bene. E c’è il rischio che la valutazione di venerdì del Cts possa inserirci in zona rossa". "Forse – ha aggiunto – bisognerebbe fare una valutazione di più lungo periodo perché altrimenti è un’alternanza di zone che toglie sicurezza". Sul tema scuola, il governatore ha poi assicurato una svolta: "La Lombardia ha preparato una serie di piani per integrare il trasporto ordinario con altri trasporti speciali, non appena le scuole verranno riaperte".

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