Roma - "La curva italiana mostra una lenta decrescita, altri Paesi invece hanno una curva in salita. Quasi tutte le regioni hanno una decrescita dei nuovi casi, alcune invece hanno valori in crescita" ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, sull'analisi dei dati del Monitoraggio regionale della Cabina di regia. "Anche sul piano dell'incidenza la decrescita è consolidata", ha aggiunto. Entrando nel merito dei numeri Brusaferro h sottolineato: "Quasi tutte le regioni hanno un calo dell'incidenza, che è pari a 182 per 100mila abitanti. Secondo il flusso Iss invece l'incidenza è 160 per 100mila perchè include il periodo di Pasqua. In altri paesi invece la curva è in crescita e ciò si traduce in provvedimenti di restrizione". 

Le riaperture dal 26 aprile

In merito alle annunciate riaperture a partire dal 26 aprile: "Parliamo di gradualità. Deve essere la parola guida nelle prossime settimane. Che poi peraltro vediamo anche nei programmi degli altri Paesi, penso per esempio al Regno Unito. I due elementi che ci fanno aumentare un po' il tesoretto" che consente parziali riaperture "è l'Rt che cala, oggi è a 0,85, e ci auguriamo scenda ulteriormente quando le misure saranno attivate, e poi il numero di vaccinati che quotidianamente continua a crescere, che crea una massa di persone ancora insufficiente per contrastare efficacemente la circolazione, ma con alcune fasce di età che cominciano ad avere una copertura significativa" ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità. "Serve grande attenzione e cautela, e grande responsabilità - ha aggiunto - serve la consapevolezza e l'impegno a rispettare le solite regole, distanziamento, mascherina e così via. L'altra partita importantissima è continuare il monitoraggio: eventuali inversioni di tendenza anche a livello regionale possono essere rapidamente contrastate. L'auspicio ovviamente e' che si vada verso una progressiva maggior libertà. E' una scommessa importante". "Sono possibili riaperture graduali per trovare un punto di equilibrio e ci vogliono sistemi di monitoraggio contro una ripresa dell'epidemia" che siano stringenti e possano funzionare ancora prima che la curva dovesse rialzarsi,  ha affermato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. "Speriamo di avere a disposizione 6 tipi di vaccino entro l'inizio dell'estate" ha aggiunto. "Avere una produzione nazionale di vaccini è importante - ha sottolineato- così come è importante avere una produzione europea. Gran parte dei vaccini, infatti, sono stati prodotti al di fuori dei confini dell'Unione europea".

L'effetto delle vaccinazioni

"Le vaccinazioni continuano a crescere - ha puntualizzato Brusaferro -. Gli over 80 hanno superato il 75% di copertura, e più del 50% ha fatto il ciclo vaccinale completo. Anche nella fascia 70-79 anni il dato sta rapidamente crescendo, anche se ovviamente soprattutto per le prime dosi". Gli effetti della campagna vaccinale iniziano ad avere un effetto anche sul fronte dei ricoveri:  "Con l'inizio delle vaccinazioni c'è stata una inversione e i casi stanno decrescendo tra over-80 ma anche tra 60-69enni, così come per l'età scolare". "L'età media scende da 2-3 settimane e la stessa cosa quella del primo ricovero che è a 67 anni, mentre per la prima diagnosi è 45 anni. - ha detto-. Vediamo quindi i primi effetti delle vaccinazioni negli anziani. C'è comunque una decrescita dell'età dei contagi in tutte le fasce". Per Rezza "l'antidoto è la vaccinazione di massa, bisogna contenere e vaccinare e a poco a poco operare con l'apertura delle attività che non comportano particolari rischi". "C'è ancora una congestione ospedaliera e delle terapie intensive che è preoccupante - ha aggiunto - puntavamo ad avere 4 vaccini, ma attualmente se ne stanno utilizzando tre".

I ricoveri calano ma sistema ancora in sovraccarico

Per quanto concerne la pressione sugli ospedali: "Scende lentamente il numero dei ricoveri sia in area medica che nelle terapie intensive" ha riferito. "3743 la scorsa settimana contro 3526 di questa settimana" ha detto per quanto riguarda le terapie intensive, ricordando che "è un dato del 41%, quindi comunque superiore alla soglia che è 40%. Le persone ricoverate sono passate da 29.337 a 26.952 anche in questo caso è un dato importante. C'è stata anche una forte diminuzione del numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: questo è un elemento importante perché è un indicatore del fatto che con il diminuire del numero di nuovi casi la capacità di trattamento riprende progressivamente". Brusaferro ha comunque precisato che "c'è ancora un sovraccarico dei servizi assistenziali e si superano soglie per terapia intensiva e area medica, l'incidenza decresce ma molto lentamente. Quindi non bisogna allentare l'attenzione e si deve mantenere alta la guardia per contenere la diffusione del virus". C'è poi il fronte dei decessi.  "I dati di mortalità" per Covid-19 "purtroppo decrescono molto lentamente, ma d'altra parte anche l'incidenza" dei casi "decresce molto lentamente" ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità sottolineando anche che "abbiamo dati di lenta decrescita sia per quanto riguarda i ricoveri di area medica sia per quanto riguarda la terapia intensiva".

Terza dose contro le varianti

«Nel 2022 una delle possibilità è di avere una terza dose contro le varianti per i vaccini attualmente a due dosi». Lo ha affermato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa sull'analisi del monitoraggio settimanale della Cabina di regia.