Mascherina all'aperto, stop dal 28 giugno
Mascherina all'aperto, stop dal 28 giugno

Milano - Un anno e quattro mesi dopo l'inizio della pandemia in Italia e due mesi e mezzo dopo la terza devastante ondata di contagi, l'Italia si ritrova con una curva epidemica in calo, una diminuzione del tasso di positività da 0,7 a 0,5 per cento e una campagna vaccinale che, nonostante le incertezze, gli intoppi e i ritardi, prosegue senza che le obiezioni no vax facciano troppi danni. Sono 44.431.586 le dosi somministrate finora,  un aumento di 3.712.026 sulla settimana scorsa. Per quanto riguarda le fasce di età, fra i maggiori 80 anni il 91,88% ha ricevuto almeno una dose, mentre 84,52% ha ricevuto anche la seconda; nella fascia 70-79 i dati sono pari rispettivamente al 85,85% e al 44,51%, in quella 60-69 sono 78,65% e 37,65%. Per i residenti nelle Rsa, il 99,54% ha ricevuto almeno una dose e l'84,60% la seconda. 

Grazie a una situazione in miglioramento, nelle prossime settimane potrebbero cambiare e allentarsi alcune delle restrizioni ancora in vigore, come per esempio la mascherina all'aperto. Oggi ne ha parlato in conferenza stampa il presidente del Consiglio Mario Draghi, ricordando però che non c'è ancora nessuna data per lo stop alla mascherina en plein air. Allo stesso tempo, si definirà meglio la novità del green pass e anche il cambio di rotta sul mix di sieri, che ora è "fortemente consigliato" per gli under 60 precedentemente vaccinati con AstraZeneca. Ecco allora una piccola guida della situazione della lotta al Covid in Italia, a oggi.

Vaccinazione eterologa

Per gli under 60 la vaccinazione, per la seconda dose, con un siero diverso da quello della prima dose, è caldamente consigliata ma non obbligatoria. Lo ha specificato oggi  in conferenza stampa il presidente del Consiglio Mario Draghi che ha sottolineato che "se una persona che ha meno di 60 anni e ha fatto la prima dose AstraZeneca e gli viene proposto di fare l'eterologa ma non vuole farsi quel vaccino, questa persona è libera di fare la seconda dose di AstraZneneca purché abbia il parere del medico e il consenso informato". Un cambio di rotta rispetto a qualche giorno fa, quando sembrava che dal Cts fossero arrivate indicazioni più perentorie (sulla scia del clamore della morte della 18enne Camilla Canepa). 

Dunque per tutti gli under 60 già vaccinati una prima volta con AstraZeneca, avranno davanti la possibilità di continuare con questo siero ma dovranno comunque chiedere un parere del medico. 

Leggi anche: Richiamo con vaccino diverso: cosa cambia

Mascherine all'aperto

Per quanto riguarda le mascherine all'aperto, che ormai già molti non usano più, non c'è ancora una data certa per lo stop. L'ha ribadito oggi Draghi, spiegando che chiederà un parere al Cts proprio domani 19 giugno. Tuttavia, intervistato su La7 da Lilli Gruber, l'immunologo Sergio Abrignani, che fa parte del Cts, ha spiegato che "in Europa i paesi si muovono abbastanza in sintonia e quindi anche sulle mascherine all'aperto immagino che ci allineeremo, ma non so dire quando". Bisogna quindi aspettare ancora prima di poter uscire senza la preoccupazione di aver dimenticato la mascherina. E mentre in alcuni Paesi come la Francia, Israele, Inghilterra, l'obbligo è decaduto, per l'Italia inizia a circolare la data del 15 luglio. 

Colori delle regioni

"Oggi ho firmato un'ordinanza che porta il 99% del Paese in zona bianca - ha detto Speranza in conferenza stampa con Draghi e Figliuoloe questo per merito di una campagna di vaccinazione molto forte che stiamo svolgendo". Da lunedì 21 giugno, dunque, altre sette tra Regioni e Province autonome passeranno nella fascia senza restrizioni: Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Sicilia, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano. Unica regione che resterà in zona gialla è la Valle d’Aosta. cosa significa? Decade il coprifuoco, decadono i limiti orari nei ristoranti e i limiti di persone che si possono ospitare. Resta, per ora, l'obbligo di mascherina.  

Stato d'emergenza

Per quanto riguarda lo stato d'emergenza, che dalla fine del gennaio 2020 regola la vita di tutti noi in Italia  a colpi di Dpcm, ordinanze ministeriali, ordinanze del capo della protezione civile, divieti di uscire, coprifuoco e regole sul numero di persone da vedere, la quinta proroga scadrà il 31 luglio e sta circolando sempre più insistente l'ipotesi di un ulteriore rinnovo, finché non saremo fuori dall'emergenza Covid. C'è da dire, però, che oggi Draghi ha spiegato che uno stato d'emergenza, per definizione, non può essere definito con 45 giorni di anticipo e quindi bisognerà aspettare ancora prima di sapere se saremo fuori dall'emergenza. 

Green pass

Ieri Draghi ha firmato il Decreto che definisce le modalità di rilascio delle Certificazioni verdi digitali Covid-19, il green pass, che faciliteranno la partecipazione ad eventi pubblici, l'accesso alle strutture sanitarie assistenziali e gli spostamenti sul territorio nazionale. Dal primo luglio le certificazioni digitali di tutti i Paesi dell'Unione saranno validi in tutta l'Europa. Chi ne ha diritto: chi ha fatto la vaccinazione anti Covid, chi è negativo al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore, chi è guarito dal Covid negli ultimi sei mesi. Ne hanno diritto anche i minori, tenendo conto che i bambini sotto i 6 anni sono esentati da ogni tipo di test mentre quelli dai 6 anni in su, però, dovranno sottoporsi a test per ottenere il pass.

Da ieri è operativo per il Green Pass il sito dgc.gov.it. Tutte le certificazioni associate alle vaccinazioni effettuate fino al 17 giugno saranno rese disponibili entro il 28 giugno. La certificazione verde sarà disponibile per la visualizzazione e la stampa su pc, tablet o smartphone. I cittadini già dai prossimi giorni potranno ricevere notifiche via email o sms. In alternativa alla versione digitale, la certificazione potrà essere richiesta al proprio medico di base, pediatra o in farmacia utilizzando la propria tessera sanitaria. 

E per chi ha fatto solo una dose di vaccino? "Ne stiamo discutendo- sottolinea Abrignani . perché sul Green pass abbiamo deciso due mesi fa con le informazioni che avevamo allora - ha aggiunto Abrignani - ma la notizia che una sola dose non basta con la variante Delta è della scorsa settimana, quindi sono sicuro che ci sarà una revisione di questa decisione". 

Gli arrivi dalla Gran Bretagna

La novità di oggi, per contrastare la variante Delta, è la decisione di introdurre l'obbligo di quarantena di cinque giorni con tampone per chi viene dalla Gran Bretagna.  Obbligo valido a partire dal 21 giugno.