Notizie buone sul fronte Covid, ma non bisogna abbassare la guardia ed è necessario spingere il più possibile per il completamento della campagna vaccinale. È questo il trend epidemiologico in Italia che emerge dai dati dell'ultimo monitoraggio settimanale della Cabina di regia, nel quale si registra un ulteriore calo rispetto ai 7 giorni precedenti sia dell'indice di trasmissibilità Rt sia dell'incidenza dei casi di Covid-19. Insomma, una fotografia dell'epidemia nel nostro Paese sostanzialmente stabile ma che mostra primi segnali di decrescita, anche se è prematuro ipotizzare nette inversioni di tendenza. Per questo, l'Italia è ancora è tutta in zona bianca tranne per la Sicilia, che continua ad essere gialla. Un trend che emerge anche dai dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute, che riporta 5.621 positivi ai test nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 5.522) e 62 vittime (ieri 59), con un tasso di positività stabile al 2%. Sono invece 548 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 10 in meno rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.164, in calo di 66 rispetto a ieri.

Covid, bollettino Italia e Lombardia del 10 settembre

Ad illustrare la situazione relativa all'ultima settimana è stato, in conferenza stampa al ministero della Salute, il direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza: "Questa settimana tende a diminuire l'incidenza e si fissa a 64 casi per 100mila abitanti. Tende a diminuire anche l'indice Rt che rimane sotto l'unità a 0,92. È invece in leggero aumento il tasso di occupazione dei posti sia in area medica sia in terapia intensiva, rispettivamente al 7,4 e 5,9% ma alcune regioni sono al limite della soglia critica". Dunque, "data la situazione epidemiologica e la circolazione della variante Delta, che è altamente trasmissibile, è bene continuare con forza la campagna di vaccinazione e mantenere comportamenti individuali prudenti". Ad ogni modo, ha precisato, "siamo di fronte a una situazione epidemiologica che ci solleva perché abbiamo una diminuzione dell'incidenza e dell'Rt. Quello che può essere invece un dubbio è la situazione europea perché gli altri Paesi si trovano in situazione diversa. Quindi ci chiediamo se riusciremo a mantenere questo quadro diverso rispetto agli altri Paesi, ma per ora stiamo reggendo bene: è una situazione che va monitorizzata, ma con un cauto ottimismo".

Parla di situazione"stabile ma leggermente decrescente" anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro. "L''Rt puntuale e' sotto il valore di 1 (0,91)" e che "quello proiettato al 31 agosto e' a 0,79". Inoltre "quasi tutte le regioni hanno un Rt inferiore a uno". "L'eta' mediana alla diagnosi - ha aggiunto - e' 37 anni nell'ultima settimana. L'eta' mediana al primo ricovero rimane abbastanza stabile, 59 anni, cosi' come quella per i ricoveri in terapia intensiva, intorno ai 63 anni". I numeri, poi, mostrano "un lieve aumento per le terapie intensive" cosi' come "per le aree mediche" pero' "e' un trend che tende a fermarsi e tendera' a declinare", ha detto. Inoltre, "quasi tutte le regioni sono a rischio basso".

I dati sembrerebbero dunque andare verso un miglioramento, ma decisivo per le prossime settimane resta l'andamento della campagna vaccinale, per garantire un minore rischio di contagio. Rezza ha quindi voluto fare una precisazione: "Non parliamo di immunita' di gregge o di comunita' ma di ritorno alla normalita' e soprattutto e' importante il fatto che evitiamo la malattia grave e la congestione delle strutture sanitarie. Questo deve essere l'obiettivo principale della campagna di vaccinazione". "Controllare o ridurre al minimo la circolazione" del virus e' l'obiettivo posto poi da Brusaferro. Il presidente dell'Iss ha anche chiarito la differenza tra vaccino e tampone, alla luce del green pass. "Non c'e' un'equivalenza - ha detto - sono strumenti che danno informazioni diverse nella finalita' comune di poter garantire determinate attivita'".

Incidenza e Rt in calo

Sono solo tre le Regioni italiane a rischio moderato, contro le 17 della scorsa settimana: si tratta di Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano. Tutte le altre sono a rischio basso. Solo la Provincia di Bolzano riporta un'allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (13.546 contro i 15.951 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti diminuisce leggermente (33% contro i 34% la scorsa settimana). Cala leggermente anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (43% contro i 44%). Infine, il 23% è stato diagnosticato attraverso attività di screening, dato in aumento rispetto la settimana precedente. 

Continua a scendere, nel periodo 18 - 31 agosto 2021, l'Rt medio nazionale calcolato sui casi sintomatici di Covid che è stato pari a 0,92 (in una "forcehetta" fra i valori 0,79 - 1,02), al di sotto della soglia epidemica. La settimana precedente registrava un valore pari a 0,97. Scende anche l'incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti (ed è questo uno degli indicatori decisionali chiave per le eventuali misure di contenimento che fanno scattare il cambio di colore delle regioni) che passa, nel valore nazionale, da 74 della scorsa settimana a 64 di quest'ultima (periodo 3-9 settembre). 

Il rovescio della medaglia, invece, arriva dalla situazione ricoveri. Sono in lieve aumento, infatti, gli ingressi nei reparti di terapia intensiva e in quelli di area medica non critica, sempre secondo la bozza del monitoraggio al momento in discussione nella cabina di regia che dovrà decidere eventuali cambi di colore. I dati su questo fronte sono relativi alla settimana 30 agosto-5 settembre, con dati aggiornati all'8 settembre. Nel dettaglio, il tasso di occupazione in Terapia intensiva dei pazienti Covid - si legge - aumenta infatti al 6,2% (rilevazione giornaliera ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in aumento da 544 (31 agosto) a 563 (7 settembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta leggermente al 7,4%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 4.252 (31 agosto) a 4.307 (7 settembre).