Milano - Oggi in Italia sono 2.732 i nuovi casi di Covid-19. Nelle ultime 24 ore si contano 42 morti. Sono stati effettuati 506.043 tamponi, per un tasso di positività che si attesta allo 0,53%. 2.445 i ricoverati con sintomi (-34 da ieri) e 357 i pazienti in terapia intensiva (-2). Nelle ultime 24 ore sono guarite 3.533 persone, per un totale di 4.502.457 da inizio pandemia.  "Cala ancora l'incidenza dei casi Covid, siamo intorno a 29 per 100mila abitanti ben al di sotto dei 50 per 100 mila che rappresenta la soglia sotto la quale è possibile rintracciare i casi e fare il contact tracing dei contatti - ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel suo intervento alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Covid della Cabina di Regia -. La situazione da questo punto di vista è piuttosto buona mentre nel resto dell'Europa abbiamo un'alta incidenza soprattutto all'Est. La Germania ha ora un'incidenza più alta della nostra e in questo, va sottolineato, è stata sempre un Paese molto virtuoso. L'Rt è in leggerissimo aumento, 0,85 la scorsa settimana era 0.83 quindi resta sotto 1 e questo spiega perché l'inidenza tende a scendere." 

Nel giorno in cui è scattato l'obbligo di certificazione verde per tutti i lavoratori Rezza ha reso noso l'impatto della misura sulla campagna vaccinale: "L'aumento di ieri di 70mila prime dosi, un più del 30%, fa pensare che vi sia un effetto Green pass. C'è stata indubbiamente una spinta alla vaccinazione dall'obbligo del lasciapassare verde ma resta una fascia di popolazione che bisogna convincere, a cui bisogna parlare molto, ascoltare le loro preoccupazioni. Molti vedono questo vaccino come sperimentale - ha detto - ma non lo era all'inizio e non lo è ora, bisogna persuadere la popolazione" ha aggiunto. 

Sempre in merito alla campagna vaccinale Rezza ha aggiunto che "probabilmente" dovremo raggiungere "il 90% di copertura" vaccinale "per tenere sotto controllo l'infezione". L'esperto ha spiegato perché questa soglia è cresciuta nel tempo rispetto a quella originariamente ipotizzata dagli scienziati.  "Bisogna essere molto pragmatici: noi all'inizio pensavamo che potesse essere possibile tenere questa infezione sotto controllo raggiungendo una copertura vaccinale intorno al 70%. Perché c'è una formula che ci dice qual è la soglia al di sopra della quale si ottiene l'immunità di gregge o di comunità", e uno degli elementi che viene considerato in questo calcolo "è l'R0, l'indice di trasmissibilità del virus stesso", ha illustrato Rezza.

"L'R0 della variante Wuhan, cioè del ceppo originale, era circa 3 - ha ricordato - Cioè, in assenza di interventi, all'inizio dell'epidemia una persona trametteva l'infezione in media ad altre 3. Il risultato" della formula era dunque che "con il 67% della popolazione si sarebbe potuta tenere l'epidemia sotto controllo. Adesso vediamo che c'è un fenomeno di risposta immunitaria che col tempo lentamente comincia un po' a diminuire. E quindi una persona, specie se anziana, con patologie concomitanti, immunocompromessa, tende a perdere gli anticorpi. Un primo problema dunque è che queste persone possono non essere del tutto protette dall'infezione, che continua un po' a circolare. L'altro punto è che arrivano delle varianti che hanno un certo potere di immunoevasione, una parziale resistenza nei confronti del vaccino". 

Questo, ha continuato Rezza, "fa sì che effettivamente sia più difficile tenere sotto controllo la circolazione del virus, anche se teniamo sotto controllo la malattia perché siamo estremamente protetti contro le forme più gravi" di Covid. "L'indice R0 è molto più alto con la variante Delta, siamo a 5-6. Quindi chiaramente quel 70% si alza: raggiungiamo probabilmente il 90%", in termini di "copertura necessaria per tenere sotto controllo l'infezione. In questo momento la stiamo tenendo abbastanza sotto controllo, ma dobbiamo un po' aiutarci mantenendo le mascherine e un minimo di comportamenti prudenti".  E' difficile, conclude il Dg, "definire una soglia" di copertura vaccinale "al di sopra della quale possiamo toglierci le mascherine anche al chiuso e stare tranquilli. In Gran Bretagna lo stanno facendo, in Israele ci stanno un po' ripensando". E comunque "in Gb contano adesso sui 40mila casi al giorno, mentre noi ne abbiamo 10 volte di meno, circa 4mila. Quindi significa che dobbiamo ancora mantenere una certa prudenza, che non vuol dire che non possiamo svolgere le normali attività. Spero che con l'andare del tempo, aumentando ancora di più queste coperture vaccinali, riusciamo a tenere sotto controllo l'infezione, magari abbandonando anche questo residuo di prudenza che stiamo mantenendo. Ma è forse un po' presto e dovremo sperimentarlo sul campo, perché non c'è un numero magico che ci può assicurare questo".