Milano - "Twin epidemics": uno scenario da scongiurare in vista dei prossimi mesi, secondo il virologo Fabrizio Pregliasco. "Con gli sbalzi termici e la maggior permanenza in luoghi chiusi che caratterizzano l'arrivo dell'inverno, dobbiamo attenderci, oltre al Covid, un nuovo rialzo della circolazione di infezioni respiratorie, inclusa da virus influenzale. Temiamo una twin epidemics. Sperando non si verifichi, è comunque giusto prepararsi allo scenario peggiore" ha detto il ricercatore di virologia all'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell'Istituto Galeazzi di Milano, intervenuto all'evento web di Asso salute 'Influenza e Covid - tra varianti e variabili'.

Oggi in Italia sono 2.985 i nuovi casi di coronavirus (ieri 1.772), mentre le vittime sono 65 (ieri 45). Compresi i guariti e coloro che invece sono deceduti, dall'inizio dell'epidemia il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 sono 4.665.049, mentre da febbraio 2020 il totale delle vittime è pari a 30.807. Sono in tutto 4.435.370 le persone guarite o dimesse, mentre gli attuali positivi sono in tutto 98.872, pari a -2.208 rispetto a ieri (-1.164 il giorno prima). Compresi quelli molecolari e quelli antigenici, i tamponi processati sono stati 338.425, ovvero 214.348 in più rispetto ai 124.077 di ieri. Si attesta allo 0,9% il tasso di positività (l'approssimazione di 0,88%), mentre ieri era pari all'1,4%. Mettendo sotto la lente d'ingrandimento il sistema sanitario, si registra il segno "meno" sia per quanto riguarda le degenze in area medica che per quanto riguarda quelle in rianimazione: sono infatti -69 (ieri +52) i posti letto occupati nei reparti Covid ordinari (il totale è di 3.418 ricoverati), mentre sono -29 (ieri +5) i posti letto occupati in terapia intensiva, numero che porta a 459 il totale dei malati più gravi, con 19 ingressi in rianimazione (ieri 29). 

I prossimi mesi saranno decisivi per la gestione della pandemia e per la pressione sul sistema ospedaliero. "Lo scorso anno l'influenza non si è vista in Italia e anche l'estate passata, nell'emisfero australe, non c'è quasi stata circolazione. Questo grazie all'utilizzo del nuovo 'Galateo sociale' che il Covid ci ha insegnato: distanziamento sociale, mascherine, lavaggio mani, areazione degli ambienti". Tuttavia, queste attenzioni, che sono stati nei mesi passati molto stringenti, "potrebbero diminuire nel tempo, causando così anche una maggior circolazione di diversi virus. Per questo è importante il vaccino". Non solo quello contro l'influenza e il Covid, "ma anche quello per altre malattie respiratorie, come l'antipneumococcico per gli anziani e l'antipertosse nei bambini". Il Covid, ha aggiunto l'esperto, "sarà con noi anche il prossimo anno: è come le onde di un sasso gettato nello stagno, che diventano via via più piccole man mano che si allontanano dall'epicentro. Dopo le prime ondate terribili, dobbiamo aspettarci un andamento ondulante". Alla fine, quella causata dal Sars-Cov-2, ha concluso Pregliasco, "entrerà nel grande calderone delle infezioni respiratorie, col tempo riusciremo a gestirla meglio, anche con terapie antivirali specifiche, l'automedicazione responsabile e prestando sempre grande attenzione ai più fragili". Secondo Pregliasco la stagione influenzale 2021-2022 "potrebbe essere di media intensità, causando tra i 4 e 6 milioni di casi. Numeri molto indicativi, che servono però a dare un'idea di una stagione non pesantissima, come lo sono state invece le ultime pre-Covid. Tutto dipenderà da quanti si vaccineranno contro l'influenza. Siamo in una fase di attesa, ma dobbiamo approcciare il problema con grande prudenza: partiamo prudenti, ma attrezzati".