Gli agenti delle Volanti hanno interrotto la serata abusiva
Gli agenti delle Volanti hanno interrotto la serata abusiva

Milano, 8 dicembre 2020 -  Una mail segreta con tutte le coordinate per partecipare al party illegale. Nessuna pubblicità da diffondere sui social per non dare nell’occhio. All’ingresso, tamponi-veloci da 10 euro ciascuno. E mascherine per non tralasciare alcuna precauzione. Così sperava di passarla liscia l’organizzatore della festa abusiva, un dj italiano di 48 anni, allestita sabato in barba alle norme anti Covid e interrotta dalla polizia domenica mattina alla cascina di via Quintosole 20, all’estrema periferia sud di Milano.

Gli agenti hanno identificato 63 persone, molte in stato di alterazione dovuto al consumo di alcol e stupefacenti, e sequestrato droga: 14 pastiglie di ecstasy, alcuni grammi di cocaina, crack, marijuana e metanfetamina. All’interno della sala c’era una postazione dj composta da consolle e impianto di diffusione della musica e un angolo bar per la somministrazione di alcolici. Non mancava neppure una sorta di "body guard" all’ingresso. Tutti i partecipanti, italiani dalle età più disparate, da ventenni a ultraquarantenni in arrivo da altri quartieri e da diversi paesi dell’hinterland, verranno sanzionati per la violazione delle norme anticontagio. Un quarantaduenne è stato denunciato per spaccio, avendo addosso dosi di cocaina e hascisc, mentre un trentanovenne è stato segnalato alla Prefettura in quanto assuntore di stupefacenti.

Ora sono in corso le indagini della polizia sull’evento, definito a metà tra un rave party e una festa privata, che ha attirato decine di persone: dimostrazione che in periodo di pandemia si cerca comunque un escamotage per ballare e sballare da un lato e di guadagnare dall’altro. L’ipotesi degli inquirenti è che i “servizi” a disposizione avessero un costo, a cominciare dal tampone-veloce che veniva effettuato all’ingresso, a 10 euro. In totale sono stati raccolti 75 test rapidi che saranno oggetto di accertamenti. L’organizzatore di 48 anni ha riferito di aver organizzato la festa "garantendo la sicurezza" proprio grazie ai tamponi, con la collaborazione di una sua amica, italiana di 40 anni, la quale ha spiegato agli agenti di aver curato l’esecuzione dei tamponi dalle 16 di sabato con l’aiuto di due persone. Al vaglio della polizia, la posizione dell’organizzatore del party e delle persone che hanno effettuato i test, per capire se avessero i requisiti necessari.

A dare il via ai controlli è stata la segnalazione di un residente che aveva notato viavai e assembramenti: da qui, l’intervento delle Volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e degli agenti del commissariato Scalo Romana. Alla vista delle divise, alcuni partecipanti hanno cercato di allontanarsi. Era già mattina, la festa sarebbe finita di lì a poco, quindi con tutta probabilità durante la notte avevano partecipato altre persone. Non sono passate inosservate, buttate a terra tra bicchieri di plastica, confezioni di tamponi e mascherine.