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18 feb 2022

Covid, l'epidemia rallenta: il caso Italia. Previsioni, statistiche, studi. Cosa succederà

Mentre tutti gli indici sono in calo, il Governo ragiona sulla road map da applicare entro il 31 marzo

Milano - Indice Rt al di sotto dell'1, occupazione dei posti letto in calo, regioni che passano dall'arancione al giallo. Da dovunque la si guardi, la situazione della pandemia, dopo il rapido aggravarsi di dicembre-gennaio, sembra in netto e costante miglioramento. Lo dicono anche gli esperti: il commento di Silvio Brusaferro, presidente Iss e portavoce del Cts, sui dati del monitoraggio settimanale della cabina di regia e rassicurante. "Siamo in una fase di decrescita dell'epidemia, il valore dell'Rt sui casi sintomatici è pari a 0,75, mentre per i casi ospedalizzati è 0,79. Le nostre Regioni si mostrano ancora con un rosso scuro data l'elevata incidenza ma se vediamo i dati nel particolare c'è un trend in decrescita ovunque, sebbene in alcuni casi ci siano ancora dei dati in ritardo dovuti al sovraccarico delle settimane precedenti".

I dati della decrescita

"La decrescita riguarda anche le fasce di età più giovani - prosegue Brusaferro - caratterizzate da una circolazione del virus più elevata, questo si traduce in una situazione in cui l'Rt è attorno all'1 o sotto all'1. La diminuzione dell'incidenza si riflette anche sui tassi di occupazione delle terapie intensive e dei ricoveri: dal 13,4% della settimana precedente al 10,4%, per le terapie intensive; e dal 26,5% al 22,2% per i ricoveri in area medica - indica il presidente Iss -. In numeri assoluti, infatti, i posti letto in terapia intensiva sono scesi da 1.322 a 1.037 negli ultimi sette giorni, mentre i ricoveri sono diminuiti da 17.354 a 14.562. Se guardiamo alle proiezioni a quattro settimane sui ricoveri e sulle terapie intensive - spiega Brusaferro - tendono ad abbassarsi significativamente con un'occupazione contenuta".

D'altra parte l'andamento è confermato dallo stesso bollettino di oggi: le terapie intensive che scendono sotto quota mille con 987, in diminuzione di 50 rispetto a ieri, e i nuovi contagi che continuano a registrare un calo, 53.662 nelle ultime 24 ore contro i 57.890 di ieri. Lieve flessione anche per i decessi anche se il numero delle vittime resta alto con 314 in 24 ore (ieri erano state 320). 

La possibilità di reinfettarsi

Rispetto al dato di reinfezione, il presidente Iss, aggiunge però che "la variante Omicron può contagiare nuovamente chi ha già avuto il virus con un'altra variante. La Omicron, sulla base dei dati di andamento delle principali varianti identificate mediante sequenziamento dal software della piattaforma I-Co-gen (sx), ha monopolizzato il quadro epidemiologico del nostro Paese". 

La campagna vaccinale

Venendo al dato delle vaccinazioni, "c'è un'elevata copertura vaccinale - osserva Brusaferro: all'84,8% il totale delle persone che hanno completato il ciclo vaccinale, e 63,4% la percentuale di persone che hanno ricevuto il booster, con il 36,2% di copertura con almeno una dose nella fascia 5-11 anni. Ma la quota di italiani che non hanno ancora fatto il vaccino resta importante - avverte - sono le persone più a rischio di sviluppare la patologia severa". La sintesi della cabina di regia "rileva che le Regioni a rischio alto sono due, ma questo è legato al fatto che c'è un sovraccarico di dati; cinque Regioni a rischio moderato e tutte le altre a rischio basso. Concludendo - afferma Brusaferro - l'epidemia è in rallentamento ma serve ancora rispettare le misure individuali e collettive, così come è importante completare il ciclo vaccinale e iniziarlo se ancora non si è fatto".

I colori delle regioni

"Alla luce dei dati della cabina di regia, le regioni Abruzzo, Marche, Piemonte e Valle d'Aosta passano dall'arancione al giallo". Lo comunica il ministero della Salute a margine della presentazione dei dati settimanali della cabina di regia sul monitoraggio dell'epidemia da Covid-19. 

Per quanto riguarda la Lombardia, che attualmente si trova in zona gialla, potrebbe presto lasciarla per tornare in zona bianca. "La Lombardia è da zona bianca. Con un 14,6% di occupazione dei posti letto in area medica e un 8,6% nelle terapie intensive, un Rt regionale a 0,62 e un'incidenza che scende rapidamente, si disegna un quadro che colloca saldamente la Lombardia in zona bianca". A dirlo su Twitter l'assessore al Welfare e vicepresidente della Regione, Letizia Moratti. 

Cosa ci aspetta: un richiamo annuale?

Di certo non è ancora finita e non finirà facilmente. "Come indirizzo generale dovremo vaccinarci annualmente. Del resto questa è la prima campagna di vaccinazione di massa a livello mondiale. Se sarà necessario rivaccinarsi tutti o solo i soggetti a maggior rischio al di sopra di una certa età si studierà nei prossimi mesi". A dirlo, a Catania, è stato il direttore generale dell'Aifa, Nicola Magrini, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della XX Conferenza nazionale sulla farmaceutica. 

La Road map verso la fine dello stato di emergenza

Il 31 marzo scade lo stato d'emergenza ma non è detto che dal primo aprile terminino tutte le regole e le restrizioni in vigore (dal Green pass alla mascherina al chiuso). Dalla pandemia "io voglio uscire prima possibile - ha detto il prmeier Mario Draghi in conferenza stampa -, quindi anche limitare le restrizioni il più presto possibile. Non abbiamo ancora un roadmap specifica ma è una questione di giorni. E' mia volontà uscire con una roadmap che da qui al 31 marzo" indica la strada, step by step. "E' importantissimo per dare certezze in questo mese, mese e mezzo che così com'è e ancora un po' incerto. La situazione geopolitica poi tenderà ad aggravarsi, se noi potremo dare delle certezze limiteremo" il quadro di incertezze che abbiamo davanti.

L'allentamento del misure potrebbe partire dal green pass. "L'abolizione del Green pass è un'ipotesi su cui stiamo ragionando", dice il sottosegretario Costa sottolineando che "i dati positivi ormai da parecchi giorni mettono in evidenza anche un allentamento della pressione sui nostri ospedali e questo è certamente l'elemento più positivo oltre che la riduzione dei contagi". E, prosegue Costa, con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo, "sicuramente inizierà una fase nuova che sarà messa in evidenza da un allentamento delle misure restrittive" mentre "non si può escludere una proroga per l'obbligo vaccinale dopo il 15 giugno per gli over 50". E sulle mascherine al chiuso: "Stiamo riflettendo. Ma l'obiettivo è terminare le terze dosi per non vanificare gli sforzi fatti".

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