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26 dic 2021
26 dic 2021

Covid, Bassetti: "Rischiamo milioni di isolati, basta quarantena per i contatti"

L'infettivologo Matteo Bassetti chiede un approccio diverso per gestire l'emergenza: "Usciamo dalla visione della malattia devastante"

26 dic 2021
Il professor Matteo Bassetti
Il professor Matteo Bassetti
Il professor Matteo Bassetti
Il professor Matteo Bassetti

Milano, 26 dicembre 2021 - Il virus continua a correre in Italia. I numeri dei contagi legati al Covid schizzano alle stelle e allo stesso tempo è in atto una caccia frenetica al tampone che sta mandando un tilt tutta la rete, dai drive through alle farmacie. L'allerta è quindi ai massimi livelli, ma secondo Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all'ospedale Gaslini di Genova, è necessario un approccio diverso per affrontare questa nuova ondata.

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"Ho seguito e sto seguendo centinaia di persone vaccinate con 2 o 3 dosi che hanno il Covid. Ebbene queste persone hanno un raffreddore o una forma influenzale che dura 3-4 giorni. Nulla a che vedere con il Covid di un anno fa e con la malattia di chi non è vaccinato - dice il virologo, che pone diverse domande -. Dobbiamo quindi continuare con la stessa metodologia dello scorso anno? Tracciamento? Milioni di tamponi? Isolamento di tutti i contatti? Quarantene dalle durate variabili e diverse a seconda di chi le decide? Reparti Covid dedicati con personale sottratto alle altre attività sanitarie? Colori delle regioni decise sulla base degli ospedalizzati senza fare le necessarie distinzioni tra i vari casi? Non si può affrontare questa fase con le stesse regole".

Per Bassetti,  "abbiamo oltre l'80% della popolazione generale che è protetta. Chi non è vaccinato dovrebbe farlo presto, ma se non ha ancora capito o voluto capire l'importanza del vaccino difficilmente lo farà senza regole nuove. Vedere code chilometriche nelle farmacie in questi giorni per fare il tampone serve a qualcosa? Con oltre 50.000 casi al giorno destinati a diventare molti di più nelle prossime settimane, dobbiamo vivere in maniera diversa la convivenza con il virus. Chi è malato deve stare a casa, come sempre si sarebbe dovuto fare per le malattie infettive contagiose e dobbiamo finire con il tracciamento. Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo".

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Il rischio, conclude l'infettivologo, è che "continuando così potremmo trovarci tra pochissimo con milioni di persone isolate e in quarantena. Chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi batterà lo scontrino al supermercato, chi lavorerà in ospedale? Usciamo dalla visione del Covid come malattia devastante ed entriamo nella fase endemica con una malattia più gestibile (nei vaccinati) costruendo regole diverse. Altrimenti sarà durissima".

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