Milano - Palestre e piscine non ci stanno e chiedono date certe sulla riapertura perchè il settore del fitness non può permettersi di rimanere chiuso ancora a lungo. Lo ha detto Giampaolo Duregon, presidente dell'Associazione nazionale impianti fitness (Anif). "Parliamo con cifre alla mano: 100mila centri sportivi presenti in Italia, con un milione di addetti ai lavori e 20 milioni di frequentatori, con 9 mesi di chiusura totale e 5 mesi di apertura contingentata i centri sportivi hanno riportato una perdita di flusso economico di circa 10 miliardi e mezzo di euro. Si tratta di danni ingentissimi".

L'Associazione nazionale impianti fitness (Anif) si è detta preoccupata del fatto che palestrepiscine potrebbero rimanere ancora chiuse.  "I ristori, che sono già pochi, non bastano - ha sottolineato Duregon - sarebbe un piccolo ristoro il rientro delle spese vive che sono state affrontate dagli impianti anche da chiusi: tasse, bollette e quant'altro. In realtà nei ristori sono state calcolate solo le spese commerciali, esempio un piccolo bar, ma non le entrate sportive, quelle date proprio dallo sport che sono la maggior parte".  

"C'è il protocollo del 17 maggio 2020, superato da quello del 22 ottobre firmato con il governo con regole, norme molto severe per la riapertura - ha ricordato Duregon - protocollo che no è stato più applicato dopo che il presidente del Consiglio di allora, Giuseppe Conte, disse che era necessario aspettare un'altra settimana e poi non se ne è fatto più nulla e palestre, centri sportivi e piscine sono rimaste chiuse".  "Gli impianti, le palestre e le  piscine hanno fatto tanti interventi nel rispetto di quel protocollo molto severo: dalla densità di affollamento in vasca calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona, alla doccia saponata prima di entrare in acqua, ai due metri di distanza anche per le docce e ingressi contingentati e così via - ha evidenziato ancora Duregon - un protocollo severo necessario malgrado fosse dimostrato che dai nostri rilievi nei mesi di riapertura la presenza del Covid nei centri sportivi era al di sotto dell'uno per mille: questo perché i frequentatori hanno un sano stile di vita, sono rispettosi delle regole di igiene, e stanno attentissimi non solo all'interno degli impianti ma anche fuori".

Antonio Rossi

Poche settimane anche l'ex olimpionico della canoa Antonio Rossi, oggi sottosegretario ai Grandi eventi sportivi di Regione Lombardia, in un'intervista era sceso scende in campo a fianco del mondo dello sport costretto a convivere ancora con le motle e forti restrizioni imposte dall'ultimo Dpmc. Restrizioni molto spesso contradditorie, come ci aveva raccontato lo stesso Rossi, che addirittura rischiano di creare sportivi di serie A e sportivi di serie B.