Milano, 15 novembre 2020 - Seconda domenica da zona rossa in Lombardia che da venerdì, dopo l'arancione “tecnico” assegnato dal monitoraggio della cabina di regìa ministero della Salute-Iss, ricomincia a sperare in un allentamento delle misure anti Covid. Da giorni l'indice Rt è sceso intorno all'1,5 a livello regionale e all'1,2-1,3 a Milano, e anche oggi si registra un calo dei nuovi positivi: 8.060 (ieri 8.129), pure con un lieve aumento dei tamponi: 38.701 quelli processati nelle ultime 24 ore, contro i 35.550 di ieri. E scende dal 22,8% al 20,8% il rapporto tamponi/positivi. Mentre preoccupa il dato relativo ai decessi, che oggi fanno registrare il dato più alto dall'inizio della seconda ondata: 181 morti in 24 ore, ieri erano 158. Numeri che portano il totale delle vittime da inizio pandemia in regione a 19.367. Ma il dato che desta maggiore preoccupazione resta la pressione sugli ospedali. Anche oggi si registra un nuovo aumento dei pazienti ricoverati in terapia intensiva: +20 contro i 16 di ieri (totale 837 posti occupati), mentre negli altri reparti sono ricoverate 160 persone in più nelle ultime 24 ore (complessivamente 7.781) Aumentano i guariti/dimessi +1.617 in 24 ore, di cui 7.972 dimessi e 130.900 guariti.

I dati delle province lombarde

E' ancora Milano la provincia più colpita nella seconda ondata del virus. Nonostante il calo dei positivi a livello regionale, oggi si registra un incremento nella città metropolitana, dove i nuovi casi sono 3.302, di cui 1.266 a Milano città (ieri erano rispettivamente 2.895 in provincia e 1.082 nel capoluogo). Resta sopra il migliaio di contagi anche la  provincia di Monza e Brianza che registra 1.140 positivi in un giorno, segue Varese con 684 e Brescia con 644. Aumenti più contenuti nelle altre province: a Pavia i nuovi positivi sono 465, a Como 425, a Bergamo +354,  a Lecco +329, a Mantova +214, a Lodi +149, Sondrio +92 e a Cremona +82. 

Covid Lombardia: i dati di domenica 15 novembre

I dati del 15 novembre in Italia  

Contagi in calo in tutta Italia. I nuovi positivi sono 33.979, ma con 195.275 tamponi, oltre 32mila meno di ieri. I decessi sono stabili a 546 (ieri 544). A guidare la classifica delle regioni più flagellate dal virus è sempre la Lombardia con 8.060 nuovi casi, segue il Piemonte con 4.021positivi e il Lazio con 3.159.

Ieo: Covid in Italia già a settembre 2019

Se l'ingresso ufficiale del Coronavirus nel nostro Paese è datato febbraio 2020 e riconducibile a Mattia, il paziente 1 di Codogno, oggi si scopre che il Covid 19 circolava in Italia già a settembre 2019. La conferma arriva da uno studio dell'Istituto dei Tumori di Milano e dell'università di Siena, che ha come primo firmatario il direttore scientifico Giovanni Apolone, pubblicato sulla rivista Tumori Journal. Analizzando i campioni di 959 persone, tutte asintomatiche, che avevano partecipato agli screening per il tumore al polmone tra settembre 2019 e marzo 2020, l'11,6% (111 su 959) aveva gli anticorpi al coronavirus, di cui il 14% già a settembre, il 30% nella seconda settimana di febbraio 2020, e il maggior numero (53,2%) in Lombardia. 

Fontana: l'ospedale in Fiera è la nostra forza

Se nella prima ondata l'ospedale in Fiera aveva ospitato pochi pazienti finendo al centro di feroci polemiche, nella seconda ondata si sta dimostrando un hub fondamentale, tanto che aumenta costantemente il numero di posti disponibili. E già alla fine della prossima settimana, potrebbero esserne attivi altri 20 per assistere pazienti Covid-19 particolarmente gravi. "L'ospedale in Fiera di Milano, che mai avrei voluto costruire e utilizzare, quello ritenuto da alcuni inutile oggi è il nostro punto di forza. Grazie al personale sanitario e infermieristico di tutti gli ospedali lombardi che, mosso da spirito solidaristico, come la dottoressa Malara (l'anestesista di Codogno che scoprì il paziente 1, ndr), sono venuti a svolgere la loro missione anche lontano dalle loro équipe dimostrando come la sanità lombarda è un'unica grande squadra!", ha scritto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana sul suo profilo Facebook.

Tampone o test sierologico? Quando farlo

Introvabili nella prima ondata, nella seconda sono diventati la chiave di volta per circoscrivere il virus e studiarne l'evoluzione. Tampone (o test molecolare) e test sierologico sono strumenti indispensabili per il tracciamento e per analizzare meglio i dati giornalieri sul contagio, che inevitabilmente sono legati anche al numero di tamponi effettuati. Ma quali sono le differenze tra i due esami? Il tampone serve per diagnosticare la presenza del virus nell'organismo e quindi a scoprire se c'è un'infezione in corso. I test sierologici servono invece per la ricerca degli anticorpi diretti contro il virus, per capire quindi se una persona è già̀ entrata in contatto con il Covid 19. Ecco un vademecum su tampone e test sierologico.

 

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