Wuhan un anno dopo il lockdown
Wuhan un anno dopo il lockdown

Milano, 23 gennaio 2021 -  Wuhan festeggia l'anniversario di un anno di lockdown con un misto di orgoglio e di cautela per una possibile ricaduta del contagio. Un anno fa l'inizio di un traumatico blocco di 76 giorni. Wuhan oggi non è quella città fantasma chiusa a chiave un anno fa. Eppure l'ansia si nasconde sotto la superficie. Rimangono vividi i ricordi in molti cinesi, che esprimono orgoglio per i "grandi sforzi" compiuti dal governo di Pechino e dai cittadini per contenere la pandemia. Il virus ha ucciso almeno due milioni di persone in tutto il mondo e continua a diffondersi, ma in Cina sono state segnalate meno di 5.000 morti dalle autorità, la stragrande maggioranza arrivata a Wuhan all'inizio della pandemia. 

A un anno esatto dal primo lockdown, oggi la Cina registra 107 nuovi contagi. Un dato leggermente in rialzo rispetto ai 103 contagi di ieri. Secondo le autorità 90 dei casi sono infezioni locali. La provincia del nordest di Heilongjiang ha registrato 56 contagi e il confinante Jilin altri 13.  Pechino e Shanghai hanno segnalato tre casi ciascuna e la provincia dell'Hebei dove si trova la capitale cinese 15. I casi asintomatici, che in Cina non vengono inseriti nei dati, sono scesi da 119 a 99. 

Ieri, alla vigilia del primo anniversario del lockdown dei suoi 11 milioni di cittadini, Zhou Xianwang si è dimesso da sindaco di Wuhan, il capoluogo dell'Hubei ed epicentro dell'epidemia di Covid-19. Lo riferiscono i media
ufficiali di Pechino, ricordando che Zhou era il sindaco della città durante la lotta al nuovo coronavirus. Tra le critiche sulla risposta tardiva da parte del governo cinese, Zhou fece a gennaio 2020 una rivelazione pesante: oltre
5 milioni di residenti di Wuhan erano partiti per le vacanze in patria e all'estero per il Capodanno lunare. La sua mossa portò diversi Paesi a decidere lo stop ai voli dalla Cina.