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14 gen 2022

"I corridoi turistici funzionano, bisogna ampliare le mete". Garavaglia scrive a Speranza

A fine mese scade l'ordinanza che permette di andare in vacanza in sei Paesi altrimenti vietati

Maldive Giugno 2004
nella foto il paesaggio visto prima del terremoto
ph marco luzzani/ag aldo liverani s.a.s.
Repertorio - Covid, focolaio alle Maldive con turisti italiani in vacanza positivi e in quarantena
Scorcio delle Maldive

Roma - Scadrà tra due settimane, il 31 gennaio, l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che a fine settembre 2021 ha istituito sei corridoi turistici. Che succederà dopo? Un'anticipazione dello scenario futuro arriva dalla lettera che il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha scritto oggi al collega Speranza "per sottolineare con vigore l'esigenza che il modello dei corridoi turistici venga rafforzato, mediante proroga dei corridoi già aperti, individuazione di nuove direttrici e una revisione in questo senso della ordinanza del ministero della Salute che li ha istituiti, procedendo altresì a definire una cadenza quindicinale del monitoraggio".

Ma cosa sono i "corridoi turistici"? Sostanzialmente sono eccezioni alla regola che - causa Covid, ovviamente - vuole il divieto di viaggio se non per necessità in un lungi elenco di Paesi (Paesi dell'elenco E). Quindi il divieto di viaggio per vacanza non vale al momento per Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto (ma solo Sharm El Sheikh e Marsa Alam). L'idea è che per recarsi qui si seguano tutta una serie di protocolli rigorosi (vaccinazione completa o guarigione, più una serie di tamponi tra partenza e ritorno) per creare delle vacanze il più possibile Covid free e solo attravero agenzie turistiche specifiche. 

Com'è andata? Insomma, l'obiettivo "zero Covid" non è stato raggiunto e ci sono diversi casi di persone che si sono ritrovate bloccate per esempio alle Maldive a seguito di tamponi positivi. Ma Garavaglia è soddisfatto lo stesso: "Ad oggi risultano solo 204 viaggiatori positivi su un totale di 36.048 turisti, trasportati verso varie destinazioni nell'arco di diversi mesi Questo perché i corridoi sono comunque presidiati da protocolli sanitari e operativi che li rendono, in una delicata fase come questa, più sicuri rispetto al turismo fai da te".

D'altra parte quello del turismo è uno dei settori economici più penalizzati dai due anni di pandemia, come ricorda Garavaglia: "In questi mesi c'è stato un costante ascolto delle associazioni di categoria, culminato con l'incontro del 10 gennaio 2022 alla presenza di tecnici del ministero del Turismo e delle associazioni di categoria. Nel corso degli incontri fino ad oggi tenuti - si legge ancora nella nota - sono state discusse la necessità di proroga dei corridoi già aperti, la individuazione di nuovi corridoi e alcune notizie emerse sulla stampa che avrebbero messo in discussione la validità del modello. Il modello invece, alla luce dei dati che il ministro Garavaglia pone all'attenzione del ministro Speranza, sta rappresentando un essenziale volano per la riapertura dei flussi verso l'estero garantendo al contempo sicurezza sanitaria e ripresa delle attività economiche coinvolte".

Ma c'è anche un altro aspetto: i viaggi fai-da-te verso mete "proibite" perché inserite nell'elenco E stilato sempre da ministero della Salute non si sono mai fermati. Fare una vacanza, per esempio, in Messico o in Repubblica Dominicana, magari facendo uno scalo prima a New York, è assolutamente possibile nonostante sia vietato. Questo accade perché troppo spesso nessuno controlla le motivazioni di chi parte (che, per quanto riguarda l'Italia, sono legate a situazioni di necessità come lavoro e salute) e perché i Paesi di destinazione hanno regole diverse e non sono chiusi ai turisti. 

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