Rsa e emergenza coronavirus
Rsa e emergenza coronavirus

Milano, 23 maggio 2020 - Il 30% degli ospiti delle Residenze Sanitarie per Anziani (Rsa) della Lombardia è risultato positivo al Coronavirus. È quanto ha fatto sapere Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, ieri durante la diretta da Palazzo Lombardia: "Abbiamo concluso lo screening nelle Rsa, dove sono stati fatti tamponi a tutti gli ospiti – ha spiegato Gallera –. Sono stati fatti 57mila tamponi, compresi quelli di controllo. Dai risultati è emerso circa un 30% di positivi e tutti sono stati collocati in aree separate e curati in maniera puntuale".

Un dato che arriva nel giorno in cui l’Istituto Superiore di Sanità ha ricalcolato l’indice di contagio lombardo riducendolo da "moderato" a "basso", da 0,62 a 0,51. "Tradotto: perché una persona possa essere contagiata – ha precisato Gallera – deve entrare in contatto con due persone infette nello stesso momento". Attilio Fontana, presidente della Regione, esprime "soddisfazione per il dato diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità: un primo passo avanti verso la tanto auspicata nuova normalità e un premio alla volontà dei lombardi, cui va il mio ringraziamento, che hanno rispettato le regole. Guai però ad abbassare la guardia".

Ma la sanità lombarda resta al centro del dibattito pubblico. Dopo la bagarre di giovedì alla Camera dei Deputati, ecco ieri le parole di Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali, che dagli studi televisivi della Nove risponde così a chi chiede se il Governo abbia mai pensato di commissariare la sanità lombarda: "Noi abbiamo il dovere di mettere in sicurezza la Lombardia, poi ci sarà il momento della valutazione di che cosa è stata questa gestione. Riccardo Ricciardi (il deputato del M5S che giovedì ha scatenato la bagarre, ndr) ha detto alcune cose che sono sotto gli occhi di tutti: che in Lombardia la prevenzione territoriale pubblica meriti un investimento serio dello Stato è fuori dubbio e questo fa riflettere".