Mascherine in farmacia
Mascherine in farmacia

Brescia e Bergamo, 23 maggio 2020 - Il 62,5% di positivi tra le persone messe in quarantena nel territorio bresciano, il 58,3% nella Bergamasca. Così ha circolato il Sars-Cov-2 nelle due province più colpite da Covid-19 secondo la fotografia emersa dai test sierologici effettuati su cittadini inseriti nei percorsi epidemiologici regionali, ovvero persone messe in isolamento (senza tampone) perché entrate in contatto con positivi o perché presentavano sintomi Covid. Dal 23 al 30 aprile, i positivi nell’Asst di Brescia sono stati il 50,4%, in Franciacorta il 68,9%; per questi territori, dal 4 al 20 maggio i test sono stati effettuati nei centri Synlab con esito positivo per il 63,1%. Nell’Asst del Garda, dal 23 aprile al 20 maggio gli anticorpi al Covid sono stati rilevati nel 64,1% dei casi.
Nel complesso, il 20% dei positivi è risultato tale anche al tampone. Per quanto riguarda Bergamo, su 6367 test sierologici effettuati tra i cittadini dal 23 aprile al 20 maggio, è risultato positivo il 58,3%. La percentuale scende al 29,6% tra i 10483 operatori sanitari che hanno fatto il test. Fondamentale è continuare a mantenere il distanziamento, anche grazie ai dispositivi di protezione individuale.

Per incrementare l’approvvigionamento, Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ha lanciato un progetto per realizzare una filiera circolare made in Italy per produrre e riciclare mascherine di uso civile, partendo da Brescia e Bergamo. "L’idea è di realizzare una filiera che va dalla progettazione alla produzione, dalla raccolta al riciclo fino alla re-immissione nel ciclo produttivo del materiale riciclato", ha raccontato all’Adnkronos Claudia Brunori, responsabile della divisione Uso efficiente delle risorse e chiusura dei cicli del dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali. "Oltre ad essere – prosegue - un’opportunità di buona pratica di lavoro e di riconversione delle attività produttive".

Il progetto prevede l’uso di filtri monouso in polipropilene, da inserire in mascherine lavabili e riutilizzabili che, una volta esauriti, potrebbero essere raccolti in contenitori smart e destinati al riciclo, col coinvolgimento del gestore dei rifiuti, per produrre altri filtri o altri materiali in tessuto non tessuto (Tnt) che rientrerebbero nel ciclo produttivo. "In collaborazione con Radici Group, Enea vorrebbe partire da un primo pilota da realizzare nella zona di Bergamo-Brescia", conclude Brunori. La filiera potrebbe aiutare a risolvere l’approvvigionamento di mascherine, che resta uno dei temi caldi della fase 2 (il Comune di Brescia ne fornirà 2 ad ogni famiglia). I numeri sui nuovi contagi fanno sperare sul buon esito del distanziamento sociale.

Secondo l’aggiornamento di Regione, ieri nel Bresciano sono stati rilevati 19 nuovi positivi (14.345 in totale), +51 nella Bergamasca (12732 in tutto. In Ats Brescia, i guariti sono 8121 (+72), mentre i decessi tra i positivi per Covid sono 2456, 8 in più di giovedì. "Quello che è successo in Lombardia è di una gravità inaudita, è una terza guerra mondiale – sottolinea Viviana Beccalossi, consigliere regionale che fa parte della commissione regionale d’inchiesta – ai parenti degli oltre 15mila morti lombardi serve una risposta e la daremo con la commissione".