Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco

Milano, 22 ottobre 2020 - Lombardia e Milano osservate speciali per il boom di contagi da Coronavirus. La seconda ondata ha sfondato con più di quattromila nuovi positivi ieri. Quasi metà, 1.858, nella provincia di Milano, e 753 in città. Basteranno le nuove misure adottate dal Governo e da Regione Lombardia? 

"Si tratta di una prima stretta, è solo un giro di vite ma è possibile che tra qualche settimana  se ne debbano fare due o tre. Chiudere anche altri aspetti, le piscine, le sale gioco, tutto quello che in qualche modo è superfluo", ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco a 'Ogni Mattina' su TV8 rispondendo in particolare sulla situazione del capoluogo lombardo. "Io credo che questo primo step - ha spiegato - sia stata una decisione difficile per l'equilibrio politico fra la salute e l'aspetto economico. E' un primo step e bisognera' valutare quelli che potranno essere gli effetti che purtroppo vedremo solo dopo una o due settimane. E dobbiamo attenderci nei prossimi giorni, temo, ancora un incremento di casi e pensare a stringenze piu' ampie che erano le indicazioni che il Comitato tecnico scientifico avevamo e abbiamo suggerito".

"L'elemento che anche la Merkel ha detto - ha sottolineato Pregliasco - e' di evitare il piu' possibile i contatti. Noi dobbiamo partire dal presupposto che ogni contatto interumano e' un potenziale rischio. Noi pensiamo che sia soprattutto un richiamo ai cittadini e che in qualche modo si veda una riduzione della parte meno essenziale dei contatti pero' temo che non possa essere completamente soddisfacente e si dovra' andare oltre" ha concluso. 

Pregliasco non esclude l'eventualità di far diventare Milano 'zona rossa':  "L'istituzione di una zona rossa va considerata come ultima ratio, ma se il quadro epidemiologico dovesse peggiorare ulteriormente e la curva non si invertisse, anche quella sarebbe una possibilità da valutare", e nel caso dovrebbe riguardare "l'intera area metropolitana". In questo momento, ha sottolineato il medico  "bisogna pianificare in modo razionale e coordinato una serie di restringimenti. Inizialmente sotto forma di raccomandazioni", ma se queste non basteranno, "in situazioni gravi" le restrizioni dovrebbero diventare "più stringenti o obbligatorie".  E, infine, una proposta: "Si potrebbe valutare il coprifuoco già dall'ora dell'apertivo, diciamo intorno alle 18".