Il Covid-19 in Lombardia ha provocato 94.972 contagi e 16.470 vittime
Il Covid-19 in Lombardia ha provocato 94.972 contagi e 16.470 vittime

Milano, 12 luglio 2020 -  Con i 67 nuovi casi scoperti ieri, la Lombardia è arrivata a 94.972 contagiati in pandemia, compresi i 16.470 morti, perché ieri ce ne sono stati altri quattro. E a parte il mistero della Cina - il Paese d’origine del coronavirus in sei mesi ha dichiarato meno contagiati (85.487) e un quarto dei decessi (4.648) registrati in meno di cinque mesi in Lombardia -, il tasso di mortalità nella nostra regione risulta più elevato anche rispetto ad altre regioni occidentali tra le più colpite dalla pandemia. Questo dipenderebbe dalla percentuale di popolazione anziana, doppia rispetto a queste altre aree metropolitane europee e nordamericane.

Un’ipotesi confermata da uno studio dell’università Vita-Salute del San Raffaele, pubblicato sulla rivista Acta Biomedica , che ha standardizzato per età i tassi di mortalità da Covid19 in nove ambiti metropolitani: l’Île-de-France, la Greater London, la regione di Bruxelles-Capital, la Comunidad autonoma di Madrid, la Catalogna, la regione di Stoccolma, quella di Copenhagen e lo Stato di New York, oltre alla Lombardia. Tra queste aree simili dal punto di vista demografico, delle attività commerciali e degli spostamenti, quella con un tasso di mortalità da Covid19 più elevato, dopo la standardizzazione per età, risulta New York (296,1 decessi per centomila abitanti), seguita da Bruxelles (177,8), Barcellona (174), Madrid (166,6). La Lombardia è a metà classifica, quinta con 141 morti per centomila abitanti davanti a Stoccolma (137,1) e Londra (123,25), Parigi (82,1) e Copenhagen (44,2). Secondo i ricercatori, a spiegare le differenze rispetto ai tassi grezzi è la diversa distribuzione per età delle popolazioni, combinata con la letalità del Covid19 tra gli over 70, che in Lombardia sono il 17%, contro il 9,5% nella capitale belga, il 7,9% nell’area di Londra e il 6,9% in Catalogna, ad esempio.

La Lombardia , sottolineano i ricercatori, è una delle poche tra queste aree in cui la metropoli – Milano – non è stata investita in maniera rilevante dall’epidemia, e ha avuto tassi di mortalità inferiori a quelli regionali. E però, notano ancora dalla Vita-Salute, la mortalità in Lombardia, che a 30 giorni dall’inizio dell’emergenza (ad aprile erano stati divulgati i primi dati, su sei ambiti metropolitani) era una delle più basse, è cresciuta più che altrove tra la quarta e la settima settimana e ha avuto una discesa più lenta. Un andamento simile a quello di Stoccolma, che secondo gli epidemiologi rende necessario un approfondimento che tenga conto delle diverse politiche di gestione della fase 1 e della fase 2, e del ruolo che possono aver avuto i focolai nelle Rsa.