Coronavirus
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Milano, 26 giugno 2020 - Sono 156 i nuovi casi di coronavirus oggi in Lombardia (su 259 in tutta Italia), per un totale di malati Covid dall'inizio dell'epidemia che sale a 93.587. Dei nuovi casi, 51 arrivano a seguito di test sierologici e 72 sono 'debolmente positivi'. Ieri i nuovi contagi accertati erano stati 170. I decessi registrati oggi sono invece 16, in calo rispetto ai 22 di ieri (16.624 dall'inizio dell'epidemia). Complessivamente i tamponi effettuati risultano 1.004.753, +14.101 rispetto a ieri: superata dunque la soglia del milione di tamponi processati. Aumentano i guariti e i dimessi: sono complessivamente 65.323 (62.773 guariti e 2.550 dimessi), +492 rispetto a ieri. Diminuiscono le persone ricoverate in terapia intensiva dove i letti occupati sono 47, uno in meno rispetto a ieri. I ricoverati negli altri reparti flettono con più velocità: sono 501, -121 nelle ultime 24 ore secondo i dati forniti dalla Regione Lombardia. "I dati di oggi - commenta Giulio Gallera, assessore al Wellfare - evidenziano un ulteriore, importante calo dei pazienti ricoverati nei nostri ospedali, che si assestano a quota 501 rispetto ai 620 di ieri"

I numeri nelle province

Per quanto riguarda la diffusione territoriale del virus, la provincia di Bergamo con 44 nuovi casi è quella che conta più nuovi positivi nelle ultime 24 ore in Lombardia. Nel Milanese sono 33 i casi, di cui 10 a Milano città. A Brescia si contano 27 nuovi pazienti positivi, in tutte le altre province si è sotto la decina. A Como e Monza Brianza si è a 9; a Varese 8, a Sondrio 7, a Mantova 5, a Pavia, Lecco e Lodi 3. Chiude Cremona con un solo caso.

Indice Rt lombardo sopra soglia dell'1

C'è anche la Lombardia tra le regioni con indice di contagio Rt sopra 1: sono il Lazio (1,24), che era già sopra la soglia la scorsa settimana, l'Emilia Romagna e la Lombardia, che salgono a 1,01 rispettivamente da 0,62 e 0,82. E' quanto emerge dal report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss.

Screening a San Giovanni Bianco: quasi 40% contagiato

E' terminato lo screening a San Giovanni Bianco (Bergamo) e quasi il 40% della popolazione risulta aver avuto il Covid 19. Il campione esaminato è stato di 1700 cittadini (su una popolazione totale di circa 4700), sottoposti prima al sierologico e poi al tampone. Di questi, il 38,8% è risultato positivo al test sierologico, pari a 660 persone. 

Mascherine all'aperto: ecco quando si decide

Bisognerà aspettare lunedì 29 giugno per sapere la decisione definitiva della Regione Lombardia sul mantenimento dell'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto, in scadenza il 30 giugno. L'ipotesi più probabile, al momento, è la proroga della misura anticontagio almeno fino al 15 luglio, anche se uno stop non è ancora del tutto escluso. In fase di valutazione anche la ripresa degli sport di contatto, come il calcetto, e la possibilità di una riapertura di discoteche e sale da ballo in anticipo rispetto alla data del 14 luglio fissata dal Governo, come già avviene in alcune Regioni.

Caso Diasorin

Sempre in tema di test sierologici, Diasorin e la Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia hanno depositato ricorso al Consiglio di Stato per chiedere l'annullamento della sentenza con cuii il Tar della Lombardia aveva azzerato l'accordo tra la multinazionale e lo stesso San Matteo proprio sui test sierologici.

La paura del Covid contagia anche il lavoro

Il coronavirus contagia anche il lavoro e finora né i decreti per garantire una tutela d’emergenza ai lavoratori o sostegni alle imprese né, tanto meno, i tribunali chiusi stanno assicurando una tenuta della situazione occupazionale nel prossimo futuro. Anzi, si stanno verificando una serie di effetti anomali come nel caso di strani tipi di licenziamento o delle cosiddette "dimissioni indotte", situazioni nuove di lavoratori in difficoltà che dall’inizio dell’epidemia continuano a presentarsi all’Ufficio Vertenze della Cisl di Monza, Brianza e Lecco. Perché se da un lato sono stati bloccati (fino al 15 agosto) i licenziamenti per giustificato motivo, quelli dovuti alla crisi economica dell’azienda, dall’altro non lo sono quelli per motivi disciplinari e dall’inizio dell’epidemia sono casi in aumento. Come sono cresciute le dimissioni proprio in un periodo in cui, al contrario, ci si dovrebbe tener stretto il posto: tra marzo e maggio nell’area di Monza e Brianza le dimissioni sono state 89, di cui 41 di donne tra cui 5 in regime protetto con figli neonati.

Morti nella Bergamasca: "Ecco documenti e testimonianze"

Mentre i dati dei contagi risalgono, prosegue l'inchiesta per chiarire quanto accaduto nella Bergamasca. Spuntano nuovi documenti, sono state raccolte altre testimonianze a corredo delle denunce - una cinquantina depositate in procura a giugno - che potrebbero aiutare a spiegare cose successe la domenica del 23 febbraio all’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo. Sia i documenti che le testimonianze sono state raccolte e consegnate mercoledì mattina in procura dall’avvocato Consuelo Locati e Luca Fusco, due dei coordinatori del comitato “Noi Denunceremo-Verità e giustizia per le vittime di Covid-19“. L’indagine si ramifica in tre filoni e le ipotesi di reato sono omicidio colposo ed epidemia colposa.

"Troppo dolore": infermieri malati d'ansia

I numeri raddoppiano, ma la situazione è tornata più alla normalità. Ma le conseguenze dell'emergenza vissuta si fanno sentire: oltre la metà degli infermieri soffre di attacchi d’ansia e di panico e assume ansiolitici. La denuncia arriva dal sindacato infermieri NurSind. Statistiche suffragate dal racconto di un’infermiera che lavora nel reparto Covid di un ospedale brianzolo e che a sua volta ha raccolto le confidenze dei colleghi in anonimato, visto il divieto assoluto espresso dalle direzioni generali di raccontare cosa succedeva nell’inferno Covid. "Non faceva male dover trattenere la pipì o non mangiare; faceva male quello che ogni giorno eravamo obbligati a vivere e a vedere", spiega l’infermiera del NurSind.

La telemedicina è il futuro, Lodi il suo cuore

Per Zucchetti il futuro è la telemedicina. La software house lodigiana, guidata da Alessandro e Cristina Zucchetti, punta al mondo della sanità con la nuova business unit “Healthcare solutions“, che si occuperà di offrire soluzioni agli ospedali per gestire da remoto i pazienti. Il quartier generale del progetto sarà a Lodi. L’annuncio è stato dato ieri dall’azienda che ha inventato il telecovid, che ha permesso ai medici di tenere sotto osservazione i pazienti colpiti dal virus usciti dalla fase acuta, monitorandone i parametri direttamente a casa, oltre a liberare velocemente letti negli ospedali. Il programma ZCare Monitor, da marzo a oggi ha permesso di seguire da remoto 8mila malati di Covid in 11 Asst (si è partiti dall’ospedale di Lodi) di tutta Italia. Al momento sono circa mille i casi sotto osservazione. "L’obiettivo è di espandere la telemedicina ad altre malattie, magari quelle croniche", fanno trapelare dall’azienda che sulla business unit è ancora a lavoro. Novità sono attese in autunno.