Coronavirus
Coronavirus

Milano, 5 giugno 2020 - Con 19.389 tamponi eseguiti in un giorno, sono 402 i nuovi positivi al coronavirus registrati in Lombardia: si tratta dunque del 2,1% dei controlli realizzati, percentuale inferiore al 2,5% di ieri, quando i nuovi casi erano stati solo 84 ma a fronte di 3.410 tamponi. I decessi sono stati 21 (ieri erano 29) per un totale di 16.222 morti dall'inizio dell'epidemia. I ricoverati in terapia intensiva sono 120 (-5), negli altri reparti 2.960 (+6).Ad oggi il numero totale di tamponi realizzati supera gli 800mila (800.276) mentre il numero di contagiati è di 89.928. Gli attualmente positivi sono invece 19.853 (-371), i nuovi guariti/dimessi 752 che oportano il totale a 53.853. 

Coronavirus Lombardia

I dati nelle province

Nel corso delle ultime 24 ore, il numero di contagiati nell'area metropolitana di Milano è aumentato di 99 unità che portano il totale dall'inizio della pandemia a 23.306. Di questi, 73 sono a Milano città dove il totale è salito a 9.890. Ieri gli aumenti erano stati rispettivamente di 31 e 16 unità ma, appunto, con un numero di tamponi nettamente inferiore. Per quanto riguarda le altre province, i nuovi positivi sono aumentati di 73 a Bergamo, di 89 a Brescia, di 18 a Como, di 11 a Cremona, di 4 a Lecco, di 10 a Lodi, di 13 a Mantova, di 8 a Monza Brianza, di 22 a Pavia, di 10 a Sondrio e di 28 a Varese.

Coronavirus province

Commissione inchiesta: Baffi si dimette

La codognese Patrizia Baffi, consigliere lombardo di Italia Viva eletta tra le polemiche a presiedere la commissione d'inchiesta regionale sul covid-19, si è dimessa, dopo la richiesta di lasciare l'incarico da parte dei vertici nazionali del suo partito, oltre che da Pd e 5 Stelle, e le polemiche in seguito alla sua elezione. Le dimissioni sono state rassegnate questo pomeriggio con una lettera al presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi.

Gallera: dal 11 maggio segnalati 9mila sintomatici

Il sistema di sorveglianza sul territorio ha finora generato da parte dei medici di medicina generale 9.178 segnalazioni (complessivi al 3 giugno) di cittadini con sintomatologia simil influenzale oppure con una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi rilevata sui luoghi di lavoro. Nella prima settimana (11/17 maggio) le segnalazioni sono state 2.772, nel corso della seconda (dal 18 al 24 maggio) 3.160 e nella terza (25/31 maggio) 2.545". I numeri sono stati fornuti dall'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

Nuova ordinanza: riaprono centri benessere e funivie

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato una nuova ordinanza che consente, da domani, sabato 6 giugno, la ripresa delle attività degli impianti a fune e di risalita anche ad uso turistico, sportivo e ricreativo e la riapertura dei centri termali e benessere. Ovviamente dovranno essere rispettate le misure di prevenzione divulgate dalla Regione.

Signorelli: trend buono, ora evitare seconda ondata

Per il professor Carlo Signorelli, professore di Igiene e sanità pubblica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e all'università di Parma, in Lombardia "il trend è in discesa per quanto concerne positivi, posti letto in terapia intensiva e ricoveri negli altri reparti. I decessi purtroppo sono l'ultimo anello della catena perché mostrano effetto di infezioni qualche settimana prima. Questi numeri sono importanti perché sono ormai passate due settimane dalla ripresa del 18 maggio, ben più massiccia di quella del 4 maggio. Vuol dire che le riaperture, mantenendo uso mascherine, distanziamento e cautele necessarie non hanno interrotto la discesa indicatori".

Morti nelle Rsa, centro inchieste sui tavoli dei pm

In tutta la Regione si indaga e si protesta. Ma a parte il clamore di Bergamo, dove è stato ascoltato fra gli altri come testimone il presidente della Regione, Attilio Fontana, le inchieste sulle case di riposo e sui decessi avvenuti dentro le strutture invase dal coronavirus non hanno ancora prodotto risultati concreti. Migliaia di documenti, circolari, mail, cartelle cliniche: da Milano e provincia fino al Lodigiano, ma anche Brescia, Pavia e Monza.

Codogno, il pronto soccorso è "sdoppiato"

L’immagine del 21 febbraio con gli occhi atterriti delle infermiere che chiudevano in tutta fretta le porte del pronto soccorso attorno alle 10.30 del mattino sembra, fortunatamente, un lontano ricordo. Ieri, a distanza di 104 giorni, il luogo dove Mattia Maestri, il paziente 1, era stato ricoverato, l’orologio della storia si è rimesso in moto. Ma come capita quando arriva, improvvisa, una bufera, quando le acque si calmano, la situazione che si ripresenta non può più essere come prima. Ed anche per il Pronto soccorso è iniziato un nuovo anno zero. I lavori di riqualificazione sono durati circa un mese e mezzo ed hanno permesso di presentare una struttura completamente diversa, “piegata“ al volere di un virus che ha decisamente costretto a modificare non solo i protocolli e gli ambienti interni, ma anche l’approccio sanitario. Tutto è stato pensato per garantire una doppia assistenza. E’ come se il Pronto soccorso avesse dovuto sdoppiarsi

Il racconto del 'paziente 1'

Sempre da Codogno arriva il racconto di Mattia Maestri, il 'paziente 1' che ha rilasciato una lunga intesvista a Sky Tg 24 ricostruendo la sua esperienza, dal Pronto soccorso alla terapia intensiva, dalla perdita del padre alla nascita della figlia. "Penso che sia stato più di un film quello che è successo - ha detto -. La mia malattia, la mia guarigione, il fatto che sia mia madre che mio padre che Valentina si siano ammalati, mia madre e Valentina sono guarite, mio papà non ce l'ha fatta. E poi la nascita di Giulia, tutto concentrato in un mese e mezzo scarso, è una cosa da film, forse anche di più di un film".