Coronavirus (Foto Ansa)
Coronavirus (Foto Ansa)

Milano, 5 giugno 2020 - L’incremento di cittadini lombardi risultati positivi al Covid-19 è di 84 nuovi casi, un aggiornamento in netta flessione rispetto a quello diffuso nella giornata di mercoledì quando il Pirellone ha comunicato 237 positivi in più rispetto a martedì. In base ai tamponi effettuati la percentuale di nuovi positivi è del 2,5%. Le vittime sono 29, un dato in linea con la giornata di mercoledì, mentre martedì 2 giugno erano 12. Complessivamente a livello nazionale il dato relativo alle persone decedute con tampone risultato positivo al coronavirus è salito a quota 33.689: poco meno della metà dunque è lombardo. Sei pazienti in meno rispetto alla giornata di mercoledì si trovano ricoverati nei reparti ad alta intensità di cura. Complessivamente il numero scende a 2.954, una flessione di 41 unità rispetto alla giornata di mercoledì. Nelle ultime ventiquattro ore sono guariti 41 nuovi pazienti: si tratta di lombardi che hanno contratto il virus e le cui condizioni hanno reso necessario o il ricovero in ospedale o il passaggio in pronto soccorso. Attualmente risutano ancora positivi nella regione 20.224 cittadini stesso dato di mercoledì.

Ancora tanti infetti, il caso Bergamo-Brescia

 L’epidemia va scemando, gli ospedali si svuotano e si spengono i monitor dei respiratori delle terapie intensive lombarde. Stiamo tutti meglio e le mascherine, per ora, bastano a evitare i disastri preconizzati prima della riapertura. Ma Bergamo e Brescia, le province frontiera del Covid-19, restano quelle con l’incidenza più alta, arrivando a sfiorare quasi il doppio della media di regionale di casi di Coronavirus ogni mille abitanti. Nell’arco di un mese il dato-indice cresce ovunque, perché salgono i numeri dei casi totali.  Ma i due territori dell’Est-Lombardia spiccano con incrementi maggiori, ampliando il distacco con Milano.

Morti nelle Rsa, centro inchieste sui tavoli dei pm

In tutta la Regione si indaga e si protesta. Ma a parte il clamore di Bergamo, dove è stato ascoltato fra gli altri come testimone il presidente della Regione, Attilio Fontana, le inchieste sulle case di riposo e sui decessi avvenuti dentro le strutture invase dal coronavirus non hanno ancora prodotto risultati concreti. Migliaia di documenti, circolari, mail, cartelle cliniche: da Milano e provincia fino al Lodigiano, ma anche Brescia, Pavia e Monza.

Codogno, il pronto soccorso è "sdoppiato"

L’immagine del 21 febbraio con gli occhi atterriti delle infermiere che chiudevano in tutta fretta le porte del pronto soccorso attorno alle 10.30 del mattino sembra, fortunatamente, un lontano ricordo. Ieri, a distanza di 104 giorni, il luogo dove Mattia Maestri, il paziente 1, era stato ricoverato, l’orologio della storia si è rimesso in moto. Ma come capita quando arriva, improvvisa, una bufera, quando le acque si calmano, la situazione che si ripresenta non può più essere come prima. Ed anche per il Pronto soccorso è iniziato un nuovo anno zero. I lavori di riqualificazione sono durati circa un mese e mezzo ed hanno permesso di presentare una struttura completamente diversa, “piegata“ al volere di un virus che ha decisamente costretto a modificare non solo i protocolli e gli ambienti interni, ma anche l’approccio sanitario. Tutto è stato pensato per garantire una doppia assistenza. E’ come se il Pronto soccorso avesse dovuto sdoppiarsi

Il racconto del 'paziente 1'

Sempre da Codogno arriva il racconto di Mattia Maestri, il 'paziente 1' che ha rilasciato una lunga intesvista a Sky Tg 24 ricostruendo la sua esperienza, dal Pronto soccorso alla terapia intensiva, dalla perdita del padre alla nascita della figlia. "Penso che sia stato più di un film quello che è successo - ha detto -. La mia malattia, la mia guarigione, il fatto che sia mia madre che mio padre che Valentina si siano ammalati, mia madre e Valentina sono guarite, mio papà non ce l'ha fatta. E poi la nascita di Giulia, tutto concentrato in un mese e mezzo scarso, è una cosa da film, forse anche di più di un film".

I dati delle province

In calo i nuovi casi di coronavirus nella Provincia di Milano, ieri erano 31 (mercoledì 37 e mrtedì 45). Stabile il trend nella città meneghina, dove i positivi al covid oggi sono 16 (mercoledì 14 e martedì 12) . Tra le altre province lombarde spicca Bergamo, che, dopo i 77 casi del giorno prima, ieri ne regsitrava solo uno. In discesa anche i numeri del contagio nelle altre province, con 20 casi a Brescia, 4 a Como, 1 a Cremona, 5 a Lecco, 2 a Lodi, 2 a Mantova, 3 a Monza Brianza, 6 a Pavia, 2 a Sondrio, e 6 a Varese.