Coronavirus, personale sanitario (Ansa)
Coronavirus, personale sanitario (Ansa)

Milano, 3 giugno 2020 - "Sono molto soddisfatto e credo che una scelta diversa non avrebbe avuto molto senso, sono soddisfatto soprattutto della considerazione che siamo entrati anche noi nella possibilità di circolazione, perché i numeri stanno andando bene. Questa è la cosa che mi rasserena di più e che mi fa dire che siamo orami indirizzati verso la fine di questo problema". Lo ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana, intervenendo a 'Mattino Cinque'.

Il governatore si è detto "soddisfatto" che la Lombardia non sia stata esclusa dalla libera circolazione tra regioni, possibile da oggi, ed esclude che ci siano state pressioni per anticiparla: "Credo che le pressioni derivassero dal buonsenso e dal fatto che se siamo uno Stato unito dobbiamo esserlo nella buona e nella cattiva sorte. Credo che non ci fossero delle ragioni anche nei numeri che giustificassero un comportamento di questo genere". Quindi ha aggiunto: "Ritengo che l'Italia si debba ripresentare all'Europa e al mondo nella sua compattezza, nel fatto che abbiamo superato un momento difficile, chi più chi meno, ma che adesso vogliamo ripartire tutti quanti insieme, con la stessa determinazione".

Fontana ha proseguito: "Ci sarà sicuramente un impatto perché tutta la situazione e' stata molto difficile da superare. Ma nonostante le difficoltà che dovranno affrontare gli operatori nel campo del turismo ho notato con piacere come le cancellazioni delle prenotazioni si stanno riducendo, mi fa piacere che la gente abbia voglia di venire in Lombardia". Poi, ha concluso: "Io credo che agli italiani si debba dire che la vita puo' ricominciare a essere normale, ma si debba anche dire che quelle precauzioni devono essere mantenute. Non si puo' pensare che tutto sia tornato come prima, abbiamo riacquistato una parte della nostra libertà ma qualcosina ancora no, come la mascherina, la distanza sociale e gli assembramenti (COSA CAMBIA DAL 3 GIUGNO)". 

Zangrillo: "Seconda ondata? Non ha senso parlarne"

Anche Alberto Zangrillo, direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano, guarda al futuro: "Continuiamo gradualmente a riprendere in mano la nostra vita, facendo qualche piccolo sacrificio senza terrorizzare nessuno: se diciamo una verità dimostrata, gli italiani continueranno a seguirci". "Dobbiamo rimanere attenti - ha ribadito l'esperto a 'Laria che tira' su La7 - ma prepararci anche a riprendere in mano il nostro futuro, anche da un punto di vista sanitario. Cerchiamo di prepararci, in modo che se il virus torna a settembre lo ammazziamo subito.  "Il virus è con noi e dobbiamo imparare a conviverci. Nessuno, nemmeno noi, ha mai potuto dimostrare che è modificato. L'evidenza clinica, non solo nelle terapie intensive ma anche nei pronto soccorso, ci porta a dire che la manifestazione patologica è in via di netto affievolimento. Non c'è più un'evidenza clinica che debba preoccupare. Chiunque si possa permettere di dire 'ci sarà una seconda ondata a ottobre o a dicembre' dice cose che non hanno senso da un punto di vista scientifico. E' come dire 'a Milano a Sant'Ambrogio nevicherà'". Zangrillo ha voluto anche nuovamente puntualizzare: "Fare le affermazioni che ho fatto io non significa esortare le persone ad essere irresponsabili. Le misure di distanziamento e lockdown sono servite per portarci a questo punto e vanno mantenute. Non voglio essere strumentalizzato dal punto di vista politico, morirò da medico".

Frontiere aperte ma solo agli svizzeri

Da oggi, mercoledì 3 giugno, riaprono i confini regionali e anche i lombardi, che fino all'ultimo hanno temuto di venire esclusi dal provvedimento, potranno muoversi liberamente al di fuori della propria regione. Non sarà ancora un liberi tutti, ma c'è qualche concessione in più. Restano, però,i divieti tra Italia e Svizzera, e in particolare tra le province di Como e Varese con il Canton Ticino o di Sondrio con i Grigioni. O meglio restano solo a senso unico considerato che se con il lockdown ha coinciso con la (quasi) serrata delle dogane, da oggi il Belpaese riapre le sue porte ma la Svizzera no. 

Immuni, è corsa all'App che mappa i contagi

In ventiquattro ore l’app Immuni è stata installata su oltre mezzo milione di smartphone. "I cittadini ne hanno capito l’importanza e l’utilità – ha dichiarato soddisfatta il ministro per l’innovazione, Paola Pisano –. Ad oggi siamo il primo grande Paese d’Europa e uno dei primi Paesi del mondo a usare una tecnologia simile per il contrasto del virus".

Riapre il Pronto soccorso di Codogno

Intanto domani riapre il Pronto soccorso dell'ospedale di Codogno, chiuso dallo scorso 21 febbraio dopo la scoperta del 'paziente 1'. Sottoposto a doppia sanificazione e riorganizzato con percorsi alternativi per pazienti sospetti Covid e e pazienti no-Covid, torna a disposizione del territorio e allo stesso tempo rappresenta un passaggio anche simbolico dalla fase di piena emergenza a quella dell'auspicato ritorno alla normalità.