Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

Milano, 2 giugno 2020 - Sono 12 le persone morte per coronavirus in Lombardia nelle ultime 24 ore, uno dei dati più bassi dall'inizio dell'epidemia, che ha causato il decesso di 16.143 persone. Con 8.676 tamponi effettuati, si sono registrati 187 nuovi contagi (ieri erano stati 50), per un rapporto positivi/tamponi pari al 2,2%, in crescira rispetto all''1,4% di ieri. In totale, dall'inizio della pandemia sono risultati positivi 89.205 cittadini lombardi. Cala il numero dei ricoverati: 166 in terapia intensiva, uno meno di ieri, e 3.021. negli altri reparti (-64). Attualmente i positivi sono 20.255 (-606 rispetto a ieri) mentre i dimessi/guariti sono saliti a 52.807, 781 in più rispetto a ieri. Questi i numeri ufficiali resi noti da Regione Lombardia nella giornata odierna, martedì 2 giugno; altri 1.942 tamponi sono in fase di verifica.

Dati del 2 giugno

I dati delle province

Il numero di positivi al coronavirus nella provincia di Milano sale a 23.139 (+45) di cui 9.808 (+12) a Milano città. In provincia di Bergamo, invece, si sono registrati nelle ultime 24 ore altri 14 casi di coronavirus, raggiungendo un totale complessivo di 13.388; a Brescia il totale eè di 14.810 (+36); Como 3.880 (+26); Cremona 6.464 (+3); Lecco 2.751 (+6); Lodi 3.476 (+2); Mantova
3.365 (+8); Monza Brianza 5.528 (+7); Pavia 5.362 (+23); Sondrio 1.468 (+4); Varese 3.632 (+10).

Dati contagio 2 giugno per provincia

Riaprono i confini regionali

Da domani, mercoledì 3 giugno, riaprono i confini regionali e anche i lombardi, che fino all'ultimo hanno temuto di venire esclusi dal provvedimento, potranno muoversi liberamente al di fuori della propria regione. Non sarà ancora un liberi tutti, ma c'è qualche concessione in più, che va ad aggiungersi all'apertura di piscine, palestre e altre attività che con l'arrivo di giugno hanno ripreso a funzionare anche nella regione più colpita dal coronavirus. 

Premiata dottoressa che scoprì il 'paziente 1'

Il premio 'speciale' Rosa Camuna sarà assegnato ad Annalisa Malara, la 38enne anestesista cremonese in serivio all'ospedale di Codogno che scoprì la positività del 'paziente 1' al Covid-19. Si tratta del più altro riconoscimento assegnato dalal Regioen Lombardia. 

App immuni: uno su tre non la vuole

Non si può dire che l’App Immuni abbia fatto breccia nel cuore dei cittadini. Quasi un terzo degli italiani (30%) dichiara che "per nulla" o "poco probabilmente" scaricherà l’applicazione che da ieri è disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google. Gli utenti sarebbero preoccupati di un eccessivo controllo da parte dello strumento, sentendosi limitati nella propria libertà individuale. E se un altro 30% è in mezzo al guado, solo il 40% si dichiara sufficientemente propenso ad affidarsi a una App di tracciamento. È quanto emerge dai primi risultati di una nuova “wave” di ricerca lanciata, nell’ambito del progetto Craft dell’università Cattolica, dal team di ricerca dell’EngageMinds Hub dell’Ateneo del Sacro Cuore coordinato dalla professoressa Guendalina Graffigna (coi ricercatori Greta Castellini, Lorenzo Palamenghi, Mariarosaria Savarese e Serena Barello) relativa alle ricadute dell’emergenza sanitaria sulle percezioni dei consumatori italiani. 

Lombardia, anticorpi in un test su cinque

Sono 161.322 i test sierologici effettuati sinora dal servizio sanitario regionale: la Lombardia, che ha iniziato la sua campagna di screening il 23 aprile, ha superato la quota-target di 150mila test fissati per l’indagine epidemiologica nazionale avviata dal Ministero della Salute e dall’Istat in duemila comuni italiani. E uno su 5 dei testati lombardi (il 20%) è risultato positivo agli anticorpi del coronavirus. La Regione sinora si è concentrata su operatori sanitari e persone che erano state a casa in quarantena (per sintomi Covid-compatibili o per essere contatti stretti di un positivo) ma non avevano mai fatto un tampone. In base ai dati che Il Giorno ha potuto consultare, hanno scoperto di avere gli anticorpi 32.968 tra operatori sanitari e “civili”.

"Il virus in autunno? Difficile una nuova ondata"

Sono in molti ad agitare lo spettro del ritorno della pandemia a settembre, se non si porrà la massima attenzione durante l’estate. Non è di questo parere il radiologo dell’ospedale di Crema, Maurizio Borghetti, primo ad annunciare l’attenuarsi del virus. "C’è chi prevede nuove ondate in autunno. Secondo il mio modesto parere è meglio non avventurarsi in previsioni catastrofiche. Le epidemie si sono sempre verificate a distanza di anni, se non decenni".