Lotta al coronavirus
Lotta al coronavirus

Milano, 2 giugno 2020 - Cinquanta i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore in regione ma in rapporto a 3.572 tamponi, “solo“ l’1,4% del totale di test processati oggi è risultato positivo facendo registrare un calo rispetto alle ultime settimane. L’indice scende anche rispetto all’1,7% della vigilia. Da inizio pandemia a oggi i positivi registrati in Lombardia sono così saliti a quota 89.018 pazienti. Nelle Terapie intensive lombarde scende ancora il numero di pazienti ricoverati con tre malati i Covid in meno che portano il totale dei posti letto occupati a quota 167. I ricoverati per il virus negli altri reparti della rete ospedaliera lombarda, e quindi casi meno gravi, sono un totale di 3.085 pazienti: un calo di 46 unità. Il numero totale di dimessi dagli ospedali regionali è di 52.026 unità dall’inizio dell’emergenza con 166 dimessi nelle ultime 24 ore Domenica erano invece stati 990. Gli attualmente positivi tra quarantene e ricoveri secondo l’ultimo bollettino della Regione scendono invece a 20.861 casi totali 135 in meno rispetto a domenica. Ancora in calo i morti rispetto ai giorni scorsi: sono 19secondo gli ultimi dati della Regione, una cifra che porta il bilancio delle vittime a salire a quota 16.131. Domenica erano 33.

Peregliasco: "Dati positivi, ma il virus non è sparito"

"I numeri di oggi della Protezione civile sono un bel risultato", ha commentato il virologo dell'università di Milano Fabrizio Pregliasco. E ha sottolineato: "Non sono stati fatti tantissimi tamponi ma emerge un calo oggettivo dei casi, e dei decessi, anche in Lombardia. Bene, dunque, ma ricordiamo che questo virus può fare sorprese, anche in positivo, e non è sparito dall'Italia. Dunque teniamo alta la guardia". Quanto alle polemiche innescate dalle parole del collega del San Raffaele Alberto Zangrillo, Pregliasco ha aggiunto: "E' stato evidenziato qualcosa che vediamo anche noi, ovvero non solo una riduzione nel numero di casi, ma soprattutto casi clinici meno preoccupanti. Però è importante non abbassare la guardia, perché il virus non è sparito e c'è ancora il rischio di focolai. Dunque bene i dati, ma guarda alta", ha concluso l'esperto

App immuni: uno su tre non la vuole

Non si può dire che l’App Immuni abbia fatto breccia nel cuore dei cittadini. Quasi un terzo degli italiani (30%) dichiara che "per nulla" o "poco probabilmente" scaricherà l’applicazione che da ieri è disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google. Gli utenti sarebbero preoccupati di un eccessivo controllo da parte dello strumento, sentendosi limitati nella propria libertà individuale. E se un altro 30% è in mezzo al guado, solo il 40% si dichiara sufficientemente propenso ad affidarsi a una App di tracciamento. È quanto emerge dai primi risultati di una nuova “wave” di ricerca lanciata, nell’ambito del progetto Craft dell’università Cattolica, dal team di ricerca dell’EngageMinds Hub dell’Ateneo del Sacro Cuore coordinato dalla professoressa Guendalina Graffigna (coi ricercatori Greta Castellini, Lorenzo Palamenghi, Mariarosaria Savarese e Serena Barello) relativa alle ricadute dell’emergenza sanitaria sulle percezioni dei consumatori italiani. 

Lombardia, anticorpi in un test su cinque

Sono 161.322 i test sierologici effettuati sinora dal servizio sanitario regionale: la Lombardia, che ha iniziato la sua campagna di screening il 23 aprile, ha superato la quota-target di 150mila test fissati per l’indagine epidemiologica nazionale avviata dal Ministero della Salute e dall’Istat in duemila comuni italiani. E uno su 5 dei testati lombardi (il 20%) è risultato positivo agli anticorpi del coronavirus. La Regione sinora si è concentrata su operatori sanitari e persone che erano state a casa in quarantena (per sintomi Covid-compatibili o per essere contatti stretti di un positivo) ma non avevano mai fatto un tampone. In base ai dati che Il Giorno ha potuto consultare, hanno scoperto di avere gli anticorpi 32.968 tra operatori sanitari e “civili”.

"Il virus in autunno? Difficile una nuova ondata"

Sono in molti ad agitare lo spettro del ritorno della pandemia a settembre, se non si porrà la massima attenzione durante l’estate. Non è di questo parere il radiologo dell’ospedale di Crema, Maurizio Borghetti, primo ad annunciare l’attenuarsi del virus. "C’è chi prevede nuove ondate in autunno. Secondo il mio modesto parere è meglio non avventurarsi in previsioni catastrofiche. Le epidemie si sono sempre verificate a distanza di anni, se non decenni".

I dati delle province

Respirano anche le province nella prima giornata di giugno. I nuovi casi di positivi al coronavirus sono 18 a Milano e provincia, di cui 8 a Milano città. Dati in diminuzione rispetto a ieri, quando i nuovi contagi in tutta la provincia erano 32, di cui 13 in città. Il dato complessivo da inizio emergenza è di 23.094 positivi per l'area metropolitana e 9.796 per Milano città. In tutte le province i contagi si fermano sotto le due cifre. A Bergamo si registrano 8 nuovi casi (13.374 in totale), a Brescia 6 (14.774), a Cremona 2 (6.461), a Monza e Brianza 3 (5.521). Zero contagi a Lodi (3.474) e a Mantova (3.357). La provincia lombarda con meno positivi resta sempre Sondrio, dove oggi è stato individuato un solo nuovo contagio, che porta il totale a 1.464. Dati incoraggianti seppure a fronte di un numero basso di tamponi processati (3.572).