Coronavirus
Coronavirus

Milano, 1 giugno 2020 - Duecentodieci nuovi positivi a fronte di 12.427 tamponi effettuati, per un rapporto nuovi contagi-tamponi pari all'1,7%. Inolte, calano i decessi (33 contro i 67 di sabato), gli attualmente positivi (-813, 20.996 in totale) e i ricoverati, sia in terapia intensiva (-2, 170 in totale) sia negli altri reparti (-176, 3.131 in totale). Salgono infine di quasi mille unità (990) i pazienti guariti/dimessi. Questi i dati diffusi ieri dalla Regione circa l'andamento del coronavorus in Lombardia.

I dati delle province

Sono solo 13 i nuovi positivi a Milano città e sono 32 in tutta la città metropolitana di Milano. Crescono i casi nella provincia di Bergamo, dove nelle ultime 24 ore i casi sono 43 contro i 21 di ieri. In aumento anche nella provincia di Brescia, dove si registrano 44 casi contro i 41 di sabato, a Como, con 13 casi rispetto ai 3 di ieri e a Varese, con 25 casi rispetto ai 4 del giorno prima. A Mantova si registrano 12 casi, rispetto ai 6 di sabato e a Cremona 11 rispetto ai 6 del giorno prima. A Lecco sono 7, uno in più di ieri e a Sondrio 3 contro 1 di sabato. Calano i casi nella provincia di Pavia, con 10 casi odierni contro i 35 di ieri, e a Lodi, dove i contagiati oggi sono 6 rispetto ai 10 di ieri. 

Pregliasco: "Situazione molto migliorata"

Dati che oggi fanno dira a Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi Milano, che "in Lombardia la situazione è molto migliorata grazie a una sistematica adozione di test sierologici e di tamponi che finalmente sono ampiamente disponibili". Il virologo, intervenuto alla trasmissione Agorà su Rai3. ha aggiunto: "Credo che la situazione sia sotto controllo e che la quota oggettiva di infetti sia bassissima: 2.4, e anche meno, per 10mila abitanti e quindi ritengo fondamentale questa apertura sempre nell'ottica di una vigile serenità; ci sarebbe voluto un lockdown molto più lungo per arrivare a un valore vicino allo zero. Il virus - avvertre Pregliasco - continua a circolare, ognuno di noi deve sentirsi responsabile, solo così elimineremo la possibilità di avere focolai". Secondo Pregliasco "il virus c'è ancora ma è meno aggressivo".

Zangrillo: "Il Covid dal punto di vista clinico non esiste più"

Parole che seguono quello pronunciate ieri da un altro scienziato, il primario del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva, ilqiale abvea detto chei il Covid-19 "dal punto di vista clinico non esiste più". Zangrillo, a proposito delle osservazioni sulla situazione della Regione Lombardia, aveva spiegato: "Che il virus dal punto di vista clinica non esista più lo dice l'università Vita e Salute del San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell'Istituto di virologia, professor Clementi, lo dice insieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri: i tamponi eseguiti negli ultimi dieci giorni hanno risultati con una carica virale dal punto di vista quantitativo infinitesimale rispetto ai tamponi eseguiti sui pazienti un mese fa". 

Gallera: "Serve ancora molta prudenza"

Una presa di posizione netta che non è piaciuta molto all'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, che parlando a Rtl ha detto: "Le cose vanno viste con grande prudenza, va dato un messaggio ai nostri cittadini che non è finito tutto quello che abbiamo vissuto, il rischio che ritorni in maniera forte c'e'". Nonostante ciò, in televisione a Mattinocinque, l'assessore ha ricordato che oggi in Lombardia riaprono piscine, circoli culturali e ricreativi, parchi tematici. E che "dal 3 giugno ci si muove liberamente fra le Regioni". Poi, ha definito "incomprensibile" l'atteggiamento della Grecia nei confronti dei cittadini di alcune regioni d'Italia che visiteranno il Paese. "In Europa - ha detto - ci sono nazioni che hanno visto una situazione molto peggiore per contagi", per esempio "il Belgio e la peggiore per numero di casi in rapporto alla popolazione", per cui "che ci si concentri su alcune zone d'Italia è anacronistico". Gallera ha anche parlato della polemica sui dati forniti dalla Regione, respingendo l'accusa di presunti "magheggi" nell'elaborazione e comunicazione dei numeri relativi al coronavirus. Per quanto riguarda invece l'inchiesta della procura di Bergamo sulla gestione dell'emergenza, Gallera non è entrato nel merito del suo interrogatorio come persona informata sui fatti ("è coperto dal segreto istruttorio") ma ha precisato: "Noi abbiamo sempre agito al meglio delle nostre possibilità. Quello che è successo in Lombardia non è paragonabile ad altre ragioni. Facciamo lavorare i magistrati e noi ci rimetteremo alle loro valutazioni". 

Covid-19, confermati i danni al cervello

Nel frattempo uno studio condotto da neuroradiologi dell'Irccs Humanitas di Rozzano conferma che il Covid-19 provoca danni anche al cervello, oltre che naturalmente anche ai polmoni. Il virus Sars-CoV-2 riesce infatti ad arrivare fino al cervello, alterando in particolare una regione cerebrale coinvolta nell'olfatto.

Trenord torna a pieno regime

Da mercoledì 3 giugno, il servizio ferroviario della Lombardia tornerà a offrire il 100% delle corse del periodo pre-Covid. Le corse in Lombardia aumenteranno da 1.500 a circa 1.900 al giorno: sarà garantito il 100% del servizio sulle grandi direttrici suburbane e i principali collegamenti regionali nelle ore di punta.Tuttavia, secondo le disposizioni sul distanziamento, saranno disponibili solo la metà dei posti sui treni: la segnaletica a bordo indica ai viaggiatori quali sedili si possono utilizzare.