Coronavirus, pronto soccorso dell'ospedale Niguarda
Coronavirus, pronto soccorso dell'ospedale Niguarda

Milano, 29 maggio 2020 - Sono 382 i nuovi contagiati dal coronavirus in Lombardia, con 15.507 tamponi effettuati per un totale di 88.183 positivi in regione. Ieri c’erano stati 216 nuovi casi, a cui però andavano aggiunti 168 tamponi effettuati nel corso della settimana a Bergamo. In aumento i casi a Brescia, che ha registrato 90 nuovi positivi (contro i 33 del giorno prima) e a Bergamo, con 69 (contro 30). Stabile la situazione a Milano: 76 casi (68), di cui 39 in città. Non accenna per fortuna a fermarsi il calo costante e proigressivo di malati ricoverati in Terapia intesiva. Ieri ne soono stati registrati 173, vale a dire 2 in meno rispetto al giorno precedente. E si segnala anche una diminuzione notevole dei malati ricoverati non in terapia intensiva: ieri ne sono stati segnalati ben 156 in meno, con una netta inversione rispetto a mercoledì, quando erano stati 4 in più. In totale i ricoverati non in Rianimazione sono 3.470. Secondo i dati diffusi ieri dalla Regione Lombardia, il numero dei guariti/dimessi è stato di 1.486 in un giorno, il che porta il dato complessivo dei malati dimessi dopo almeno un passaggio ospedaliero a quaota 49.296. Anche questo dato, dunque, continua ad essere positivo: mercoledì, infatti, le persone dimesse erano state poco meno della metà, 766. Da segnalare che attualmente i positivi in Lombardia sono 22.913. Il Covid-19 continua a mietere vittime, anche se i decessi ieri erano in diminuzione: ne sono stati registrati 20, vale a dire 38 in meno rispetto a quelli della giornata precedente (58). In totale il numero complessivo delle vittime della pandemia in regione è salito a 15.974.

Fontana: "Dati positivi, dal 3 giugno riapriremo i confini"

Per il presidente Attilio Fontana, "la situazione sta sostanzialmente migliorando"; perciò si dice "convinto che dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia". Qualcuno sostiene che da Fontana sarebbe stato lecito attendersi maggiore prudenza, ma l’ottimismo è condiviso anche da un addetto ai lavori, il professor Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e all’Università di Parma, anch’egli intervenuto ieri alla diretta Facebook: "Non esiste solo l’indicatore ‘RT’ per stabilire se una ragione è più o meno a rischio. L’algoritmo su cui si basa l’ISS fa riferimento a 21 valori che esaminano i singoli aspetti di questa malattia. E più che ai dati della singola giornata è necessario fare attenzione ai trend che, in Lombardia, sono in diminuzione".

Gallera: "Riapertura? Serve prudenza"

Più cauto l'assessore al Welfare, Giulio Gallera: "C'è un governo, ci sono degli indicatori raccolti a livello nazionale, lavoriamo tutti insieme. Io dico che ci vuole ancora prudenza per capire se siamo in una fase nuova e diversa oppure no". E, parlando della possibile riapertura dei confini regionali il 3 giugno, ha spiegato che  "per fare una valutazione complessiva su quella che è la diffusione" dei contagi del coronavirus dopo le riaperture della fase 2 "la data cardinale è l'8 giugno". 

Galli: "Più contagi in Lombardia? Tamponi arretrati"

Parare simile all'assessore Gallera è quello di Massimo Galli, primario infettivologo dell' ospedale Sacco di Milano, che a Sky Tg24 ha detto: "Dobbiamo vedere cosa succede entro l'8 giugno e forse anche nei giorni immediatamente successivi per vedere se qualcosa e' davvero successo in termini di nuovi contagi dopo le riaperture del 18 maggio. Quello che stiamo vedendo adesso e' in larghissima misura, direi per la quasi totalita', qualcosa che e' avvenuto parecchio prima. Sono i tamponi arretrati che molte persone hanno chiesto di avere e hanno finalmente avuto, anche perche' magari gia' manifestavano da un po' di tempo sintomi abbastanza inequivocabili". "Abbiamo avuto un problema di restrizione diagnostica - ha spiegato - che adesso mette abbastanza in confusione chi vede i dati prodotti della Lombardia che vedono per forza un aumento dei casi segnalati. Che questo pero' sia effettivamente l'esplosione di nuovi focolai successivi alla riapertura francamente, per gli elementi che abbiamo in mano, non mi sento di poterlo affermare". Quanto alla querelle sul virus "piu' buono", Galli ha sottolineato: "Il virus secondo me non e' meno aggressivo, ma quella che stiamo vedendo è la coda di un'epidemia che ha visto la parte centrale e peggiore dell'epidemia stessa essersi gia' espressa".

Fontana e Gallera dai pm a Bergamo

Dopo l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, è stato turno del governatore Attilio Fontana, che è stato sentito in Procura a Bergfamo come persona informata sui fatti nell'inchiesta sull'ospedale di Alzano, sulla 'mancata' zona rossa e sulle persone morte nelle Rsa. L'audizione è durata poco meno di due ore. All'esterno della Procura, durante la mattinata, si è itenuto un presidio per protestare contro la gestione dell'emergenza coronavirus. Un gruppo di cittadini composto da poche decine di persone, con anche alcuni sindacalisti, aveva srotolato uno striscione bianco con scritto "Fontana, Bergamo non dimentica" e un insulto in rosso. 

Frontalieri, lo sgambetto di Fontana

 Uno sconfinamento o uno sgambetto, a seconda dei punti di vista, quello tentato nelle scorse settimane dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, insieme al presidente del Canton Ticino Christian Vitta per cercare un’intesa al dilemma della doppia tassazione dei frontalieri. Siccome la competenza in materia è dello Stato a Roma l’iniziativa non è stata vista bene, soprattutto dal Pd. "Fontana, piegandosi completamente a tutte le richieste ticinesi, chiede al Governo italiano di abrogare l’accordo del 1974, che regola oggi i rapporti tra i due paesi e la fiscalità dei frontalieri, per sostituirlo con un nuovo testo che peggiora addirittura l’accordo “parafrato” dalle diplomazie nel 2015 – spiegano i parlamentari Dem, Chiara Braga e Alessandra Alfieri - La prima cosa che lascia sgomenti è la data della lettera: 30 aprile 2020. Nel pieno della più grave emergenza sanitaria che abbia mai colpito la Lombardia e che sta stravolgendo l’economia di frontiera, il presidente della Regione, al posto di mettere in campo misure per rilanciare i territori di confine, chiede subito un nuovo accordo fiscale sfavorevole per Comuni e frontalieri".

I dati delle province

I nuovi casi di coronavirus sono stati pari oggi a 39 a Milano e a 76 nell'intera provincia, con una sostanziale stabilità  rispetto a ieri, quando erano ammontati a 41 e 68.. Nelle altre province lombarde si registra una crescita dei casi a Brescia, da 33 a 90, mentre a Bergamo sono 69, a Como 31 e a Sondrio 23. Numeri più contenuti per Monza e Brianza (14), Lodi (13), Cremona (13), Varese (12), Pavia (9), Lecco (5) e Mantova (2)

I dati delle province di giovedì 28 maggio