Emeregenza Coronavirus
Emeregenza Coronavirus

Milano, 25 febbraio 2020 - Sono 240 i casi positivi di coronavirus nella regione Lombardia.  Per quanto riguarda i dati disaggregati a livello di Provincia quella di Lodi appare la più interessata dal fenomeno, seguita da Cremona, Pavia, Bergamo, Brescia e Milano, infine Sondrio.  L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera ha spiegato che dei pazienti contagiati oltre il 50% sta vivendo a casa, perché senza sintomi e il 40% è in ospedale sotto controllo dei medici. Sono stati coinvolti i laboratori di altri sei ospedali della regione per il controllo dei tamponi: "Al Sacco, alla Statale di Milano e al San Matteo di Piavia aggiungiamo altri sei laboratori" per processare i tamponi: "Niguarda, Policlinico di Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Melegnano". "Soltanto 21 persone positive hanno una situazione particolarmente critica e compromessa", hanno aggiunto dalla Regione. "Ora aspettiamo che passino 4 o 5 giorni per capire che effetto i provvedimenti che abbiamo preso possano dare. Noi siamo fiduciosi in un esito positivo" ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. 

La validazione dei casi

In queste ore è cambiata la procedura per certificare casi positivi e decessi. Servirà infatti la validazione dell'Istituto Superiore di Sanità. Si valuterà quindi anche i decessi fino ad ora associati al Coronavirus per capire se le morti siano da attribuire esclusivamente al coronavirus o a problematiche pregresse delle vittime. Nel frattempo sono tre ultraottantenni le ultime persone risultate positive in Italia decedute: un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo, un uomo di 91 anno di San Fiorano e una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi. Aggiunti alle altre vittime dei giorni scorsi portano a nove il numero dei decessi in Lombardia. Come per i casi precedenti i nuovi decessi riguardano persone, con un quadro clinico compromesso e non è detto, ha sottolineato l'assessore Gallera, che si tratti di persone uccise dal coronavirus. 

Il botta e risposta con Conte

In merito al botta e risposta con il premier Conte, Fontana ha spiegato di aver chiarito la situazione sulla gestione avvenuta all'ospedale di Codogno."Ritengo quelle affermazioni un errore e, infatti, il presidente del Consiglio ha rettificato". "L'ospedale di Codogno - ha aggiunto Fontana - non ha commesso alcun errore, anzi, rispetto ai protocolli previsti dal ministero ha anche fatto un passo in più. Ecco il motivo per cui mi sono innervosito ma, sicuramente, il presidente Conte se ne è reso conto". Nelle scorse ore era stato l'assessore Gallera a intervenire in merito alle frasi del presidente del consiglio. "Non si dica che qualcuno ha trascurato l'applicazione dei protocolli e delle procedure" (VIDEO) ha detto. 

Gallera, ripercorrendo le tappe della diffusione del Coronavirus, ha spiegato che "l'anomalia e la sfortuna del caso italiano, rispetto ad altri casi europei, è che la prima persona a evidenziare i sintomi (il 38enne del Lodigiano ndr) non è un contagiato diretto, ma un contagiato da una persona asintomatica". Per l'assessore "la difficoltà nell'individuare il paziente zero ha determinato questa situazione", con il mancato rapido isolamento del 38enne del Lodigiano. E ha sottolineato che il sistema sanitario lombardo nella risposta alla diffusione del coronavirus "è stato efficace, reattivo ed efficiente. Se fosse successo in un'altra regione, saremmo in una situazione disperata".

I posti letto

Parlando della capacità di accoglienza delle strutture ospedaliere lombarde, Gallera ha fatto sapere che "non c'è nessun tipo di problema". Dei 900 posti letto in terapia intensiva presenti in Lombardia "attualmente, tra strutture pubbliche e private, abbiamo 104 posti liberi". Le persone in terapia intensiva positive al Coronavirus, ha aggiunto, sono 21. "Ad oggi abbiamo una flessibilità di altri tra i 50 e i 100 posti oltre i 900, cioè posti che velocemente possiamo liberare e approntare come terapia intensiva, ma stiamo già mappando la possibilità di approntare altri posti" ha concluso Gallera. 

Come sottolineato da Gallera: "Nessun reparto di nessun ospedale della Regione Lombardia sta chiudendo, tutti operano. Dove sono stati trovati casi positivi" al coronavirus "si stanno facendo tamponi agli operatori sanitari". "Il sistema sanitario lombardo è un'eccellenza e anche in questa emergenza sono certo saprà dimostrarlo", ha ribadito il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Un grande ringraziamento va poi a tutto il personale medico, sanitario, infermieristico e della Protezione Civile che lavora ininterrottamente per assistere le comunità più colpite, in particolare, ma anche tutti i cittadini lombardi in generale", ha aggiunto Fontana. Per il presidente della Regione "uniti supereremo questo brutto momento".

 

Le strutture per l'isolamento

In merito alle strutture predisposte ad accogliere le persone in isolamento sono state individuato strutture militari vicino Linate, a Baggio e Piacenza.  "Sono una nella zona di Linate, con 59 posti in una, e 50 posti nell'ospedale militare di Baggio - ha detto l'assessore alla Protezione Civile Pietro Foroni -. Sono strutture dell'esercito e l'esercito sta verificando tutte le situazioni e così anche nella struttura di Piacenza, per un'altra quarantina di posti". "Queste situazioni sarebbero disponibili e pressoché pronte per eventuali necessita'", ha aggiunto Foroni.

Altri due casi al Policlinico di Milano

Sono risultati positivi al tampone del coronavirus due specializzandi, entrati in contatto con il dermatologo del Policlinico di Milano. Negativi invece gli altri due specializzandi, fra cui l'unico che aveva visitato delle persone nei dieci giorni considerati a rischio. I colleghi con esito positivo avrebbero avuto dei sintomi parainfluenzali al momento del tampone. Gli specializzandi entrati a contatto con il medico 50enne ricoverato all'ospedale Sacco di Milano sono in questo momento tutti in isolamento. Il camice bianco era rientrato dall'estero dopo un convegno in Germania (facendo tappa anche in Grecia) quando si è sentito poco bene. "Quando ho avvertito i primi sintomi, appena rientrato, mi sono presentato al Sacco - ha raccontato - perché già temevo che fosse qualcosa di meno di banale di una semplice influenza". Il dermatologo è stato quindi trattenuto e curato per una polmonite. Le sue condizioni sono migliorate tanto che il Sacco aveva deciso di dimetterlo sabato 22 febbraio. Nel frattempo, però, in Lombardia stavano esplodendo le positività al nuovo coronavirus e allora per scrupolo gli è stato fatto il tampone, risultato positivo. Il medico non è residente nella zona rossa della Lombardia, l'area del Lodigiano al centro dei contagi e si era recato a convegni in zona "non a rischio".

Positivo dipendente Banca Mediolanum di Basiglio

Un dipendente della sede di Basiglio, nel Milanese, di Banca Mediolanum è risultato positivo al Coronavirus. Lo informa la stessa societa'. Il collega, residente a Zavattarello (Pavia), è assente dall'azienda da venerdi' 21 febbraio e nel fine settimana e' stato contattato dalla competente Ats di Pavia, risultando positivo agli accertamenti. E' tuttora asintomatico ed e' in isolamento domiciliare. Mediolanum specifica che sono state poste in essere le opportune misure di sanificazione e igienizzazione del palazzo ove presta la propria attività il collega, ritenute idonee da parte delle competenti strutture sanitarie.

Positive turiste a Palermo, in Trentino e in Liguria

E' risultata positiva al test del coronavirus la turista di Bergamo da ieri in osservazione all'ospedale Cervello di Palermo. Era giunta nel capoluogo siciliano insieme ad alcune amici e aveva accusato sintomi influenzali. Alloggiava in un hotel in città. Confinati tutti coloro che hanno avuto contatti ravvicinati con la coppia, ai quali è stato nella notte prelevato un campione salivare mediante tampone faringeo (VIDEO). Positiva anche una donna di Codogno, nel Lodigiano, in vacanza in Trentino. Tra la notte e la prima mattinata di oggi cè stato il trasferimento in Lombardia in ambulanza. La donna era in vacanza da venerdì scorso con marito e figlio in un appartamento privato. I contatti con l'esterno - ha precisato Fugatti - sono stati minimi a quanto risulta. Primo caso anche in Liguria: una donna di 72 anni di Codogno che si trovava in un hotel ad Alassio. La signora  faceva parte di una comitiva che era lì dall'11 febbraio. Aveva fatto l'auto denuncia rivolgendosi, in orario notturno, all'ospedale di Albenga prima che scattasse l'ordinanza della Regione.  Il governatore Giovanni Toti: "Dopo il primo test positivo, stiamo effettuando un secondo test di verifica. Dopodiche', come concordato con il ministro Speranza e il premier Conte, ci sara' un ulteriore test presso lo Spallanzani che vidimera' eventualmente il caso".  Positivi anche due giovani bergamaschi di 24 anni che erano Innsbruck e un nuovo caso confermato dal sindaco di Fontanella, Mauro Brambilla.

Il 'paziente 1' e la moglie incinta

Sono gravi ma stabili le condizioni del 'paziente 1' ovvero del trentottenne di Codogno che è stata la prima persona risultata positiva al Coronavirus. È uno dei cinque ricoverati in rianimazione al Policlinico San Matteo di Pavia. La moglie, ricoverata al Sacco di Milano perché positiva al coronavirus, "sta bene, ha fatto l'ecografia e la gravidanza procede bene, la bambina sta bene e la gravidanza arriverà a termine". Lo ha detto all'Ansa uno dei dirigenti del gruppo podistico dove corrono la donna, ricoverata al Sacco di Milano, e il marito, ora ricoverato a Pavia. La donna "sta bene, è sempre stata bene, è positiva al coronavirus ma asintomatica" ha detto il dirigente, che l'ha sentita telefonicamente ieri. Poi, però ha aggiunto che  "purtroppo non riesce ad avere notizie sullo stato di salute del marito".

Zona rossa e posti di blocco nella Bassa

Sono passati da 15 a 35 i check point che presidiano la "zona rossa" del Lodigiano interessata dall'emergenza coronavirus. Lo ha riferito il capitano Michele Capone, comandante del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Lodi. L'ufficiale spiega che "i check point sono sensibilmente aumentati sul perimetro della cinturazione e alcuni sono stati allestiti anche all'interno della zona rossa". Sul posto, prosegue, "è arrivato anche personale dell'Esercito". I dieci comuni del Basso Lodigiano resteranno "blindati" fino a nuovo ordine, e gli abitanti assistiti dall’ospedale di Codogno, considerato il centro del focolaio dal quale si sono sviluppati "tutti o quasi tutti" i casi lombardi. Il resto della Lombardia è considerato "zona gialla", dove per sette giorni rinnovabili di altri sette sono chiuse le scuole di ogni ordine e grado, i musei, i cinema e i teatri, sospese tutte le manifestazioni comprese partite di calcio e funzioni religiose; aperti i negozi, i mezzi e i servizi pubblici con sportellisti dotati di mascherina; aperti solo fino alle 18 i bar, i pub e le discoteche, ma non i ristoranti perché non si riempiono mai troppo.  Tutte le misure

Sospesi esami per la patente

In Lombardia sono stati sospesi gli esami per la patente di guida negli uffici della Motorizzazione civile di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Pavia. Lo prevede il nuovo dpcm attuativo del decreto sul coronavirus. Per questo verranno prorogati i termini anche del foglio rosa.cVerra' stabilito anche "un numero massimo degli accessicgiornalieri" agli uffici della motorizzazione. 

Il numero verde

Per avere informazioni sul Coronavirus non bisogna telefonare al numero unico di emergenza 112 ma al numero verde  istituito dalla Regione Lombardia 800894545. Lo ha ribadito il  governatore Attilio Fontana iin apertura dell'aggiornamento relativo all'emergenza in Lombardia. "Evitiamo di intasare il 112 che è il numero per gli interventi" è l'appello rivolto da Fontana ai cittadini. In alternativa è possibile comporre il numero 1500. E' stato inoltre annunciato un potenziamento dei centrali, anche con volontari della Protezione Civile debitamente formati.