Milano - Trapelano le prime indiscrezioni sulle novità che potranno emergere dall'incontro di mercoledì tra Governo e Regioni pronte a modificare l'ultimo decreto, quello del 21 aprile scorso, che stabiliva le regole per la ripartenza valide dal 26 aprile al 31 luglio prossimo. Con la curva dei contagi e delle vittime che continua la lenta discesa, come dimostrano i 5.080 casi delle ultime 24 ore, mai così bassi dall'8 ottobre scorso la linea dell'esecutivo resta quella di procedere ad alleggerire le regole sulla strada nel programma delle riaperture in vista della stagione turistica.

Cambieranno indice Rt che terrà comto di nuovi paramtetri, il coprifuoco ma si attendono anche regole più leggere e riaperture per settore wedding, ristoranti al chiuso, piscine e centri commerciali nei weekend. Il tutto mantenendo sempre quel principio di gradualità e prudenza più volte sottolineato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, per fare in modo che non si debba tornare indietro e soprattutto evitare quanto accaduto nello scorso weekend a Milano nella notte di movida violenta. Sul fronte mascherine invece il sottosegretario Pierpaolo Sileri si dice d'accordo a toglierle all'aperto "ma solo raggiunta la soglia dei 30 milioni di vaccinati con la prima dose".

 

Coprifuoco

La prima modifica sostanziale riguarda proprio il coprifuoco attualmente fissato alle 22, che dovrebbe essere posticipato molto probabilmente alle 23. Da tampo il tema del posticipo del coprifuoco è diventato un vero cavallo di battaglia politica per il centrodestra, che tra ristoratori e piccoli commercianti conta un nutrito numero di elettori. Matteo Salvini è tornato sull'argomento anche oggi, spalleggiato dai governatori del centrodestra, da Giovanni Toti a Luca Zaia. La Regione Lombardia è stata ancora più esplicita votando una mozione per abolire il coprifuoco.  

Indice Rt

È molto probabile invece che ci sia un ragionamento sulla richiesta che arriva dalle Regioni di rivedere l'Rt: con il sistema in vigore, con Rt sopra 1 si passa automaticamente in arancione e con 1,25 in rosso. I dati attuali dicono che a rischiare il passaggio in arancione sono almeno in 3: Lombardia, Veneto e Campania. "A partire dalla prossima settimana l'Rt rischia di aumentare e ci potranno essere nuove zone arancioni - conferma l'analisi del Gimbe - ma se il governo dice che le riaperture sono irreversibili a questo deve corrispondere un cambiamento dei parametri". Mercoledì ci sarà una riunione tra il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, Roberto Speranza e le Regioni con queste ultime che continuano a chiedere di tenere in considerazione per l'attribuzione dei colori non più l'indice di diffusione del contagio ma l'Rt ospedaliero e la percentuale dei vaccinati tra le categorie più a rischio.

Battaglia politica 

"Aperture, aperture, aperture, ritorno al lavoro senza coprifuoco. Conto che questa sia la settimana e il governo prenda atto non delle richieste della Lega ma dei dati medici e scientifici", così ha detto Matteo Salvini. Parole alle quali replica Enrico Letta che, senza nominarlo, accusa quei "pifferai magici" che provano ad intestarsi la scelte del governo e rivendica la posizione del Pd, che è poi la stessa del ministro della Salute Roberto Speranza: le riaperture devono essere irreversibili e lo saranno solo se si rispettano "protocolli e tempistica". Se ci sarà la ripartenza, aggiunge, "è solo perché c'è stato il rigore e chi, come noi, ha vigilato perché fosse rispettato". La stintesi toccherà all'esecutivo. L'obiettivo è quello di alleggerire le misure per attirare i turisti e non rimanere indietro rispetto agli altri paesi europei.

Ristoranti riaperti al pubblico

Le novità

La verifica dei prossimi giorni sarà poi l'occasione per indicare anche gli interventi che interessano quei settori che non hanno ancora ripreso l'attività. Il settore wedding dovrebbe ripartire il 15 giugno; e una data dovrebbe arrivare anche per le piscine al chiuso. Il centrodestra è in pressing per anticipare già a lunedì prossimo l'apertura dei ristoranti al chiuso e delle palestre (prevista invece per il 1° giugno), dei centri commerciali nei fine settimana - oggi i 1.300 punti vendita sparsi in Italia abbasseranno le saracinesche per protestare proprio contro la prolungata chiusura - mentre per i parchi tematici si punta al 1° giugno (ora fissata al primo luglio) ma difficilmente le richieste verranno accolte.