La situazione peggiora. Diverse regioni cambieranno colore. E a differenza dell'era Conte lo faranno da lunedì, non più dal fine settimana. Una decisione presa dal governo Draghi per dare tempo alle persone di "organizzarsi" e non penalizzare troppo le attività economiche. Ma con le giornate primaverili previste in questo fine settimana c'è chi incomincia a temere un effetto "godiamoci questi ultimi scampoli di libertà" prima dell'entrata in vigore delle norme più restrittive.

Soprattutto in Piemonte, Lombardia e Marche che saranno arancioni, mentre Basilicata e Molise vengono retrocesse in rosso. L'Italia quasi tutta in giallo è ormai solo un ricordo. La Basilicata viene retrocessa in base ai dati (in una settimana l'indice Rt è passato da 1,03 a 1,51)  mentre il Molise, dove attualmente ci sono 33 comuni in fascia rossa, retrocede su richiesta dello stesso governatore Donato Toma ("Il Governo ha accolto la mia istanza"). Niente più zone rosse invece in Umbria, che viene confermata in arancione, ma con alcune misure sia di carattere regionale sia specifiche per la provincia di Perugia (finora sottoposta alle norme più restrittive). La Liguria, invece passa in giallo, ma le aree confinanti con la Francia, in primo luogo i comuni di Ventimiglia e Sanremo, restano in fascia ''arancione rafforzata'', come previsto dalla giunta regionale. Si allunga dunque la lista delle regioni in cui sono in vigore regole anti contagio più stringenti: ora sono in totale dieci, oltre alle province di Trento e Bolzano, più della metà del Paese, alle quali vanno aggiunti i lockdown locali come quelli che scatteranno nelle province di Frosinone, Pistoia e Siena già sabato e le misure da 'arancione scuro' in provincia di Bologna Brescia. Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute fotografa un'Italia sempre più in difficoltà a causa della diffusione delle varianti Covid e dagli esperti arriva un nuovo invito a mantenere e anzi rafforzare i provvedimenti restrittivi: "Alla luce del chiaro trend in aumento - dice l'Istituto superiore di sanità - sono necessarie ulteriori e urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi" locali "per evitare il sovraccarico dei servizi sanitari". Indicazioni che si tradurranno in una ulteriore stretta nel nuovo Dpcm in vigore dal 6 marzo, che il governo sta mettendo a punto in queste ore.

Lombardia zona arancione

Lombardia in zona arancione da lunedì 1 marzo. Una decisione presa in base ai dati relativi all'epidemia di coronavirus, al termine della riunione della cabina di regia sull'aggiornamento settimanale. La regione era stata inserita nella fascia di limitazioni più "morbide" a fine gennaio, dato il miglioramento di tutti gli indicatori. Provvedimento che era poi scattato lunedì 1 febbraio. In questo mese di riaperture, però, il virus ha ripreso la sua corsa, naturalmente agevolato dalle maggiori possibilità di incontro e contatto fra persone ma anche per la maggiore trasmissibilità che sembra essere la caratteristica di alcune varianti.  

Tutte le curve sono in salita. Quella dei nuovi casi assoluti ha iniziato a riprendere quota subito dopo l'ingresso in zona gialla, aumentando decisamente il ritmo dal 18 febbraio. Più lenta, al momento, l'ascesa della curva delle ospedalizzazioni, in reparto come in terapia intensiva. Ma, come abbiamo ormai imparato a sapere, queste due curve sono "in ritardo" rispetto a quella dei contagi di un paio di settimane. Spostata ancora più in avanti, invece, è la curva dei decessi. Che, al momento, infatti, appaiono in frenata. L'effetto del più che probabile inasprimento delle restrizioni, comunque, si inizierà a vedere fra due o tre settimane. Dobbiamo quindi attenderci per almeno quindici giorni ancora un aumento del numero dei contagi e, in seguito, di ricoveri e decessi.

Zona arancione/ Le regole

Regione tutta in arancione, quindi, con protezione rafforzata per Brescia e microzone rosse confermate a Bollate (Millano), Mede (Pavia) e Viggiù (Varese) almeno fino al 3 marzo, come da ordinanza firmata dal governatore Fontana. Il cambio di colore comporta un cambiamento delle regole da seguire. Ecco le principali.

Lombardia, Comuni in zona arancione rafforzata: le regole

Zona arancione rafforzata: le regole

Coprifuoco

La zona arancione è soggetta al coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. In questa fascia oraria è vietato uscire di casa se non per motivi di salute (come raggiungere la farmacia di turno), lavoro, e altre incombenze che non possono essere rimandate al giorno successivo. Chi infrange  il coprifuoco senza giustificazione rischia la multa da 400 a 1000 euro.

Spostamenti

Vietato uscire dal proprio Comune, se non per motivi di lavoro, istruzione, salute o necessità, ma all’interno del suo territorio sarà possibile muoversi liberamente dalle 5 alle 22 senza autocertificazione. Si può uscire dal proprio Comune anche per esigenze specifiche, quali fare la spesa (laddove il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti punti vendita con maggiore disponibilità, anche in termini di convenienza economica) o per acquistare beni diversi da quelli alimentari. Dopo il limite del coprifuoco, è possibile uscire di casa soltanto per esigenze specifiche e muniti di autocertificazione. Resta in vigore il divieto di spostarsi da una Regione a un'altra se non per comprovate esigenze lavorative, di necessità e di lavoro, ma è garantita la possibilità di tornare al proprio domicilio, abitazione o residenza. Riguardo i comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti, ci si può spostare per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini. Sono in ogni caso esclusi gli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Seconde case

In caso di seconde case, se queste si trovano nello stesso comune di residenza possono essere raggiunte senza bisogno di autocertificazione. Possono essere raggiunte anche quelle fuori regione, a meno che siano in fascia 'arancione rafforzato' o 'rossa'. La casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente.

Visite ad amici e parenti

All’interno del proprio Comune, ci si può spostare verso una sola abitazione privata abitata. È possibile farlo una volta al giorno, tra le 5 e le 22. Oltre alle persone già conviventi, è possibile ospitare al massimo altre due persone, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Smartworking 

È consigliato il lavoro a distanza, quando possibile.

Negozi, supermercati e centri commerciali

In ambito commerciale, tutte le attività sono aperte, mantenendo il consueto rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro, gli ingressi scaglionati e una frequente sanificazione del locale e degli spazi espositivi. Restano invece chiusi nei giorni festivi e prefestivi i negozi all’interno dei centri commerciali, a esclusione delle farmacie e parafarmacie, dei presidi sanitari, dei punti vendita di generi alimentari, dei tabacchi e delle edicole.

Bar e ristoranti

bar e ristoranti sono aperti, ma resta consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. 

Parrucchieri e centri estetici

Per quanto riguarda i servizi alla persona, sono aperti parrucchieri e centri estetici.

Palestre, piscine e sport

Restano sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali, a eccezione delle attività di riabilitazione e degli allenamenti degli atleti. È possibile allenarsi o svolgere attività fisica all’aperto individualmente. E' consentito frequentare i centri e i circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza creare assembramenti.

Musei, cinema ed eventi

Confermata la chiusura dei musei, dei cinema e il divieto di organizzare eventi aperti al pubblico.