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31 mar 2021
31 mar 2021

Cos’è esattamente il Cat Calling e perché se ne parla tanto in questi giorni

Se ne parla molto da qualche giorno in Italia. Il dibattito è partito da una denuncia social di Aurora Ramazzotti

31 mar 2021
La musica aiuta contro la monotonia della corsa  - foto izf istock
Una donna mentre corre
La musica aiuta contro la monotonia della corsa  - foto izf istock
Una donna mentre corre

Milano, 31 marzo - E' solo l'ultima frontiera delle violenze di genere . Il c at calling, ovvero le molestie di strada, come fischi e apprezzamenti di cattivo gusto rivolti alle donne, nuovamente al centro dell'attenzione dopo che  Aurora Ramazzotti, figlia di Michelle Hunziker e del cantante Eros, ne è stata vittima durante una corsa al parco e sulla sua pagina Instagram si è sfogata con gli oltre due milioni di follower. "È assurdo - ha detto Aurora - che nel 2021 si verifichino ancora di frequente certe situazioni. Fischi, commenti sessisti, davvero una schifezza". A dare ulteriore fuoco alle polveri  Damiano "Er Faina", youtuber ed ex concorrente di Temptation Island, che intervenendo sul dibattito ha rincarato la dose, salvo poi fare dietrofront: "Per due fischi il cat calling - scrive Er Faina -. Io non so dove andremo a finire. Posso capire se ti rompono o insultano, ma se dici a una 'A fantastica' mica è un insulto".

Come si manifesta: fischi e frasi sessite 

Il labile confine tra apprezzamenti e molestie verbali: eccolo il problema. Dietro la trappola delle parole che sembrano complimenti, il cat calling rivela in realtà una scarsa stima della donna, che viene per lo più assimilata a oggetto del desiderio, o peggio diventa bersaglio di frasi sessiste e volgari, se non di scherno. Complimenti non richiesti e volgari sono indirizzati al corpo della vittima o al suo atteggiamento, fischi e strombazzate dall’auto, domande invadenti, perfino insulti veri e propri. Frasi come "Sei uno schianto", "Fai impazzire", "Vuoi uscire con me?", non sono un modo per cercare realmente di conoscere la ragazza ma piuttosto una vera e propria molestia verbale Tanto più pericolosa perché subdolo è il confine con la violenza psicologica. 

Cat Calling: come nasce e quando

Il vocabolo cat calling è intraducibile alla lettera. Secondo l' Accademia della Crusca , che ne ricostruisce l'origine, cat calling è attestato col significato attuale a partire dal 1956. Mentre nel Settecento aveva per lo più il significato di "grido, lamento, suono simile a un lamento"  e  indicava rispettivamente l’atto di fischiare a teatro gli artisti sgraditi e il fischio di disapprovazione stesso. Il governo francese nel 2018 ha approvato una legge che dichiara punibile il cat calling su strade o mezzi di trasporto pubblico con multe fino a 750 euro, oltre a una mora per comportamenti perfino più aggressivi. Anche in altri Paesi il comportamento è punito. In Italia non esiste un reato per punire il cat calling. D’altronde sarebbe più opportuno agire sulla cultura nella quale nasce un atteggiamento offensivo piuttosto che aggiungere un’altra punizione senza alcun tipo di prevenzione.

Dal "pappagallismo" alle molestie di strada

Di cat calling si parla sempre più sul web, dov'è sostenuto da una serie di iniziative di gruppi di attivisti per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla discriminazione e la violenza di genere. Per anni in Italia si è parlato genericamente di “molestie di strada” o “molestie per strada”, talvolta come retaggio di quello che in passato veniva anche definito "pappagallismo ", con una connotazione meno negativa delle molestie. Sarà anche per questo che in Italia il cat calling  fatica ancora a essere riconosciuto come una vera e propria violenza psicologica e come tale a ricevere una condanna unanime.

Cosa è successo ad Aurora Ramazzotti

Aurora Ramazzotti alcuni giorni fa è stata nuovamente vittima del cat calling. La figlia di Michelle Hunziker ha deciso di denunciarlo pubblicamente in una storia di Instagram che ha poi fatto il giro del web finendo anche sui principali organi di stampa. Aurora ha scritto nel suo post: " Sono l’unica che ne è vittima costantemente nonostante io mi vesta da maschiaccio? Non appena metto una gonna o, come in questo caso, mi tolgo una giacca sportiva, perché sto correndo e fa un cacchio di caldo, devo sentire i fischi, i commenti sessisti, le schifezze. A me fa schifo. Se sei una persona che lo fa e stai vedendo questa storia, sappi che fai schifo".

 

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