Gioele Mondello con la mamma Viviana Parisi e il papà Daniele
Gioele Mondello con la mamma Viviana Parisi e il papà Daniele

Palermo, 3 agosto 2021 - "Raggiungere la verità è difficile e faticoso. A qualcuno piace alimentare pettegolezzi. A qualcuno speculare sulla mia tragedia. Ho spalle capienti e posso sostenere tutto il fango che vorranno sputarmi addosso. Non mi intimoriscono: ho già perso tutto. Io non mi fermerò mai". Sono le parole scritte sui social da Daniele Mondello, il marito di Viviana Parisi, la deejay di 41 anni trovata morta nell'agosto di un anno fa con il figlio Gioele di 4 anni, nei boschi di Caronia (Messina). 

Nei giorni scorsi la Procura di Patti ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per omicidio e omissioni di atti di ufficio: la donna avrebbe ucciso il figlio e poi si sarebbe suicidata. La magistratura non esclude altre ipotesi legate a un "evento accidentale", ma le ritiene "residuali". La Procura ha quindi autorizzato la restituzione dei corpi e, a distanza di quasi un anno dalla scomparsa, i familiari potranno celebrare i funerali. "Abbiamo ricevuto via Pec la richiesta di archiviazione del'inchiesta - ha affermato l'avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia di Viviana Parisi - Avanzeremo richiesta di accesso al fascicolo per esaminare tutte le consulenze del pm e le valutazioni che hanno portato la Procura ad avanzare richiesta di archiviazione. Dopo di che decideremo se fare opposizione".

L'incidente e la misteriosa scomparsa nei boschi 

Il 3 agosto 2020 Viviana, dj di origine torinese, ma da anni residente a Venetico, esce di casa con il figlio, si allontana a bordo della sua auto, niente lascia presagire il dramma che si sarebbe consumato poco dopo: un banale incidente e la misteriosa scomparsa. Secondo la ricostruzione della Procura, dopo lo schianto della vettura nella galleria Pizzo Turda sulla A19 Messina-Palermo, la donna è uscita dall'abitacolo, ha preso il bimbo e si è volontariamente allontanata dall'autostrada, nascondendosi tra la fitta vegetazione esistente sul bordo della carreggiata. Viviana è stata trovata morta dopo 5 giorni di ricerche disperate, l'8 agosto, ai piedi di un traliccio nel bosco. Per la Procura si sarebbe tolta la vita proprio lanciandosi dal traliccio. E, stando alla ricostruzione dei consulenti, prima di uccidersi potrebbe avrebbe compiuto un gesto estremo strangolando il figlio Gioele, di 4 anni, ritrovato nel bosco solo il 19 agosto. Ma sulla fine del bambino non c'è certezza assoluta da parte della Procura. Il momento della morte di Viviana Parisi secondo quanto si legge nella richiesta di archiviazione "deve essere collocato all'interno di un arco temporale compreso, al massimo, tra le ore 12 e le ore 20 del giorno stesso della sua scomparsa, cioè il 3 agosto 2020, dunque a ridosso e nell'immediatezza dei fatti". Il corpo, ritrovato sotto un traliccio cinque giorni dopo la scomparsa, secondo gli accertamenti medico-legali "non è stato oggetto di spostamento ad opera di terzi".

Gli sms disperati del marito: "Curati"

Nella richiesta di archiviazione il procuratore capo di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, elenca una serie di consulenze e intercettazioni da cui emergerebbe tutto il malessere psichico della donna. Agli atti anche gli sms disperati del marito: "Curati. Hai rovinato la nostra famiglia". "Le indagini hanno permesso di accertare in modo incontrovertibile le precarie condizioni di salute mentale di Viviana", dice il procuratore, che ricorda il trasporto di Viviana al Pronto soccorso, il 18 marzo 2020, in pieno lockdown, all'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. "Il medico del Pronto soccorso intervenuto ha ricordato di aver visto Viviana sdraiata per terra, che ripeteva la frase: ''Abbiamo consegnato i nostri figli al demonio''. Circa tre mesi dopo, a fine giugno, la donna era stata nuovamente condotta presso il Pronto soccorso del Policlinico di Messina, per avere ingerito, volontariamente, come dicono i medici, dei farmaci "con chiaro intento autolesivo". Episodi "non isolati", come scrive lo stesso magistrato che ricorda come "i familiari, gli amici e i vicini di casa di Viviana Parisi hanno dichiarato come avesse dato luogo a numerosi episodi di instabilità psicologica, adottando comportamenti singolari", tra cui la lettura della Bibbia sul balcone di casa o nel sagrato della chiesa, in pieno lockdown. Secondo quanto emerge la dj soffriva di "manie di persecuzione e timori di vario genere, come quello di essere controllata da sconosciuti, anche attraverso la televisione ed il telefono cellulare, oppure ritenendo di essere pedinata da macchine di grossa cilindrata".

Gioele non è stato morso da animali selvatici da vivo

Il piccolo Gioele, trovato senza vita il 19 agosto scorso, parecchi giorni dopo il ritrovamento della madre, non è stato morso da animali selvatici mentre era ancora in vita. E' quanto emerso dalle consulenze tecniche della Procura, depositate nella richiesta di archiviazione. "Gli accertamenti sui reperti biologici di origine animale e di tipo veterinario-forense hanno permesso di rilevare, in primo luogo, come Gioele non abbia subito, mentre era ancora in vita, alcuna aggressione da parte di animale - spiega il procuratore di Patti -. E' stato invece accertato come la specie animale ''Vulpes vulpes'' abbia svolto un ruolo di necrofago, abbia cioè consumato il corpo di Gioele, ma soltanto dopo la sua morte. Gli accertamenti di genetica umana e di carattere veterinario hanno consentito di rilevare come gli indumenti indossati al momento dei fatti non recassero tracce di sangue".  Per i consulenti della Procura ciò conferma che il bimbo non può essere stato oggetto di un'aggressione in vita da parte di cani o altri animali selvatici, altrimenti sugli indumenti indossati sarebbero state trovate imponenti perdite di sangue.